Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Jonas Jonasson
trad. Margherita Podestà Heir
Giunti Editore S.p.A./Bompiani, 2018
Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive sta pensando a una grande festa. Allan però è di tutt'altra idea. Così decide di punto in bianco di darsela a gambe e, scavalcando in pantofole la finestra, si dirige nell'unico luogo dove pensa di non essere intercettato dalla direttrice dell'istituto: la stazione degli autobus. Per allontanarsi, peraltro senza avere alcuna destinazione in mente. Nell'attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in uno strano ceffo, giovane e biondo che gli affida un'ingombrante valigia mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, al prezzo della sua fiducia malriposta. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla e così vi sale con la grossa, misteriosa valigia. Quello che ancora non sa è che il biondino sarà disposto a tutto pur di rientrarne in possesso. Una girandola di equivoci. Un'esilarante avventura ricca di colpi di scena. Una galleria di personaggi senza paragoni. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, determinato a non lasciarsi scappare un improvviso e pericoloso dono del destino.
Citazioni:
“Guardati dai preti, figlio mio. E da quelli che non bevono acquavite. La categoria peggiore, poi, sono i preti che non bevono acquavite.”
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“In fatto di fede aveva sempre pensato che, non avendo certezze, tanto valeva tirare a indovinare.”
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“Ad Allan sembrava assurdo che fin dal 1600 gli uomini si odiassero al punto di ammazzarsi. Se soltanto si fossero calmati un po’ sarebbero morti lo stesso ma senza scannarsi a vicenda.”
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“Allan si complimentò con Herbert per l’ottimo lavoro e l’eccellente interpretazione. Quest’ultimo arrossì, cercando di sviare il discorso e affermando che non è poi così difficile interpretare la parte dello scemo se lo si è di natura. Allan rispose che non ne era poi così sicuro, dato che i cretini che aveva incontrato finora avevano sempre cercato di apparire intelligenti.”
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