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giovedì 9 febbraio 2023

Le strane storie di Fukiage - Banana Yoshimoto

Le strane storie di Fukiage
Banana Yoshimoto
trad. Gala Maria Follaco
Feltrinelli, 2022

Mimi e Kodachi sono due sorelle gemelle cresciute nella cittadina di Fukiage. Allevate da una coppia di amici dei genitori perché in un incidente stradale il padre è rimasto ucciso e la madre giace tuttora in coma, compiuti i diciotto anni decidono di trasferirsi a Tokyo, dove vivono una vita tranquilla, ciascuna intenta a inseguire le proprie inclinazioni. All'improvviso, però, Kodachi svanisce nel nulla. Mimi va a cercarla e torna a Fukiage, dove incontra personaggi misteriosi e scopre verità e leggende bizzarre sulla propria famiglia e su se stessa. Dove è finita Kodachi? Ritornerà? Si risveglierà la loro mamma? Una storia di amore e di sofferenza, di solitudine e spaesamento. Una riflessione sui sentimenti e sulla necessità di innescare il cambiamento che può trasformarci nella versione migliore di noi stessi. 


Citazioni
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Quando ci vivevo, raramente ero salita fin lassù. A vederla da lì, la città era dotata di una bellezza particolare che la faceva brillare come un giardino fatato in miniatura.

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C’erano posti in cui ciò che per me non aveva senso era del tutto normale, ed erano tanti. Mi dico sempre che il mondo è immenso.

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Ero frastornata al pensiero di quante cose si capiscano solo attraverso l’esperienza.

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Avevamo provato le stesse emozioni, per questo lo sentivo così vicino.

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Niente è più bello di chi lavora senza aspettarsi alcun riconoscimento, di chi vive la propria vita senza curarsi, anzi senza nemmeno sapere, che ciò che fa in silenzio avrà come risultato ultimo una ritrovata armonia nell’universo.

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La fiducia è una luce che illumina il cuore e risplende dal­l’interno delle persone.

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Se tutti potessero spostarsi da un mondo all'altro a proprio piacimento anche il dolore diminuirebbe in modo sostanziale.

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È così che funziona il mondo. È in continuo movimento, in continua trasformazione, scorre senza fermarsi mai. E vivere significa farne esperienza.




lunedì 5 dicembre 2022

Amrita - Banana Yoshimoto

Amrita
Banana Yoshimoto
trad. Giorgio Amitrano
Feltrinelli, 2002

"Amrita" è un romanzo di grande respiro. Narra della piuttosto insolita famiglia di Sakumi, di cui fanno parte la madre, con il suo compagno molto più giovane, il fratellastro undicenne Yoshio, una cugina e un'amica. Su tutti loro pesa il ricordo di una sorella morta in un incidente stradale mentre guidava sotto l'effetto di alcol e barbiturici. Con lei Sakumi intrattiene un muto dialogo, che costituisce uno dei molti fili della narrazione. Una narrazione composta di tante voci che l'autrice scava, indagando percezioni del reale diverse da quelle usuali. Ora investigando nei labirinti della mente, ora investigando le alterazioni della coscienza dei diversi personaggi. Si tratta di una scoperta del mistero e della profondità che consente a Banana Yoshimoto di illuminare in modo sottile la dimensione magica dell'esistenza e, insieme, di ampliare i confini delle abituali tematiche di amore, amicizia, morte, solitudine, senza perdere la freschezza, la grazia e la leggerezza di una narrazione che parla direttamente al cuore.


Citazioni:

Se non si vive a lungo sotto lo stesso tetto, anche se ci sono legami di sangue, questi si fanno sempre più deboli, come un paesaggio molto amato che indietreggia nella memoria.

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Ma in fondo chi può dire quando e che origine abbiano queste cose e dove conducano? Una persona sorride mentre il suo cuore, segretamente, si consuma. E finisce rapidamente per essere divorato.

