Nostalgistan. Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale
Tino Mantarro
Ediciclo, 2019
«Ci si incastra in posti come questo per essere costantemente perseguitati dal desiderio di essere altrove. Ma, se fossimo altrove, moriremmo dalla voglia di farci un'idea di che cosa si nasconde dietro a questi nomi che mentre li pronunci già pensi di partire». Un viaggio tra gli Stan, nel cuore dell'Asia Centrale, vuoto geografico colmo di stupore e di assurdità. Attratto dall'estetica dello sfascio post sovietico, affascinato da una dimensione di desolata bellezza ricca di storie sepolte nella polvere, tra persone ospitali e doganieri corrotti, imam all'acqua di rose e mercanti svogliati, Tino Mantarro percorre quel che resta di un mondo un tempo attraversato da orde di mongoli, conteso da russi e inglesi nel Grande Gioco ottocentesco, e oggi, grazie agli investimenti cinesi, protagonista nella nuova Via della Seta.
Citazione:
“Così di Bukhara quella volta non vidi nulla se non la sinagoga, che mi ero intestardito a cercare.
Ne avevo letto su un libro di Colin Thubron; la volevo vedere, perché mi hanno sempre affascinato queste storie di popoli, gli arbeshe del Sud Italia, i walser in Piemonte, i gagauzi nella Repubblica Moldava, i vecchi credenti in Estonia e dozzine di altre minoranze, rimaste incastrate in qualche terra che non è la loro per le giravolte della storia.”
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“Perché siamo su questo pianeta una volta sola, e allora tanto vale farsi un’idea delle cose che inspiegabilmente ci attraggono.”
