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domenica 24 settembre 2023

Cinque settimane in pallone - Jules Verne

 

Cinque settimane in pallone
Jules Verne
trad. Gustavo A. Marolla
Mursia, 1967

Samuel Fergusson, studioso ed esploratore, ha messo a punto un nuovo tipo di pallone aerostatico che per cambiare quota non ha necessità di rilasciare idroge no o di gettare in mare zavorra. Questo gli permette di affrontare viaggi anche molto lunghi. Quale progetto migliore, quindi, di recarsi in Africa, dove ancora nes suno è riuscito a collegare la parte orientale, raggiunta da Richard Francis Burton e John Hanning Speke, al Sahara occidentale, in cui si è spinto Heinrich Barth? Fergusson decolla da Zanzibar insieme al fido servito re Joe e all’amico Richard “Dick” Kennedy, cacciato re professionista. All’inizio tutto sembra procedere a meraviglia, anche perché la rotta è stata tracciata con estrema perizia, e i tre possono così dirigersi verso l’in cantevole lago Vittoria o alla ricerca delle vere sorgenti del fiume Nilo. Presto però iniziano a palesarsi le dif- ficoltà, perché talvolta il vento è capriccioso e in altri momenti occorre far fronte a condizioni ambientali difficili: può sempre capitare che un condor attacchi il pallone o che il caldo sia troppo soffocante, per esem pio. Senza dimenticare che le primitive popolazioni locali hanno usi molto diversi da quelli degli esplora tori... Tornare sani e salvi in Inghilterra, per i tre, non sarà così scontato.

Citazioni:

Bisogna considerare ciò che deve accadere come qualcosa di già avvenuto, e vedere nell’avvenire niente altro che il presente, perché l’avvenire non è che un presente un po’ più lontano.

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Sarà forse una noiosissima epoca quella in cui l’industria assorbirà a suo profitto ogni cosa. A furia d’inventar macchine, gli uomini ne verranno divorati! Io ho sempre immaginato che l’ultimo giorno del mondo sarà quello in cui qualche immensa caldaia, scaldata a tre miliardi d’atmosfere, farà saltare in aria il nostro globo!

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La morte, principio delle cose eterne, non è che la fine degli affanni terreni.

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Il caldo è una buona cosa, soprattutto d’inverno, ma d’estate non bisogna abusarne.

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 “Basta seguire gli avvenimenti e uno si trae sempre di impaccio! Il miglior partito, vedete, è di prender le cose come vengono!

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Perché, vedete, signor Kennedy, un cacciatore non sa bene che cosa sia una caccia se prima non è stato egli stesso oggetto di una caccia!

 

 

giovedì 6 ottobre 2022

Ventimila leghe sotto i mari - Jules Verne

Ventimila leghe sotto i mari
Jules Verne
trad. Stefano Valenti
Feltrinelli, 2018

Scritto nel 1870, il romanzo di Jules Verne, tra i più celebri dello scrittore francese, è stato ripreso nel corso del Novecento da innumerevoli adattamenti televisivi e cinematografici. Pensato come il primo volume di una trilogia, fin da subito il romanzo accese l'immaginazione dei contemporanei, per la straordinaria visione di un sottomarino in grado di esplorare il fondo dei mari. Una nave, difatti, l'Abraham Lincoln, viene incaricata di catturare un misterioso mostro marino. Nell'equipaggio spiccano il naturalista, professore Aronnax, il servo Conseil e il fiocinatore Ned Land. Travolti da un'ondata, i tre vengono raccolti proprio dal "mostro marino", il Nautilus, guidato dal misterioso capitano Nemo, un uomo che rifugge il consesso civile, si schiera talvolta a sostegno degli oppressi e peraltro si sente un perseguitato. Insieme al capitano Nemo, avranno modo di percorrere in lungo e in largo gli oceani, alla riscoperta delle rovine dell'Atlantide perduta e lottando contro piovre gigantesche, fino al sorprendente finale. 
 

Citazioni:

Il mare è tutto. Ricopre sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e salutare. È l’immenso deserto nel quale l’uomo non è mai isolato, perché al suo fianco sente fremere la vita. Il mare non è altro che il veicolo di una esistenza soprannaturale e prodigiosa, è amore e movimento, è, come ha detto un vostro poeta, l’infinito vivente.

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La forza creatrice della natura ha la meglio sull’istinto distruttivo dell’uomo.
 
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Era tutto congelato, perfino il rumore.

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Se è così, se il capitano Nemo abita ancora gli oceani, patria d’adozione, possa l’odio quietarsi nel suo cuore indomabile. Che la contemplazione di tante meraviglie mitighi in lui la volontà di vendetta. Che il giustiziere venga meno, e che lo studioso continui la tranquilla ricognizione dei mari. Per quanto fuori del comune, il suo destino è sublime.
 
 
 



 


mercoledì 28 settembre 2022

Il giro del mondo in ottanta giorni - Jules Verne

Il giro del mondo in ottanta giorni
Jules Verne
trad. Augusto Donaudy
Rizzoli, 2007
 
Il giro del mondo in ottanta giorni è forse il più noto tra i romanzi di Jules Verne, fonte di numerosi adattamenti televisivi e cinematografici. Il protagonista è un inglese vittoriano di nome Phileas Fogg che, per scommessa con i soci del suo club londinese, si imbarca nell'avventura di fare il giro del mondo in non più di ottanta giorni. Alla base della sua certezza vi è la convinzione tipica dell'Europa del suo tempo di aver domato il mondo, tanto da poter programmare ogni tappa solo sulla base degli orari ferroviari e di navigazione ufficiali. Fogg non è un normale turista, non è interessato alle bellezze dei luoghi che attraversa, ma a raggiungere in modo efficiente il suo obiettivo. Ad affiancarlo nell'impresa il domestico Jean, detto Passepartout, che lo aiuterà a risolvere gli imprevisti che incontrerà nel suo tour. In una ridda di imprese, a volte tragiche a volte comiche, Fogg alla fine riuscirà a vincere la scommessa, nonostante gli ostacoli che gli verranno opposti di continuo da un pertinace poliziotto inglese che lo insegue per tutto il mondo, convinto che sia l'autore di un grosso furto in banca.


Citazioni:

In quanto a dare uno sguardo alla città, non ci pensava neppure, appartenendo a quella sorta d’inglesi che fanno visitare dal proprio domestico i Paesi che attraversano.

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«Toccare il mio orologio, io?» esclamò Passepartout. «Mai!»
«Fate a modo vostro: vuol dire che non sarà più d’accordo col sole.»
«Peggio per il sole, signore! Sarà lui dalla parte del torto!
»