José Saramago
trad. Rita Desti
Einaudi, 2015
Dal Premio Nobel per la letteratura 1998, la storia di un viaggio nell'affascinante terra portoghese si trasforma nello spunto per una riflessione sul viaggiare come esperienza fondamentale, e sull'uomo-viaggiatore che registra dentro di sé impressioni e frammenti di esistenze, in un percorso conoscitivo e sentimentale che appare inesauribile. “Questo Viaggio in Portogallo è una storia. Storia di un viaggiatore all'interno del viaggio da lui compiuto, storia di un viaggio che in se stesso ha trasportato un viaggiatore, storia di un viaggio e di un viaggiatore riuniti nella fusione ricercata di colui che vede e di quel che è visto... Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d'uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio”.
Citazioni:
“I castagneti sono coperti di ricci, tanti da far pensare a stormi di uccelli verdi che sui rami si fossero posati a riprendere le forze per le grandi migrazioni. Il viaggiatore è un sentimentale. Ferma la macchina, ne strappa uno, è un semplice ricordo per molti mesi, il riccio si è seccato, ma prenderlo in mano significa rivedere il grande castagneto sul ciglio della strada, sentire l’aria vivissima del mattino, quante cose si ritrovano in definitiva in una campestre promessa di castagna.”
---
“Ha visto acque plumbee, terre spoglie, le cose dissolversi nell’umidità dell’aria, eppure, malgrado queste malinconie, malgrado il mare scuro che frange contro i moli, è contento della propria fortuna: un giorno di sole, un giorno di nebbia, di tutto si ha bisogno per fare un uomo.”
---
“Il viaggiatore ricerca l’arte degli uomini, quella volontà di dominare la morte che si esprime nelle pietre erette o sospese, nei sortilegi del disegno e del colore, e la ritrova nelle chiese, in quello che resta dei conventi, nei musei che di questi e di quelle in definitiva si sono alimentati.”
---
“I fiumi, come gli uomini, solo in prossimità della fine vengono a sapere perché sono nati.”
---
“... la terracotta, a quanto si dice, è molto più vicina alla nostra fragilità umana di quanto non lo sia la pietra. Ma queste sono idee che ci mettono in testa.”
---
“Arte autentica, seria, quasi non ce n’è: arte decorativa, superficiale, solo per distrarre gli occhi e mantenere il cervello assente, la vediamo dappertutto.”
---
“Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.”
