Stephen King
trad. Hilia Brinis
Bompiani, 2014
L'intento di Stephen King in questi venti racconti è chiaro: parlare di paura, di come si arriva all'orlo della follia... e forse al di là del baratro.
Citazioni:
“L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.”
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“Continuo a pensare a quella serata di nebbia in cui avevo mal di testa; ricordo che andai a passeggio per prendere aria e incontrai tutte quelle belle ombre senza alcuna forma o sostanza. E penso anche al baule della mia auto e mi domando perché mai dovrei avere paura di aprirlo.”
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“Forse avrete occasione di viaggiare anche voi nel Maine meridionale, un giorno o l'altro. È una zona piuttosto bella, indubbiamente. Chissà, forse vi capiterà perfino di fermarvi al bar di Tookey, per bere qualcosa. Un posticino simpatico. Gli hanno conservato anche il nome. Bevete pure ma, dopo, il consiglio che vi do è di proseguire dritto verso nord. In ogni caso, non imboccate la strada che passa da Jerusalem's Lot.
Specialmente dopo il calar del buio.
C'è una bambina che si aggira da quelle parti. E credo stia ancora aspettando di dare il bacio della buonanotte.”

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