Visualizzazione post con etichetta Anderson James. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anderson James. Mostra tutti i post

martedì 4 ottobre 2022

Il diner nel deserto - James Anderson

Il diner nel deserto. La serie del deserto. Vol. 1
James Anderson
trda. Chiara Baffa
NN Editore, 2018

Ben Jones è un camionista sull'orlo della bancarotta che effettua consegne lungo la statale 117 del deserto dello Utah, una terra ospitale solo per chi ha scelto di isolarsi dal mondo. Un giorno Ben incontra Claire, che si nasconde dal marito in una casa abbandonata e suona le corde di un violoncello invisibile. L'amore per Claire porta Ben a stringere amicizia con Ginny, un'adolescente incinta in rotta con la madre, e a fare i conti con il burbero affetto di Walt, il proprietario di un diner nel deserto chiuso da anni in seguito a un terribile fatto di sangue. Tra rivelazioni inaspettate, scomparse improvvise e il furto di un prezioso strumento musicale, tutti incontrano il proprio destino, cieco come le alluvioni che allagano i canyon rocciosi. 
 
 
Incipit:
 
Un sole rosso stava in bilico sull’orizzonte quando arrivai al Premiato Diner del Deserto. Le ombre dell’alba ne avvolgevano gli angoli. Nel cielo che si andava rischiarando era ancora visibile una pallida luna piena. Posteggiai l’autoarticolato lungo il perimetro esterno del parcheggio in ghiaia. Sulla porta era appeso il cartello CHIUSO. A sinistra, come una specie di monumento a Superman, una cabina telefonica in vetro e metallo nero. Dentro c’era un vero telefono con il disco che ruotava scattando su dieci numeri bianchi. A differenza dei telefoni nei film, questo funzionava – se avevi abbastanza monetine.La curiosità non era mai stata un problema per me. La trattavo come un cane che dorme in una discarica. In linea di massima, non scavalcavo la recinzione. Alcune cicatrici frastagliate sul sedere mi ricordavano le poche volte in cui avevo violato quella regola. Solo perché il cane non si vede, non vuol dire che non ci sia. Certo, di tanto in tanto do una sbirciatina oltre la rete. Ciò che vedo e penso lo tengo per me.
 
 
Citazioni:

Quando noi mortali preghiamo per un miracolo e lo otteniamo, perché diamo sempre per scontato che venga da Dio? Le condizioni. Ecco perché. Pensiamo che un miracolo di Dio non abbia condizioni. Ma Dio mette più condizioni del diavolo. Il diavolo almeno ti dice subito quali sono.
 --- 
 
 La curiosità non era mai stata un problema per me. La trattavo come un cane che dorme in una discarica. In linea di massima, non scavalcavo la recinzione. Alcune cicatrici frastagliate sul sedere mi ricordavano le poche volte in cui avevo violato quella regola. Solo perché il cane non si vede, non vuol dire che non ci sia.
 
--- 
 
 Le cose dovevano cambiare. Volevo che cambiassero. Come la maggior parte delle persone che sostengono di volere un cambiamento, in realtà volevo solo avere abbastanza soldi per mantenere tutto com’era, ma meglio. 
 
---

 Mi venne in mente una definizione di cavalleria che avevo sentito una volta: quando un uomo protegge una donna da tutti gli uomini tranne che da se stesso.
 
---

Se la moto torna senza di te - disse, mi dispiacerà. Se torni tu senza la moto, dispiacerà a te.
 
--- 
 
Questo era il deserto, tutto arrivava insieme, che ne avessi bisogno o no. Ciò che sopravviveva aveva imparato a conservarsi, vivere con cautela e mantenere un profilo basso, persino a sembrare morto per lunghi periodi. Perseveranza e pazienza.

---
 
 Quel vecchio detto secondo il quale ciò che non ti uccide ti fortifica è un bel modo di pensare, ma non è vero, non sulla 117. In mezzo al deserto ciò che non ti uccide è comunque una rogna e probabilmente ti ucciderà la volta successiva.
 
