martedì 27 settembre 2022

La grande traversata - Shion Miura

La grande traversata
Shion Miura
trad. Gianluca Coci
Einaudi, 2018

Dopo oltre trent'anni di lavoro in una redazione Araki Kohei riesce ancora a stupirsi di fronte a un termine raro. Ritirarsi e passare il testimone è il suo ultimo compito, e forse il piú duro. Majime Mitsuya è timido, trasandato, la testa costantemente tra le nuvole. Araki però vede in lui il suo successore naturale. Del resto, Majime ha una sola passione, la lingua giapponese. O almeno cosí è stato fino a quando, complice Tora, il suo gatto e unico amico, non ha conosciuto Kaguya, la nipote della sua padrona di casa. Da allora, non fa che pensare a lei, al punto da indirizzarle una lettera d'amore: la piú goffa mai scritta, ma anche la piú toccante. 
 
 

Incipit:

Araki Kohei aveva dedicato ai dizionari la sua intera vita lavorativa e non solo. Le parole lo avevano sempre affascinato, fin da bambino. Cane, tanto per citarne una: inu, che in giapponese può significare anche «non esserci».  «Eppure il cane è sempre lì, basta solo nominarlo, ah ah ah!»… Era una delle tipiche battute che Araki si inventava tutti i giorni, roba da vecchi bacucchi che oggi farebbe storcere il naso a qualsiasi giovane impiegata. Le escogitava fin dai tempi della scuola, si divertiva a giocare con le parole già da piccolo e ne traeva un invincibile piacere.


Citazioni:

Lo sai perché abbiamo deciso di chiamare il nostro nuovo dizionario La grande traversata? Un dizionario è una nave che attraversa il mare delle parole, - disse Araki, come se stesse mettendo a nudo la propria anima. - Le persone salgono a bordo e raccolgono i minuscoli punti di luce che galleggiano sulla superficie scura delle onde. Lo fanno per rivelare agli altri i propri pensieri con la massima chiarezza possibile, usando i termini migliori. Senza i dizionari non potremmo che indugiare impauriti al cospetto della vastità di oceani infiniti.
 
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Non era in grado di comunicare con le persone, ma con i libri riusciva a fare qualunque cosa, persino a viaggiare in posti lontani e a immergersi in lunghe e tranquille conversazioni.

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Lungo la via verso la sede di Genubu shobo, il professore adorava dare un'occhiata alle tante librerie dell'usato dalle parti di Jinbocho e scovare le prime edizioni di romanzi vecchi e nuovi. il suo scopo principale, se non addirittura l'unico, era leggere quei libri non per semplice diletto, ma per individuare frasi interessanti da utilizzare come esempi. In un dizionario, segnalare la prima occorrenza assoluta di una determinata parola o espressione in opere narrative e altri scritti degni di nota era cruciale, contribuiva a incrementare la qualità e il prestigio dell'intero lavoro. Collezionare le prime edizioni di romanzi famosi era diventata molto presto un'abitudine per lui, una parte imprescindibile della sua ricerca infinita.
 
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Finché sei vivo, anche se mangi a crepapelle ti verrà di nuovo fame. E cosí le parole: anche se riuscirai a metterle momentaneamente in gabbia, si disperderanno di nuovo come fantasmi nel vuoto.

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Anche i migliori dizionari sono destinati a invecchiare e diventare quasi inservibili. Le parole sono entità viventi.”

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Piú si ha a cuore un progetto e piú si spera che anche gli altri diano il massimo. È come quando si ama qualcuno: si desidera essere ricambiati con la stessa passione ed energia.

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Richieste e aspettative troppo alte si trasformano spesso in veleno. E tu stesso resterai molto deluso quando ti renderai conto di non poter avere quello che cercavi. Finirai stremato, rassegnato e solo, incapace di avere fiducia negli altri.

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Noi esseri umani non siamo fatti per lavorare solo per il denaro.

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Se ci fosse di mezzo del denaro pubblico, stai sicuro che le autorità avanzerebbero la pretesa di interferire sul contenuto dei nostri dizionari. Non ci penserebbero due volte e pretenderebbero di dettare legge. Essendo in gioco la questione del prestigio nazionale, ridurrebbero la lingua a uno strumento di potere, a un modo per sostenere la supremazia dello Stato. [...] Le parole e il cuore di noi uomini che le creiamo sono assolutamente liberi dal potere e dall’influenza delle autorità.
 
 






lunedì 26 settembre 2022

Uomini e topi - John Steinbeck

Uomini e topi
John Steinbeck
trad. Michele Mari
Bompiani, 2016

La storia di un’amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come “i migliori progetti predisposti da uomini e topi” (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un’America soffocata dalla crisi e di un’umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura.

