lunedì 23 gennaio 2023

La frontiera. Viaggio intorno alla Russia - Erika Fatland

La frontiera. Viaggio intorno alla Russia
Erika Fatland
trad. Sara Culeddu, Elena Putignano
Marsilio, 2020 
 
Cosa significa essere il vicino della più grande nazione del mondo? Da sempre attratta dalla cultura e dall'anima russe, Erika Fatland ha dedicato anni a cercare di capire quella terra smisuratamente vasta. Dopo aver sognato di camminare su una grande carta geografica, muovendosi lungo il sinuoso confine russo, decide di tentare un nuovo approccio: è possibile capire un paese e un popolo osservandoli dall'esterno? Comincia così la pianificazione di un itinerario favoloso che, dalla Corea del Nord alla Norvegia, abbraccia l'intera superficie di uno dei giganti della politica mondiale. Partendo da Pyongyang e spostandosi verso ovest a bordo dei mezzi più disparati – aerei a turboelica, treni, cavalli, traghetti, autobus e persino renne e kayak –, l'autrice percorre l'interminabile linea di confine tra la Russia e i paesi vicini. Dall'Oriente all'Asia centrale, e poi attraverso il mar Caspio fino al Caucaso. E ancora, al di là del mar Nero, l'Ucraina divisa dalla guerra, e poi l'Est dell'Europa e i Paesi baltici, fino a Grense Jakobselv, nell'estremo Nord. Da qui, l'esplorazione riprende lungo il gelido Passaggio a nord-est: dalla Cukotka, dove l'Asia finisce, fino a Murmansk. Per 259 giorni, Erika Fatland ha raccolto testimonianze e immagini, componendo un ritratto affascinante e vivido di paesaggi, culture, società e stati le cui differenze sbiadiscono di fronte all'unico elemento che li accomuna: l'essere confinanti della Russia. E le storie, ora pittoresche, ora tragiche, spesso incredibili, che le persone incontrate durante il cammino tra due continenti raccontano, trovano tutte una spiegazione in questa fondamentale condizione geopolitica, fornendo milioni di risposte. Una per ogni individuo che vive lungo la frontiera più lunga del mondo.
 
 
Citazioni:
 
In passato viaggiare doveva essere così: quando si era lontani, si era lontani, punto. Casa tua era solo un ricordo, un mondo parallelo, inaccessibile, non come ora, che ce l’hai sempre in tasca.
 
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I giorni per mare si assomigliavano l’un l’altro, ma in compenso non erano simili a nessun altro giorno della vita.

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Sul mappamondo i paesi sono ben distinti gli uni dagli altri, spesso con colori diversi, come le tessere di un puzzle. In realtà i territori sono naturalmente connessi gli uni agli altri; in natura non esistono confini, soltanto paesaggi che scivolano l’uno nell’altro. Sono stati gli uomini a suddividere il mondo in colori diversi, separati sulle carte geografiche da linee tracciate.
 
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Attraversare un confine è una delle cose più affascinanti che esistano. Dal punto di vista geografico lo spostamento è minimo, quasi microscopico. Ti sposti appena di qualche metro, ma sei già in un altro universo. In certi casi è tutto diverso, dall’alfabeto, alla valuta, i volti, i colori, i sapori, fino alle date importanti e ai nomi che le persone riconoscono.
 
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Fino a che punto ci si può realmente fidare delle proprie impressioni e dei propri ricordi? La nostra natura è soggettiva, e siamo creature mutevoli. Tutte le esperienze vengono filtrate dal nostro umore, dalla situazione del momento, dalle aspettative, da ciò che abbiamo appena vissuto, da ciò che desideriamo in quel luogo e in quel momento. Visitare da adulti il luna park della propria infanzia può essere una sensazione strana. Quello che un tempo sembrava grande e sontuoso, una favola di colori e odori sconosciuti, si rivela essere un insieme di noiose bancarelle e di banali giostre usurate.
 
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Le nazioni non hanno memoria; non hanno ferite da rimarginare, né cicatrici. Le cicatrici se le porta addosso la gente comune, una persona, un’altra, un’altra ancora, milioni di persone.
 
 
 

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