Edgar L. Doctorow
trad. Bruno Fonzi
Mondadori, 2015
Fantasmagorico, geniale e potente affresco che cattura lo spirito
dell'America ai primi del Novecento, Ragtime è il libro con cui Doctorow
ha cambiato il concetto stesso di romanzo. Tutto comincia nel 1906 in
casa di una ricca famiglia nello stato di New York. Ma subito la linea
che separa realtà e immaginazione magicamente sparisce. Henry Ford, Emma
Goldman, J.P. Morgan, Evelyn Nesbit, Sigmund Freud, Harry Houdini
entrano ed escono dal racconto, incrociandosi con i membri di quella
famiglia e con gli altri personaggi creati da Doctorow, in particolare
un im-migrato dell'est europeo di origine ebraica e un elegante pianista
nero. Intorno c'è la New York d'inizio secolo con i suoi mille volti,
la ricchezza e la povertà, il razzismo, il progresso e i ghetti, una
città che soffre ma che ha voglia di futuro. Pubblicato nel 1975, opera
di uno scrittore che ha affrontato con coraggio le ambiguità della
storia del suo Paese sempre affascinato dalla bellezza e dal genio
dell'esperimento americano, Ragtime è il romanzo che ha posto Doctorow
fra i grandi autori del Novecento. Come ha scritto Don DeLillo, “la
prosa di Doctorow crea il proprio paesaggio e si trasforma in una forza
di opposizione al potere della realtà sociale”.
Incipit:
“Nel 1902 Papà costruì una casa in cima alla salita di Broadview Avenue, a New Rochelle, New York. Era un edificio di tre piani in legno scuro, con abbaini, bovindo, e una veranda con la zanzariera. Tende a strisce riparavano le finestre. La famiglia prese possesso di questa robusta dimora in un’assolata mattina di giugno e per alcuni anni in seguito parve che tutte le sue giornate sarebbero state calde e piene di sole. La maggior parte delle entrate di Papà proveniva dalla confezione di bandiere, vessilli e altri patriottici aggeggi, bengala compresi. Il patriottismo, ai primi del Novecento, era un sentimento su cui si poteva contare. Teddy Roosevelt era presidente. La popolazione si radunava abitualmente in gran numero, sia all’aperto, per parate, pubblici concerti, pesci fritti, picnic politici, manifestazioni sociali, sia al chiuso, in sale di riunione, teatri d’opera o di varietà, sale da ballo. Sembrava non esservi divertimento che non comportasse una gran massa di persone. Treni, tram, vaporetti le trasportavano da un posto all’altro. Questo era lo stile, questo il modo in cui viveva la gente. Le donne erano più robuste, allora. Visitavano la flotta portando ombrellini bianchi. D’estate tutti si vestivano di bianco.”
Citazioni:
“E perché? Forse che il nostro genio risiede soltanto nel nostro utero? Forse che non sappiamo scrivere libri e produrre opere culturali di alto livello, eseguire musica e fornire modelli filosofici per il miglioramento dell’umanità? Dovrà essere sempre fisico il nostro destino?”
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“Spesso mi fanno questa domanda: Come mai le masse si permettono di farsi sfruttare dai pochi? La risposta è: Lasciandosi persuadere a identificarsi con loro. Portando il suo giornale con la tua fotografia, un lavoratore torna a casa da sua moglie, uno stremato ronzino con le gambe piene di varici, e sogna non già la giustizia, ma la ricchezza.”