 
Citazioni:

È un bravo ragazzo,” disse Slim. “Un ragazzo non ha bisogno dell’intelligenza per essere bravo: a volte mi sembra che l’intelligenza fa il contrario. Prendi uno davvero sveglio, è difficile che sia una brava persona.

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Ho visto centinaia di uomini andarsene per strada di ranch in ranch, con i loro fagotti sulle spalle e la stessa dannata idea in testa. Centinaia. Arrivano, e poi se ne vanno da un’altra parte; e ognuno di loro ha in quella dannata zucca un pezzettino di terra. E mai che uno di quei fessi ci mette sopra le mani. Proprio come il Paradiso. Tutti a volere il loro pezzettino di terra. Ho letto una quantità di libri qua dentro. Nessuno va in Paradiso, e nessuno ottiene la terra. È solo nella loro testa. Passano il tempo a parlarne, ma è solo nella loro testa.
 
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Come accade talvolta, un momento scoccò e rimase sospeso, durando molto più di un momento. E i rumori cessarono, e i movimenti si arrestarono per molto, molto più che un momento. Poi a poco a poco il tempo si risvegliò e si rimise in moto pigramente. I cavalli scalpitarono all’altro lato delle rastrelliere, e le catenelle tintinnarono. Fuori le voci degli uomini si fecero più forti e più distinte.
 
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Forse in questo dannato mondo ognuno ha paura dell’altro.
 
 


I miei giorni alla libreria Morisaki - Satoshi Yagisawa

I miei giorni alla libreria Morisaki
Satoshi Yagisawa
trad. Gala Maria Follaco
Feltrinelli, 2022 
 
Jinbōchō, Tōkyō: il quartiere delle librerie, paradiso dei lettori. Benché si trovi a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni, è un angolo tranquillo, un po' fuori dal tempo, con file di vetrine stipate di volumi, nuovi e di seconda mano. Non tutti lo conoscono, i più vengono attratti dalle mille luci di Shibuya o dal lusso di Ginza, e neppure Takako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – lo frequenta, anche se proprio a Jinbōchō si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni: un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza adibita a magazzino al piano superiore. È il regno dello zio Satoru, che ai libri e alla Morisaki ha dedicato la vita, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. Entusiasta e un po' squinternato, dedica la sua vita ai libri e alla Morisaki, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. L'opposto di Tatako, che non esce di casa da quando l'uomo di cui era innamorata le ha detto di voler sposare un'altra. È Satoru a lanciarle un'ancora di salvezza, offrendole di trasferirsi al primo piano della libreria. Proprio lei che non è certo una forte lettrice, si trova di colpo a vivere in mezzo a torri pericolanti di libri e minacciosi clienti che continuano a farle domande e a citarle scrittori ignoti. Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con un timido sconosciuto e rivelazioni sulla storia d'amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare.
 
 
Incipit:
 
Il mio soggiorno presso la libreria Morisaki durò dall’inizio dell’estate fino alla primavera.
Abitavo sommersa dai libri in una stanza al primo piano, un ambiente buio e angusto, umido, pervaso dell’odore di muffa tipico della carta vecchia.
Ciò nonostante, il ricordo di quelle giornate è ormai parte di me perché è proprio lì che la mia vita, la mia vera vita, è cominciata.
Senza quell’esperienza tutto sarebbe stato molto più scialbo, banale, piatto.
Un posto importante, indimenticabile: questo è per me la libreria Morisaki. I ricordi di quel periodo sono ancora vividi, pronti a emergere dai recessi della memoria.
 
 
Citazioni:
 
Volevo vedere il mondo con i miei occhi. E mettermi alla prova. Volevo una vita che fosse soltanto mia e di nessun altro.

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Però, sai: non è sempre facile capire cosa si vuole dalla vita. Anzi, forse lo si capisce a poco a poco, e ci vuole una vita intera.

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A furia di viaggiare e leggere mi convincevo sempre più di non sapere proprio niente. Così è la vita. Un dubbio continuo.
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A volte bisogna anche fermarsi. È come una sosta in un lungo viaggio. Immagina di aver gettato l'ancora in una piccola baia. Riposerai per poco e poi la tua nave ripartirà.

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Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri.

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Ormai sapevo che non era un problema di luoghi, ma di cuore. Ovunque mi fossi trovato, in compagnia di chiunque, il mio posto sarebbe stato quello in cui ero certo di non stare mentendo al mio cuore.

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Liberati del rancore, o i fantasmi del passato continueranno a tormentarti all’infinito.

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Mi sono presa una pausa fin troppo lunga. Se non parto alla ricerca del mio posto nel mondo, rischio di non trovarlo mai più.

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Chi ha amato se ne ricorderà per tutta la vita. E quel ricordo scalderà il suo cuore.

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L’importante è imbattersi in un libro e trarne delle emozioni.

