sabato 16 settembre 2023

Il traduttore del silenzio - Daoud Hari

Il traduttore del silenzio
Daoud Hari, Megan McKenna, Dennis Burke
trad. Annalisa Carena
Piemme, 2008

Daoud è nato in un piccolo villaggio di capanne, nel Darfur. Capanne rotonde, spaziose, con il tetto di erba che quando piove profuma di buono. E nonostante sia stato lontano anni, prima per studiare in città, poi per lavorare in Libia, Daoud l'ha sempre portato nel cuore. Tanto che, dopo varie e drammatiche vicissitudini, ha deciso di tornare a casa, facendo il percorso inverso a quello di milioni di profughi. Ha ritrovato la sua gente, suo padre e i suoi fratelli, in particolare l'amato Ahmed, appena prima di perdere tutto. Un giorno il villaggio è stato attaccato, le capanne bruciate e Ahmed è stato ucciso. L'ha sepolto Daoud con le sue mani, nella sabbia, prima di incamminarsi nel deserto con i sopravvissuti. Alle loro spalle, le colonne di fumo disperdono nell'aria le ceneri di case, alberi, e anche dei corpi dei vecchi che non hanno voluto o potuto andarsene. Lontane dalla ribalta del mondo, scene come questa accadono quotidianamente nel Darfur. In questa regione del Sudan tanto povera in superficie quanto ricca nel sottosuolo, si consuma da più di vent'anni un genocidio silenzioso e indisturbato, per mano dello stesso governo sudanese.

Citazioni:

Perché è inutile correre rischi per dare notizie, se poi chi le legge non agisce.

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... il miglior modo di seppellire il tuo dolore è aiutare gli altri e dimenticare te stesso in questo compito.

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Devi trovare il modo di sorridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il tuo cuore finirà per esaurire quella felicità che lo fa battere.

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Devi essere più forte delle tue paure se vuoi combinare qualcosa nella vita.
 
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Ribelli, soldati governativi, janjaweed, tutti per un motivo o per l’altro si sentono già morti, quindi tanto vale che facciano il loro lavoro – e per me era lo stesso.

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Quando passi del tempo con i britannici, cominci a trovare divertenti le cose più strane.

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Se il governo sudanese volesse davvero la pace, darebbe sicurezza alla popolazione. Finché attacca i villaggi o spinge altri a farlo, la gente si ribellerà e formerà nuovi gruppi.

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Ringraziai i ragazzi e loro accennarono un sorriso. Ne avevano passate di tutti i colori, ma erano ancora degli esseri umani.

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