Pet Sematary
Stephen King
trad. Hilia Brinis
Sperling & Kupfer, 2019
Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante.
Citazioni:
“Forse rimarrà alzato per un pezzo. I vecchi dormono poco. Forse montano la guardia. Contro che cosa?”
“Forse rimarrà alzato per un pezzo. I vecchi dormono poco. Forse montano la guardia. Contro che cosa?”
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“Nel guardare in su, vedeva miliardi di stelle, luci fredde nel buio. Mai in vita sua le stelle l'avevano fatto sentire così completamente piccolo, infinitesimale, privo di significato.”
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“Anche Rachel si era avvicinata, intanto, la borsa da viaggio e la borsetta infilati a un braccio, la sacca dei pannolini di Gage appesa a quell'altro. PRESTO SARÒ GRANDE si leggeva da un lato della sacca, frase intesa più a far coraggio ai genitori che non al bambino.”
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“Scacciò quel pensiero con rude, rabbiosa energia. Di tutte le cose da non prendere in considerazione, la prima era sicuramente l'opinione altrui.”
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“Volai a quella finestra e l’aprii. Per aprirsi faceva un baccano d’inferno, come sanno fare solo quando sei un ragazzino e vuoi uscire di casa di notte.”
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“... non riuscì mai a ricordare veramente quella giornata... salvo nei sogni profondi, quelli che si fanno nelle prime ore del mattino. E in quei sogni sentiva che qualcosa gli era passato vicino: qualcosa che aveva allungato la sua mano inumana per toccarlo... e l'aveva ritirata solo all'ultimo istante.”
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