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Era così in sintonia con quell’ambiente che veniva voglia di fare piano per non disturbarla, perché non dovesse muovere nemmeno un muscolo. Un po’ come quando si trattiene il fiato davanti a una crisalide che sta per trasformarsi in farfalla... Mi è rimasta impressa, sa? Ecco perché poco fa, quando l’ho vista leggere, mi sono ricordato subito di lei. Ah, è quella della libreria, ho pensato.






domenica 25 settembre 2022

Le notti di Salem - Stephen King

Le notti di Salem
Stephen King
trad. Tullio Dobner
Sperling & Kupfer, 2013

Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell'avvento del Male a Jerusalem's Lot, meglio conosciuta come 'salem's Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell'horror. Questo piccolo classico contemporaneo viene ora riproposto in un'edizione illustrata arricchita da una nuova introduzione, due racconti e un sostanzioso apparato che raccoglie le pagine eliminate nella stesura finale.


Citazioni:

Che Dio mi conceda la SERENITÀ di accettare ciò che non posso cambiare, la TENACIA di cambiare ciò che posso cambiare, e la FORTUNA di non prendermi troppe fregature.

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Il carattere essenziale e tipico dell'infanzia non è la fusione spontanea di sogno e realtà, ma soltanto l'alienazione. Non ci sono parole per esprimere le ingiustizie a cui va necessariamente incontro un bambino per la sola colpa di essere tale. Se è saggio, le affronta con rassegnazione e fermezza.
 
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Prima di addormentarsi si trovò a riflettere, e non per la prima volta, sulla stramberia degli adulti. Pigliavano lassativi, bevevano liquori e trangugiavano sonniferi per liberarsi delle loro paure e dormire tranquilli, e le loro paure erano così domestiche... il lavoro, lo stipendio, il vestitino nuovo al bambino perché non debba sfigurare a scuola, l'amore del coniuge, la fedeltà dell'amico. Roba da ridere se paragonata al terrore del bambino quando, spenta la luce, i mostri vengono a rintanarsi ai piedi del suo letto, appena fuori dal suo campo visivo... Simili terrori, oltretutto, non si possono confidare a nessuno, se non forse a qualche coetaneo, la stessa battaglia disperata dev'essere combattuta una notte dopo l'altra, e l'unica cura è l'atrofizzazione finale d'ogni facoltà fantastica che sopravviene o forse coincide con l'età adulta.






Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi. Vol. 1 - Christelle Dabos

Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi. Vol. 1
Christelle Dabos
trad. Alberto Bracci Testasecca
E/O, 2018

In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell'inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.
 
 
Incipit

Le vecchie dimore hanno un’anima, si sente spesso dire. Su Anima, l’arca in cui gli oggetti prendono vita, le vecchie dimore avevano più che altro la tendenza a sviluppare un carattere orribile.
L’Archivio di famiglia, per esempio, era sempre di malumore. Per esprimere il suo malcontento non faceva che scricchiolare, cigolare, sgocciolare e sbuffare. Non gli piacevano le correnti d’aria che d’estate facevano sbattere le porte chiuse male. Non gli piacevano le piogge che d’autunno gli tappavano le grondaie. Non gli piaceva l’umidità che d’inverno penetrava nei muri. Non gli piacevano le erbacce che ogni primavera tornavano a invadergli il cortile.
Ma la cosa che all’edificio dell’Archivio piaceva meno erano i visitatori che non rispettavano gli orari d’apertura.

 
Citazioni:

Leggere un oggetto significa dimenticare un pose stessi per fare posto al passato di un altro, mentre attraversare gli specchi significa affrontare se stessi. Ci vuole fegato per guardarsi negli occhi, vedersi per ciò che si è, immergersi nel proprio riflesso. Quelli che si mettono un velo davanti alla faccia, che mentono a se stessi e si vedono migliori di ciò che sono non ce la faranno mai. Credimi, non
è cosa da tutti!
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A forza di vedere illusioni aveva perso le proprie, e andava bene così. Quando le illusioni spariscono rimane solo la verità.
 
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L’idea di essere privata della libertà di movimento le faceva orrore. La mettevano in gabbia per proteggerla, e un giorno la gabbia sarebbe diventata prigione.

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Basta uno sguardo per amarsi. Del resto, non si ama mai così bene come quando ci si conosce male.

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Dimenticare i morti era come ucciderli un’altra volta.

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Finché avesse avuto scrupoli, finché avesse agito d’accordo con la propria coscienza, finché fosse stata capace di guardarsi allo specchio ogni mattina, Ofelia non sarebbe appartenuta ad altri che a se stessa.
 
 
 

 
 


sabato 24 settembre 2022

High & Dry. Primo amore - Banana Yoshimoto


High & Dry. Primo amore
Banana Yoshimoto
trad. G.M. Follaco
Feltrinelli, 2011
 
 
Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l'incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande. 
 
