Visualizzazione post con etichetta Arslan Antonia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arslan Antonia. Mostra tutti i post

mercoledì 19 ottobre 2022

La masseria delle allodole - Antonia Arslan


La masseria delle allodole
Antonia Arslan
Rizzoli, 2015

Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo
mite e fantasticante, gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un maschietto-vestito-da-donna salperanno per l'Italia

 
Citazioni:

Zia Henriette era una sopravvissuta al genocidio del 1915. Creatura della diaspora, non aveva più una lingua madre. Parlava molte lingue, compresa la sua, l’armeno, in modo legnoso, innaturale: come una straniera.
 
---

Dopo tanti anni, è nell’odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l’orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata a un gradino consumato dai passi degli uomini, perché Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare verso la luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio di Padova, il Santo col fiore di giglio in mano.

---

Ma i padri non tornano. È notte fonda ormai, e nessuno pensa a dormire. Svogliatamente i bambini vengono messi a letto; ma tranne i più piccoli, si alzano subito di nuovo, silenziosi, senza piangere, per stare vicini alle madri, alle nonne, di cui percepiscono lo sgomento, la disperazione. Svelte mani femminili cuciono tasche segrete, sacchetti misteriosi, dove sprofondano le pietre luminose, gli zecchini dorati. Altre mani impastano, scelgono, radunano cibo e pane, mele rotonde e pere secche, fichi e biscotti; ma non c'è niente di allegro in questo affaccendarsi, e i bambini non si ingannano, fiutano la paura, la minaccia, la morte.
 
 
 

_______________________________________