Viaggiare controvento. Vol. 2 - Alpinisti illegali in URSS.
Cornelia Klauss, Frank Böttcher
trad. Giulia Bettiga
Keller, 2018
Tutti sappiamo della gente dell'est che fuggiva all'ovest durante la guerra fredda, ma che cosa sappiamo di chi invece voleva scoprire cosa stesse accadendo a Oriente? Queste sono le voci, le immagini, i resoconti di alcuni viaggiatori illegali nell'imperium sovietico. Giovani che negli anni Settanta e Ottanta si mettono in viaggio, non per sfuggire al comunismo riparando in Occidente ma per scoprire cosa ci fosse oltre l'orizzonte: montagne da scalare, altipiani e pianure da percorrere e popoli da scoprire e gente, tanta gente da incontrare. In questo secondo volume al centro c'è la natura e la montagna, le grandi cime sconosciute ai più. Christian Hufen e Kai Reinhart tracciano un aresco dei rapporti con l'alpinismo nei paesi dell'Est e nella DDR come prima non era mai stato fatto. Hartmut Beil ci porta nei suoi viaggi per raggiungere le alte quote attraverso l'immenso territorio sovietico e ancora le ascensioni sull'Elbrus, sul Picco Lenin e sul Picco del Comunismo. L'avventura però comincia molto prima nel lungo tragitto che conduce gli "alpinisti" dalla DDR alla base delle montagne - tra incontri, arresti e interrogatori - in cui si scopre una Unione Sovietica inconsueta.
Citazioni:
“Superare i limiti esterni e interiori è uno degli aspetti dell’alpinismo.”
Cornelia Klauss, Frank Böttcher
trad. Giulia Bettiga
Keller, 2018
Tutti sappiamo della gente dell'est che fuggiva all'ovest durante la guerra fredda, ma che cosa sappiamo di chi invece voleva scoprire cosa stesse accadendo a Oriente? Queste sono le voci, le immagini, i resoconti di alcuni viaggiatori illegali nell'imperium sovietico. Giovani che negli anni Settanta e Ottanta si mettono in viaggio, non per sfuggire al comunismo riparando in Occidente ma per scoprire cosa ci fosse oltre l'orizzonte: montagne da scalare, altipiani e pianure da percorrere e popoli da scoprire e gente, tanta gente da incontrare. In questo secondo volume al centro c'è la natura e la montagna, le grandi cime sconosciute ai più. Christian Hufen e Kai Reinhart tracciano un aresco dei rapporti con l'alpinismo nei paesi dell'Est e nella DDR come prima non era mai stato fatto. Hartmut Beil ci porta nei suoi viaggi per raggiungere le alte quote attraverso l'immenso territorio sovietico e ancora le ascensioni sull'Elbrus, sul Picco Lenin e sul Picco del Comunismo. L'avventura però comincia molto prima nel lungo tragitto che conduce gli "alpinisti" dalla DDR alla base delle montagne - tra incontri, arresti e interrogatori - in cui si scopre una Unione Sovietica inconsueta.
Citazioni:
“Superare i limiti esterni e interiori è uno degli aspetti dell’alpinismo.”
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“Gli incidenti erano considerati una conseguenza dell’egoismo e della corsa verso nuovi record tipici dell’Occidente, ai quali si contrapponeva invece “lo spirito dell’alpinismo sovietico con la sua ferrea disciplina, il suo collettivismo e la sua organizzazione”.”
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“La sera ti accoccolavi da qualche parte davanti al fuoco con una combriccola di persone, sotto una grande sporgenza rocciosa, ed eri lontano da tutto.”
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“Se avevo imparato qualcosa da quel viaggio, era che alle persone che incontri devi sempre raccontare cose credibili e comprensibili. Progetti straordinari come il Picco Lenin non erano per cittadini normali.”
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“Non ho mai avuto paura durante quei viaggi del tutto illegali, perché conosco bene l’essere umano. Mi avvicino agli altri e in ognuno vedo quanto c’è di buono.”
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“Sperimentammo più volte la famosa ospitalità russa. Probabilmente era dovuta al fatto che quelle presone erano sempre state molto povere. È una situazione che riguardava anche la DDR: c’era bisogno di relazioni. Ci si aiutava l’un l’altro.”
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“Lassù, tre i 6000 e i 7000 metri la mente dell’uomo cambia, non si pensa più a nulla, è tutto meccanico: Ora il piede qui. Respira profondamente tre volte. Il piede qua e ancora tre respiri. Soprattutto non cadere né addormentarti, si muore in un battibaleno.”
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“Questi paesaggi di montagna sono così veritieri, sono indescrivibili nella loro maestosa bellezza e grandezza. Emanano una forza sinistra. Sono pieni di promesse e anche spietati.”
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“Mi conforta sapere che il mare e le montagne tra decine di migliaia di anni saranno ancora lì e io spero, quando diventerò un granello di polvere, di ritrovarli là.”

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