Stephen King
trad. Tullio Dobner
Bombiani, 1993
Charlie è un ragazzo come tanti ma nella sua mente qualcosa reagisce in maniera abnorme alle sfide e alle ingiustizie della quotidianità di provincia fatta di bravate tra ragazzi e vagheggiate avventure con adolescenti civette. La sua rabbia esplode improvvisa una mattina durante una lezione a scuola: pistola in pugno, Charlie comincia una disperata avventura coinvolgendo nella sua ossessione privata la vita e il destino di una classe intera. Segreti di sesso, di sangue, di odio vengono alla luce, tutti tolgono la maschera dell'ipocrisia in una confessione tragica e liberatoria. Qualcuno ci rimetterà la vita, qualcun altro la reputazione, qualcun altro ancora la sanità mentale. Ma l'avventura vissuta da Charlie agirà su ciascuno come potente catalizzatore per scatenare la follia nascosta nel proprio profondo e finalmente guardare in faccia le radici del Male.
Citazioni:
“È una roulette, ma non è dignitoso mettersi a frignare che la ruota è truccata. Puoi immaginartela con tutti i numeri che ti pare, che tanto il principio di quella pallina bianca non cambia mai. E non mettiamoci a dire che è una follia, perché è tutto perfettamente normale e sano.”
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“L'errore è solo umano, ma perdonare è divino. È una verità in cui credo con tutto il cuore.”
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“La sensazione che stavo vivendo era di essere fuori di me ed era la prima volta che mi sentivo così. Come se al posto di guida ci fosse qualcun altro, un altro io. Io ero solo un ospite, seduto di fianco a me stesso.”
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“Per un attimo ho pensato alle caverne segrete del mio corpo, alle macchine viventi che lavorano e lavorano nell'oscurità interminabile.”
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“Come fa la gente a sapere di essere reale?”
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“Avevo davanti agli occhi un vortice d'immagini, centinaia d'immagini, frammenti presi da sogni, frammenti presi alla realtà. Mi era impossibile separare gli uni dagli altri. La follia è quando non riesci più a distinguere le cuciture che tengono insieme il mondo.”
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“Forse si era dimenticato o non aveva mai saputo che i bambini crescono ricordando ogni schiaffo e ogni parola di disprezzo...”
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“Quando hai cinque anni e ti fai male, lo fai sapere a tutto il mondo. A dieci ti limiti a piagnucolare. Ora che arrivi a quindici hai già cominciato a mangiare le mele avvelenate che crescono sul tuo interiore albero del dolore. È questa l'Edificazione secondo la filosofìa occidentale. Cominci a ficcarti il pugno il bocca per soffocare le urla. Sanguini solo dentro.”
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“... avere un segreto mi fa star meglio. Mi fa sentire di nuovo un essere umano.”

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