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L’amore non è fatto di forme, o di parole, è una condizione.

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Sentivo che la mia solitudine era una parte del mio universo, e non una patologia da eliminare.

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A parole si possono dire le cose piú grandi, ma è inutile dire agli altri quello che non saremmo capaci di fare noi stessi.

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Sulla spiaggia l'uomo è poeta. Perché il mare è sempre il venti per cento più grande di come lo si era immaginato.

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Quando si ha qualcosa da perdere, si comincia ad avere paura. Ma la felicità è questo. Conoscere il valore di quello che possediamo.

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Avrei voluto scrivere quel sogno in ogni particolare, sigillarlo, e conservarlo con cura per l’eternità. E invece no.
La bellezza è prendere qualcosa nelle mani, e poi lasciarla andare. Non si possono afferrare con forza il mare e il sorriso degli amici che se ne vanno lontano.



mercoledì 30 novembre 2022

Sonno profondo - Banana Yoshimoto

Sonno profondo
Banana Yoshimoto
trad. Giorgio Amitrano, Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 2015

"Queste tre storie, dice Banana Yoshimoto, raccontano la notte di alcuni personaggi che si trovano in una situazione di blocco, in una fase in cui il flusso regolare del tempo si è interrotto". In questa sospensione, emergono i temi a lei più cari, i percorsi del suicidio, la decadenza dell'istituzione familiare, il ruolo della sessualità, ritratti questa volta in noir, per suscitare una forte emozione.



 
 
 
Citazioni:

Il sonno viene come l'avanzare della marea, opporsi è impossibile.

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Insieme a lei, non so bene come spiegarlo, ma anche quando la vita si faceva pesante, era come se il peso fosse diviso a metà.

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Il sonno è diventato così profondo che a ogni risveglio mi sembra di riemergere dalla morte.
 
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A dormire accanto a qualcuno, vicino fino a diventare la sua ombra, si può finire col riprodurre dentro di sé la sua anima, con l'assorbirne tutte le tenebre.

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Chissà perché la notte, come la gomma, è di un'infinita elasticità e morbidezza, mentre il mattino è così spietatamente affilato. La sua luce sembra puntata contro di me. Dura, trasparente, inesorabile. La odio.

 
 

lunedì 21 novembre 2022

Kitchen - Banana Yoshimoto

Kitchen
Banana Yoshimoto
trad. Giorgio Amitrano
Feltrinelli, 1993
"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina...". Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, "Kitchen". Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare. Così il padre del giovane amico Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine insolita del Giappone, con un linguaggio fresco e originale, quasi una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.


Citazioni:

Era il figlio maggiore di una famiglia numerosa, e senza saperlo portava con sè‚ da casa sua qualcosa di allegro, che mi dava calore.

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Nella torta di carote che avevo fatto tante volte in modo da imparare il procedimento a memoria erano entrati anche frammenti del mio spirito.

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Anche chi ama prima o poi dovrà morire. Però intanto è vivo.

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Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo.

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La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente.

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Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d'animo, gran parte della storia è incisa nei sensi. E cose di nessuna importanza, insostituibili, ritornano così all'improvviso, in un caffè d'inverno.

venerdì 28 ottobre 2022

Un viaggio chiamato vita - Banana Yoshimoto


Un viaggio chiamato vita
Banana Yoshimoto
trad. Gala Maria Follaco
Feltrinelli, 2013