 
Incipit:
 
“Nei primi giorni dell'autunno dei miei quattordici anni, come se presagissi qualcosa, il mondo mi sembrava risplendere di un colore ben preciso.
Sarà stato il marrone brillante delle castagne e il giallo vivo del loro interno, o l'odore di legno secco dei funghi maitake appena tirati fuori dal sacchetto di carta, o forse il verde e il giallo della zucca, la sua pienezza. Le foglie morte color dell'oro danzavano al soffio del vento nella luce anch'essa dorata, e l'aria era satura dell'odore che sprigionavano, un odore puro, come di qualcosa che è bruciato.
Tutto sembrava tempestato di grani d'oro, molto più del normale.
Quando la pioggia spazzava via la sporcizia dalla strada, l'aria tersa si sollevava come qualcosa di appena nato, e come un essere animato si metteva a vibrare. E tutt'intorno si diffondevano il profumo dell'osmanto, quel freddo che pizzica un po' il naso, l'odore della terra bagnata. Che splendore, pensavo, sembra che il mondo intero renda omaggio all'autunno.
Attraverso tutto ciò, la bellezza che custodivo dentro di me si spingeva con forza verso il mondo.
 
 
Citazioni:

Le persone sono fatte per accettare la morte e i contrasti con gli altri, ma non l'omicidio o la guerra. Perlomeno è quello che crediamo in molti, e forse è grazie a questo che siamo arrivati fin qui. Certo, osserviamo tutti il mondo da dentro una scatola, e se fossimo dentro a un'altra la penseremmo diversamente. Ma visto che è in questa che siamo, possiamo solo continuare a vivere considerandola la migliore in assoluto, pur dubitandone di tanto in tanto.
 
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Il tempo passa... Lo si percepisce con estrema precisione quando si torna dopo tanto in un luogo rimasto uguale a com'era.
 
 
 
 

Un'estate con la strega dell'Ovest - Kaho Nashiki


Un'estate con la strega dell'Ovest
Kaho Nashiki
trad.  Michela Riminucci
Feltrinelli, 2019
 
 
«Per ottenere le cose che per te hanno più valore, quelle che desideri di più, può darsi che tu debba superare le prove più difficili.»
Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla in campagna dalla nonna per un po'. La nonna è una signora inglese che è arrivata in Giappone e si è sposata con un giapponese, e sia Mai sia sua madre l'hanno soprannominata la "Strega dell'Ovest". Oltre alle marmellate di fragoline di bosco, la nonna insegnerà a Mai a riconoscere le erbe medicinali, iniziando così ad addestrarla come strega. Insegna anche a Mai che la cosa più importante che deve imparare è decidere per se stessa, sviluppare la sua forza e la sua volontà di andare fino in fondo alla decisione che prende. Mai, in qualche modo più matura, fa ritorno nella nuova casa dei genitori, che nel frattempo hanno traslocato... 
 
Citazione:

Io credo che le persone possiedano una cosa chiamata anima. Gli esseri umani sono fatti di corpo e anima. Nemmeno io so da dove venga l’anima, anche se ci sono varie tesi. Però, anche se il corpo l’accompagna dalla nascita alla morte, l’anima deve continuare un viaggio molto più lungo. L’anima esiste da molto prima di dimorare nel corpo appena nato di un bambino, e deve proseguire il suo viaggio anche dopo che ha lasciato un corpo logorato dagli anni. Penso che morire significhi che l’anima lascia il corpo a cui è stata legata per tanto tempo e ritorna libera. Sono sicura che sia una bella sensazione che rende felici.
 
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La vita è un intreccio di tante storie.
 
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Non abbiamo una voce forte, ma possiamo comunque trasmettere il nostro messaggio, parlando tra noi a bassa voce.” 
 
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Una strega deve fare affidamento sul proprio intuito, però non deve lasciare che questo abbia il sopravvento. Quando succede, le convinzioni troppo ferme diventano fissazioni e prendono il controllo della persona. Considera le intuizioni per quello che sono e conservale da qualche parte nel tuo cuore. Prima o poi, arriverà il momento in cui capirai se erano vere.” 
 
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I desideri giusti, quelli che sono in linea con il corso delle cose, ti fanno da guida e si trasformano in realtà.” 
 
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Le ferite nel cuore delle persone non si possono guarire facilmente, ma questi lavoretti semplici, proprio come i vecchi amici, ti tirano su di morale. Anche se la ferita resta e non ci si può fare niente, diciamo che aiutano ad alleviare il dolore.” 
 
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La parola tenacia mi sa di impegno alla cieca. La forza d’animo di cui parlo io è costruirsi le antenne per percepire qual è la direzione giusta e ricevere il segnale con il corpo e con la mente.”