---
 
Il deserto, alla fine, si prende sempre ciò che vuole.
 
--- 
 
Quanto a me, tra inferno e paradiso, Dio poteva anche rimettermi sulla 117. Non mi sarei opposto, anche se gli avrei educatamente chiesto di coprire il costo della benzina e di assicurarsi che i clienti mi pagassero, puntualmente se possibile. Non era il paradiso e non era l’inferno, solo un rettilineo che gli passava in mezzo. Forse aveva qualcosa di entrambi. Era solo la 117.
 ---

Una volta, durante una delle nostre sigarette sul ciglio della strada, il reverendo aveva detto che gran parte della gente associa il deserto a ciò che gli manca: l’acqua e le persone. «Non pensano mai a una cosa che nel deserto abbonda – la luce» disse. «Tutta questa luce».
 
 
 
 


venerdì 30 settembre 2022

Lullaby Road - James Anderson

Lullaby Road. La serie del deserto. Vol. 2
James Anderson
trad. Chiara Baffa
NN Editore, 2019

Anche nel deserto dello Utah è arrivato l'inverno. Ben Jones, alla guida del suo camion, guarda la statale 117 ricoprirsi di ghiaccio mentre cerca di rimettere in ordine la sua vita: l'amata Claire non c'è più e Walt pare sempre più chiuso in se stesso e nel suo diner solitario. Ma la solitudine dura poco: una mattina all'alba, alla stazione di servizio dello scontroso Cecil, Ben trova un bambino e un cane. Su un biglietto indirizzato a lui, il gommista Pedro gli chiede di badare a suo figlio Juan; e come se non bastasse, subito dopo anche Ginny, da poco diventata mamma, gli affida la piccolissima Annabelle. Con questi insoliti compagni Ben si mette in viaggio, ignaro del mistero che si nasconde nei grandi occhi neri di Juan. Con una scrittura ironica e suggestiva, nel secondo capitolo della Serie del Deserto James Anderson racconta una storia di frontiera dalle atmosfere noir, in cui Ben Jones è costretto a difendere chi ama in un mondo in balia della violenza, dove l'unica arma davvero efficace è la gentilezza.

 
Incipit:

Solo un silenzio fugace segnava il passaggio dall’estate all’inverno. Dopo aver vissuto nel cuore del deserto dello Utah gran parte dei miei quasi quarant’anni, di cui venti alla guida di un camion, ero giunto alla conclusione che di fatto esistevano solo due stagioni: una calda e ventosa, l’altra fredda e ventosa. Tutto il resto era solo una variazione sul tema.
Una sera, sul tardi, mentre me ne stavo in dormiveglia nel mio letto, capii che quel silenzio significava che la stagione era cambiata. Mi piace pensare di saperne qualcosa, del silenzio. Il vero silenzio è più che assenza di suoni: è qualcosa che si percepisce. Qualche attimo prima un vento costante aveva disperso i rumori residui della sera – il motore di una macchina, le parole dei vicini dietro le porte chiuse, un cane che abbaiava da qualche parte – il solito frastuono ovattato delle vite intorno a me. Poi più nulla, niente di niente, come se il deserto e tutti quelli che lo abitavano fossero svaniti lasciandosi dietro solo un’incurante luce senza stelle.

 
Citazioni:

La gente non si chiedeva quasi mai il perché: sapeva il perché. Quello che non ti uccideva non ti fortificava, e nemmeno ti rendeva più saggio, semplicemente aspettava con pazienza la prossima occasione.

---
 
Gli addii alle persone a cui tieni davvero non sono questione di pochi istanti. Magari ci si saluta a parole, ma l’addio continua anche dopo.
 
---

Ero convinto che, anche se ci fossero state solo due persone sulla terra, prima o poi i loro sentieri si sarebbero incrociati in mezzo al nulla, come se l’umanità fosse dotata di un radiofaro che indica la strada di casa, e la casa fosse sempre un altro essere umano.
 
---
 
Dire grazie non dura mai molto. Sono le scuse che fanno perdere tempo.