lunedì 26 settembre 2022

I miei giorni alla libreria Morisaki - Satoshi Yagisawa

I miei giorni alla libreria Morisaki
Satoshi Yagisawa
trad. Gala Maria Follaco
Feltrinelli, 2022 
 
Jinbōchō, Tōkyō: il quartiere delle librerie, paradiso dei lettori. Benché si trovi a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni, è un angolo tranquillo, un po' fuori dal tempo, con file di vetrine stipate di volumi, nuovi e di seconda mano. Non tutti lo conoscono, i più vengono attratti dalle mille luci di Shibuya o dal lusso di Ginza, e neppure Takako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – lo frequenta, anche se proprio a Jinbōchō si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni: un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza adibita a magazzino al piano superiore. È il regno dello zio Satoru, che ai libri e alla Morisaki ha dedicato la vita, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. Entusiasta e un po' squinternato, dedica la sua vita ai libri e alla Morisaki, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. L'opposto di Tatako, che non esce di casa da quando l'uomo di cui era innamorata le ha detto di voler sposare un'altra. È Satoru a lanciarle un'ancora di salvezza, offrendole di trasferirsi al primo piano della libreria. Proprio lei che non è certo una forte lettrice, si trova di colpo a vivere in mezzo a torri pericolanti di libri e minacciosi clienti che continuano a farle domande e a citarle scrittori ignoti. Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con un timido sconosciuto e rivelazioni sulla storia d'amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare.
 
 
Incipit:
 
Il mio soggiorno presso la libreria Morisaki durò dall’inizio dell’estate fino alla primavera.
Abitavo sommersa dai libri in una stanza al primo piano, un ambiente buio e angusto, umido, pervaso dell’odore di muffa tipico della carta vecchia.
Ciò nonostante, il ricordo di quelle giornate è ormai parte di me perché è proprio lì che la mia vita, la mia vera vita, è cominciata.
Senza quell’esperienza tutto sarebbe stato molto più scialbo, banale, piatto.
Un posto importante, indimenticabile: questo è per me la libreria Morisaki. I ricordi di quel periodo sono ancora vividi, pronti a emergere dai recessi della memoria.
 
 
Citazioni:
 
Volevo vedere il mondo con i miei occhi. E mettermi alla prova. Volevo una vita che fosse soltanto mia e di nessun altro.

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Però, sai: non è sempre facile capire cosa si vuole dalla vita. Anzi, forse lo si capisce a poco a poco, e ci vuole una vita intera.

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A furia di viaggiare e leggere mi convincevo sempre più di non sapere proprio niente. Così è la vita. Un dubbio continuo.
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A volte bisogna anche fermarsi. È come una sosta in un lungo viaggio. Immagina di aver gettato l'ancora in una piccola baia. Riposerai per poco e poi la tua nave ripartirà.

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Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri.

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Ormai sapevo che non era un problema di luoghi, ma di cuore. Ovunque mi fossi trovato, in compagnia di chiunque, il mio posto sarebbe stato quello in cui ero certo di non stare mentendo al mio cuore.

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Liberati del rancore, o i fantasmi del passato continueranno a tormentarti all’infinito.

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Mi sono presa una pausa fin troppo lunga. Se non parto alla ricerca del mio posto nel mondo, rischio di non trovarlo mai più.

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Chi ha amato se ne ricorderà per tutta la vita. E quel ricordo scalderà il suo cuore.

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L’importante è imbattersi in un libro e trarne delle emozioni.

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Era così in sintonia con quell’ambiente che veniva voglia di fare piano per non disturbarla, perché non dovesse muovere nemmeno un muscolo. Un po’ come quando si trattiene il fiato davanti a una crisalide che sta per trasformarsi in farfalla... Mi è rimasta impressa, sa? Ecco perché poco fa, quando l’ho vista leggere, mi sono ricordato subito di lei. Ah, è quella della libreria, ho pensato.






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