La vita è un viaggio, e come tutti i viaggi si compone di ricordi. In questo libro, Banana Yoshimoto raccoglie preziosi frammenti di memoria e ci porta con sé, lontano nel tempo e nel mondo. Dalle emozioni del primo amore alla scoperta della maternità, dalle piramidi egiziane alla Tokyo degli anni settanta. Con la consueta leggerezza della sua scrittura, ricostruisce le emozioni dell'esistenza a partire da un profumo, da un sapore, da un effetto di luce o dal rumore della pioggia e del vento. E così che una pianta di rosmarino ci trasporta da un minuscolo appartamento di Tokyo al tramonto luccicante della Sicilia, e che un contenitore pieno di alghe diventa l'occasione per esplorare il dolore della perdita. I pensieri in libertà di Banana Yoshimoto ci accompagnano fino al centro del suo mondo letterario e lungo il nostro personale "viaggio della vita", fatto di promesse e di incontri, di stupore e di meraviglia, di malinconia e di sofferenza. Dalle pagine di questo libro, l'autrice ci invita a riappropriarci del nostro tempo e a non perdere mai la fiducia negli altri esseri umani, perché quello che rimane, al termine del più difficile dei viaggi, è il riflesso nella nostra memoria di ogni singolo giorno vissuto.

 
Citazioni:

 
Penso che in fondo un viaggio sia tale quando non si protrae per lungo tempo, in quanto a un certo punto si deve ritornare.

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I viaggi moltiplicano le vite degli uomini.

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Ad esempio, a me piace tanto quando, nell'aria ancora fredda delle notti d'inverno, all'improvviso si sente il profumo della primavera.

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La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo da grandi cose, come lo studio, l'amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l'anima respira e grazie alla quale vive.

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La magia tiene sempre la porta aperta. Davvero, sempre. Trovarla dipende solo da noi.
 
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Accumulare bei ricordi, non è forse la sola cosa che possiamo fare nella vita?

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La nostra vita appartiene soltanto a noi, e i ricordi... quelli non possiamo cederli a nessuno. Accumulatene, che siano soltanto vostri, e straordinari, grandi, tanti, irripetibili, di quelli che lasciano a bocca aperta, e che fanno entrare nella tomba con il sorriso sulle labbra!




 

 

 

 

martedì 11 ottobre 2022

Il coperchio del mare - Banana Yoshimoto

Il coperchio del mare
Banana Yoshimoto
trad. Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 2009

Mari si è appena laureata ed è tornata a vivere nel suo paese natale, dove ha deciso di aprire un piccolo chiosco di granite. Quest'estate sua madre ospita Hajime, la figlia di una cara amica, che sta attraversando un periodo molto difficile a causa della morte della nonna. Mari non è affatto entusiasta: è indaffarata col chiosco appena avviato e pensa di non avere tempo per fare compagnia a una ragazza così piena di problemi. Oltre a brutte cicatrici che le ricoprono il corpo, dopo la morte della nonna Hajime si rifiuta di mangiare e di uscire di casa. Ciononostante le due ragazze a poco a poco diventano amiche e Hajime inizia ad aiutare Mari nel lavoro. Il resto del tempo lo trascorrono tra nuotate in mare, passeggiate sulla spiaggia e lunghe chiacchierate, sempre sullo sfondo di un incantevole paesaggio marino. E il mare sembra essere il vero protagonista del romanzo, con i suoi misteri e le creature che si celano negli abissi, una presenza costante e rassicurante nella vita di Mari, e un balsamo per l'anima ferita di Hajime. Sul finire dell'estate, quando l'acqua diventa di giorno in giorno più fredda e il vento sulla spiaggia solleva i granelli di sabbia nella tiepida luce di settembre, Hajime parte per fare ritorno a casa. Mari è molto triste, ma il ricordo della loro amicizia l'aiuterà a superare anche la solitudine dei lunghi mesi invernali. Forse non è riuscita a risolvere del tutto i problemi dell'amica, ma sicuramente l'ha aiutata a guardare al futuro con maggiore fiducia.

 
Citazioni:


Il mondo potrà anche non essere perfetto, eppure la perfezione esiste, e si presenta sotto forme semplici, per nulla appariscenti.

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Per me erano importanti anche i clienti adulti, però, la possibilità che le mie granite diventassero dei piccoli ricordi indelebili nella memoria di quei bambini, nello stesso modo in cui la spiaggia lo era diventata nella mia, mi entusiasmava ancora di più.

