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mercoledì 12 ottobre 2022

Metà di un sole giallo Chimamanda - Ngozi Adichie


Metà di un sole giallo
Chimamanda Ngozi Adichie
trad. Susanna Basso
Einaudi, 2016

Metà di un sole giallo è la storia di molte Afriche. L'Africa sensuale della splendida Olanna, che rinuncia ai privilegi per amare il professore idealista Odenigbo, e quella concreta della sua gemella Kainene, che affronta il mondo con l'arma del sarcasmo. L'Africa superstiziosa di Mama e Amala e quella colta ed emancipata del circolo di Odenigbo. L'Africa naïf del giovane servitore Ugwu e quella archetipica inseguita dall'uomo di Kainene, Richard. Tutti questi mondi, con il loro bagaglio di felicità e dolore, di generosità e crudeltà, di amore e gelosia, vengono travolti dalla piena della storia quando nel 1967 la proclamazione d'indipendenza dalla Nigeria della Repubblica del Biafra sfocia in una tragica guerra civile.

 
Citazioni:

Esistono due risposte alle cose che ti insegnano a scuola sulla nostra terra: quella vera e quella che devi dire per passare gli esami. Devi leggere tanto e imparare tutte e due le risposte. I libri te li do io, ottimi libri –. Padrone si interruppe per bere un sorso di tè. – Ti insegneranno che un bianco di nome Mungo Park ha scoperto il fiume Niger. Tutte idiozie. La nostra gente pescava nel Niger ben prima che il nonno di Mungo Park venisse al mondo. Ma sul tuo foglio d’esame tu scrivi che è stato lui, Mungo Park.
 
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L’istruzione viene prima di tutto! Come possiamo resistere allo sfruttamento senza gli strumenti per capire come funziona?

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Tornò con un grande foglio di carta che dispiegò e distese sul tavolo, facendo da parte libri e riviste. Indicò con la penna. – Questo è il mondo, anche se chi ha disegnato questa cartina ha deciso di mettere la sua terra sopra la nostra. Ma non c’è un alto e un basso, in realtà –. Padrone riprese la carta e la piegò in modo che le estremità si toccassero, creando in mezzo uno spazio vuoto. – Il mondo è rotondo, non finisce mai.

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La vera tragedia di questo nostro mondo post-coloniale non è che in larga misura alla gente non sia stato chiesto se lo voleva o no, il nuovo, quanto che alla maggioranza delle persone non siano stati forniti gli strumenti per affrontare il passaggio.

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Così funziona l’amore: una catena di coincidenze che accumulano significato e si trasformano in miracoli.

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Sarà amore questo bisogno irragionevole di averti accanto la maggior parte del tempo? Sarà amore il senso di sicurezza che mi danno i nostri silenzi? Questo abbandono, questa completezza?

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Non puoi scriverti un copione nella testa e poi costringerti a seguirlo. Devi lasciarti vivere.

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Non credo che l’amore debba avere una ragione. Secondo me prima ci si innamora, e poi si scopre perché.

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Avrebbe voluto chiedergli come si fossero ormai ridotti a quattro estranei che dividevano un cognome.

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Non devi mai comportarti come se la tua vita fosse di proprietà di un uomo. La vita è tua e di nessun altro.

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Quando ho perso la mia famiglia, tutta intera, per me è stato come rinascere una seconda volta. Ero una persona nuova perché non avevo più nessuno che mi ricordasse chi ero stato prima.

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Ci sono cose talmente imperdonabili da rendere perdonabile tutto il resto.

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Il nonno diceva sempre, parlando delle difficoltà che aveva avuto: - Se non ti uccidono, ti fanno diventare più saggio.

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Per un attimo di follia, desiderò di poterlo lasciare. Subito dopo, un po’ più razionalmente, volle poterlo amare senza avere bisogno di lui. Il bisogno gli conferiva potere anche suo malgrado; era il bisogno che spesso, in sua presenza, la faceva sentire condannata a non avere scelta.

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Ma sì, certo, certo, quello che intendo però, è che l’unica vera identità per gli africani è quella tribale, – disse Padrone. – Io sono nigeriano perché il bianco si è inventato la Nigeria e mi ha affibbiato questa identità. Sono nero perché il bianco ha fatto in modo che il Nero fosse il più lontano possibile dal Bianco. Ma prima che il bianco arrivasse io ero igbo.
 
 


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