Kent Haruf
trad. Fabio Cremonesi
NN Editore, 2018
Con Vincoli si torna a Holt, anzi si va alle origini di Holt, a cavallo tra Ottocento e Novecento nel primo romanzo che ha imposto Haruf all’attenzione del pubblico americano. Un viaggio nella storia di una famiglia delle pianure americane, narrata dalla voce della loro vicina, Sanders Roscoe. Un romanzo corale e travolgente, intenso e poetico, con cui Haruf inizia il suo viaggio nell’America rurale, teatro delle sofferenze e metafora della tenacia dello spirito umano, anticipando tutti gli elementi che rendono unica la sua poetica.
Citazioni:
“Si potrebbe dire che a quei due capitò una sorta di seconda infanzia – però non sarebbe esatto. Non puoi avere una seconda volta se la prima non c’è stata.”
---
“Ecco, non pretendo che un periodo di appena sei anni sia anche solo vagamente sufficiente. Ma immagino che se ti viene concesso questo e nient'altro, allora i sei anni te li devi far bastare. Alla fine questo ebbe Edith Goodnough: sei anni di quello che si potrebbe chiamare divertimento. O bei momenti. O meglio, la semplice, intensa, magnifica bellezza del sentirsi vivi giorno dopo giorno, quando di sera vai a dormire nella calda oscurità, soddisfatto del tuo angolo di mondo, e poi ti svegli al mattino ancora soddisfatto e ne sei ben consapevole mentre resti sdraiato per un po' ad ascoltare in pace il richiamo delle tortore dagli olmi e dai fili del telefono, finché al pensiero di un caffé nero finalmente decidi di alzarti dal letto, scendere le scale e andare in cucina, ai fornelli, per ricominciare tutto daccapo con piacere, addirittura con impazienza.”