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Il ghiaccio si scioglie e svanisce velocemente, e io avevo l’impressione di vendere dei piccoli cubetti di tempo. I sogni di un istante. Momenti impalpabili come bolle di sapone, ambiti da tutti: anziani, adulti e bambini.

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Sono le scene in cui non c'è niente di speciale quelle che si imprimono maggiormente nel cuore. Quando mi capita di ricordare quell'estate, le prime immagini che mi tornano in mente sono proprio queste: la spossatezza del corpo, il mio volto ancora addormentato, le cicatrici di Hajime espose al sole, l'aroma del caffè e il bucato steso al sole.

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Per me non è un problema seguire il corso del destino. Qualunque sarà il luogo dove mi condurrà, sono sicura che riuscirò a trasformarlo in un bel posto e continuerò a crearmi dei ricordi. In modo che, quando morirò, avrò qualcosa di bello da portarmi con me, qualcosa di simile a un mazzo di fiori, così grande da non potere nemmeno tenerlo tra le braccia.

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Ogni volta che la vedevo arrivare da lontano provavo una sorta di nostalgia dolorosa. La stessa sensazione che avvertivo da piccola quando veniva a prendermi in spiaggia alla fine di una giornata di giochi. Anni in cui la nonna era ancora in vita e la rete che mi proteggeva dalle asprezze del mondo era ancora molto resistente.
 
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Chissà se anche in quel viale alberato dell’isola del Sud era arrivato l’autunno.
E se la signora del chiosco aveva vissuto anche quel giorno in compagnia del suo cane dal pelo folto. Laggiù in quella terra tanto cara. Quella signora che da quando era tornata al suo paese, si era dedicata al lavoro, a volte amando, a volte odiando la sua isola. Altro non faceva che proteggere il viale di fukugi e condurre un’esistenza modesta, eppure mi aveva cambiato la vita.
E poi c’era Hajime che, nonostante le difficoltà del periodo, mi aveva dato una mano senza togliermi gli occhi di dosso nemmeno un istante. Alla fine si era innamorata del mio paese, e questa cosa, per quanto casuale, l’aveva aiutata a capire quello che avrebbe voluto fare nella vita.
Se tutte le persone riuscissero a creare un contatto così profondo con le cose che succedono attorno a loro credo che il mondo forse... il mondo forse risplenderebbe di un’unica grande luce, di un bagliore irresistibile generato da tutte le stelle unite, di un fulgore visibile anche nel buio più pesto.
Proprio come quando dalla punta del promontorio avevo visto il mio paese e la mia amata baia estendersi a perdita d’occhio. Proprio come quando, assottigliando gli occhi, avevo visto lo sfavillio dorato del mare in lontananza.
Fu un’immagine molto vivida, come se già stessi vedendo quella luce.


 

mercoledì 28 settembre 2022

Delfini - Banana Yoshimoto

Delfini
Banana Yoshimoto
trad. Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 2011

Kimiko, giovane scrittrice di romanzi d'amore, esce con Goro. Una sera, dopo una visita all'acquario di Tokio per vedere i delfini, fanno l'amore, ma Kimiko capisce subito che la loro storia non ha futuro; Goro convive infatti con un'altra donna, più grande di lui e dalla quale non vuole separarsi. Kimiko decide allora di abbandonare Tokio per trovare rifugio in un tempio vicino al mare, dove conosce Mami, ragazza dalle doti soprannaturali. È da lei che viene a sapere di essere incinta. Le notti di Kimiko, i suoi sogni, si popolano di delfini, meravigliose creature che l'accompagnano, insieme ad Akane, la bambina che porta in grembo, verso un futuro che non si era immaginata. Un romanzo molto intimo, quasi privato, che apre una nuova area di esperienza emozionale del mondo di Banana Yoshimoto.

