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venerdì 4 novembre 2022

Shanghai - Riichi Yokomitsu


Shanghai
Riichi Yokomitsu
Atmosphere Libri, 2017
trad. Costantino Pes

Shanghai, 1925. Figure inquiete si aggirano per la città. Due di esse sono giapponesi: Sanki lavora in banca, coprendo le losche operazioni finanziarie del suo direttore; Koya è un uomo d'affari d'assalto, privo di scrupoli ma vivace e dinamico. Attorno a loro la Shanghai d'inizio secolo, metropoli dinamica che preannuncia quella del nostro presente: le nebbie del porto sul lungofiume, i vicoli scuri e affollati, le fabbriche in rivolta, i canali sporchi e maleodoranti, i locali gremiti di clienti provenienti da tutte le parti del mondo. L'azione si svolge in buona parte nel quartiere in cui si riuniscono le rappresentanze dei paesi occidentali, la zona degli affari e dei night club in cui si balla al ritmo delle canzoni all'ultima moda. I protagonisti si muovono anche per i vicoli della città cinese, abitati da una popolazione dolente e misera dedita alle più varie attività: coolies, portatori di risciò, mendicanti... e i postriboli, affollati di prostitute giapponesi, cinesi e perfino russe, residui dell'aristocrazia sfuggita alla Rivoluzione d'Ottobre. Altri personaggi si aggirano nel calderone della città, agitata dai grandi rivolgimenti storici del tempo, tra scioperi nelle fabbriche, uomini d'affari di tutto il mondo in cerca di opportunità e movimenti panasiatici e nazionalisti, appoggiati da gran parte dei protagonisti, che coltivano idee di ribellione contro la dominazione occidentale.

 
Citazioni:

Yamaguchi si interrogava su quali forze avrebbero portato la Cina alla rovina in attesa di quel giorno. È chiaro che non sarà il militarismo giapponese. E neanche il capitalismo inglese. Forse il marxismo russo o il militarismo cinese? Macché, non c’è dubbio che sarà l’oppio indiano, o quello persiano.

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Sanki pasteggiava davanti allo specchio incrinato. Alla parete era appeso un telefono che da tempo non risuonava di voci umane; un calendario da cui si erano dimenticati di strappare i fogli mostrava una data lontana. Sotto gli iris che appassivano curvi nel vaso, l’uomo si sforzava di cancellare il ricordo di Fang Qiulan. Braccia abbandonate ai lati della sedia, occhi chiusi, percepiva una vitalità chiassosa nel profumo del cibo che arrivava all’ingresso delle scale. Desiderio… aveva visto Fang Qiulan, poi ogni desiderio era tornato a spegnersi. Indovinò le sembianze morte del proprio volto nella quiete attorno a lui, come se fissasse un riflesso nell’acqua.

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Spinto nell’ingresso incassato di un negozio, Sanki riusciva a vedere solo una finestra girevole aperta orizzontalmente sopra di lui. La folla in tumulto si rifletteva, sottosopra, sul suo vetro, come un fondale marino senza più cielo. Innumerevoli teste si trovavano sotto le spalle, a loro volta sotto le gambe. Formavano uno strano baldacchino sospeso sul punto di precipitare, ondeggiando come alghe che ora si ritraevano ora avanzavano.



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