 
Citazioni:

Realizzai che il viaggio verso la guarigione, per quanto breve, era stato un'esperienza meravigliosa dall'inizio alla fine. Realizzai che anche nella monotonia della vita di tutti i giorni viviamo momenti a stretto contatto con la morte, e che la sofferenza è la prova del nostro essere. Nel vortice della malattia, ero sicura di avere annusato l'odore della morte, l'odore della fine. Un sentore flebile ma reale. E da lì, piano piano, avevo cominciato a ristabilirmi. Mentre si guarisce, si percepisce qualsiasi cosa come una gioia. Forse è il flusso della vita stessa che man mano riprende vigore.
 
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Una persona che nasce in un paese freddo, potrà forse sognare un'isola tropicale... Mi chiedo però in quanti siano riusciti davvero a scappare dalla loro terra. Accettare il proprio ambiente non è forse una delle caratteristiche di noi esseri umani?
Si dice che le genti del deserto amino la loro terra. Il cielo tempestato di stelle che sembrano precipitare da un momento all'altro, il caldo e il freddo che accelerano il cammino verso la morte, la sabbia fine che si infila ovunque... Probabilmente perché è lì che sono nate.
Quando si nasce in un luogo, lo si accetta incondizionatamente e lo si ama. È forse questa la stupidità, e al tempo stesso il punto di forza degli esseri umani.


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A dire la verità sono una nostalgica che vorrebbe sempre fermare il tempo.
 
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Eppure in quell’istante e in quel luogo tutto era armonia. E c’ero pure io. Era l’illusione di un frangente, forse un momento dopo qualcosa avrebbe cambiato tutto. Purtroppo non potevo afferrare quell’istante per conservarlo. La luce del mattino, per quanto bella, non brilla mai in eterno. Era proprio per questo che cercavo di accumulare ricordi. Così tanti da non riuscire a tenerli con me o da essere sicura che non avrei potuto trattenerli tutto. Così tanti da arrivare a modellare ognuna delle mie cellule.


sabato 24 settembre 2022

High & Dry. Primo amore - Banana Yoshimoto


High & Dry. Primo amore
Banana Yoshimoto
trad. G.M. Follaco
Feltrinelli, 2011
 
 
Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l'incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande. 
 
 
Incipit:
 
“Nei primi giorni dell'autunno dei miei quattordici anni, come se presagissi qualcosa, il mondo mi sembrava risplendere di un colore ben preciso.
Sarà stato il marrone brillante delle castagne e il giallo vivo del loro interno, o l'odore di legno secco dei funghi maitake appena tirati fuori dal sacchetto di carta, o forse il verde e il giallo della zucca, la sua pienezza. Le foglie morte color dell'oro danzavano al soffio del vento nella luce anch'essa dorata, e l'aria era satura dell'odore che sprigionavano, un odore puro, come di qualcosa che è bruciato.
Tutto sembrava tempestato di grani d'oro, molto più del normale.
Quando la pioggia spazzava via la sporcizia dalla strada, l'aria tersa si sollevava come qualcosa di appena nato, e come un essere animato si metteva a vibrare. E tutt'intorno si diffondevano il profumo dell'osmanto, quel freddo che pizzica un po' il naso, l'odore della terra bagnata. Che splendore, pensavo, sembra che il mondo intero renda omaggio all'autunno.
Attraverso tutto ciò, la bellezza che custodivo dentro di me si spingeva con forza verso il mondo.
 
 
Citazioni:

Le persone sono fatte per accettare la morte e i contrasti con gli altri, ma non l'omicidio o la guerra. Perlomeno è quello che crediamo in molti, e forse è grazie a questo che siamo arrivati fin qui. Certo, osserviamo tutti il mondo da dentro una scatola, e se fossimo dentro a un'altra la penseremmo diversamente. Ma visto che è in questa che siamo, possiamo solo continuare a vivere considerandola la migliore in assoluto, pur dubitandone di tanto in tanto.
 
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Il tempo passa... Lo si percepisce con estrema precisione quando si torna dopo tanto in un luogo rimasto uguale a com'era.