I colori delle stelle. L'avventura di Van Gogh e Gauguin
Marco Goldin
Solferino, 2018
I due mesi che i pittori Vincent van Gogh e Paul Gauguin vissero insieme nella Casa Gialla ad Arles, dal 23 ottobre al 23 dicembre 1888, restano tra i momenti più intensi e decisivi dell’intera storia dell’arte. Intensi e talvolta anche drammatici: Vincent si taglierà un orecchio alla vigilia del Natale, Paul fuggirà a Parigi… sessanta giorni che questo romanzo ricostruisce attingendo alle fonti, dai giornali alle lettere tra i due artisti, e restituendo con sensibilità non solo la storia ma le atmosfere, le ispirazioni, i moti dell’anima. Alla ribalta come veri e propri protagonisti troviamo anche, naturalmente, le decine di quadri che i due artisti dipinsero nelle settimane passate in Provenza, tra il lavoro en plein air nei campi e lungo i canali e quello nel piccolo studio, al piano terra della casa in place Lamartine. Con una scrittura evocativa e vibrante, Marco Goldin ci accompagna per mano nei luoghi provenzali, tra notti stellate e campi di grano, tra gli uliveti e le piccole montagne delle Alpilles, in Bretagna e a Auvers-sur-Oise dove Vincent morirà. Fino al momento cruciale della partenza di Gauguin dal porto di Marsiglia, sulla nave Océanien, per Tahiti. È il primo giorno di aprile del 1891 e un pittore va incontro al suo destino.
Citazioni:
“Vide alcuni girasoli, e li giudicò bellissimi. Il giallo accartocciato del fiore si posava su un blu profondo, che era come una notte accompagnata qua e là dalle stelle. Un mantello, quel blu, un colore che si sentiva addosso come se qualcuno si stesse prendendo cura di lui.”
Marco Goldin
Solferino, 2018
I due mesi che i pittori Vincent van Gogh e Paul Gauguin vissero insieme nella Casa Gialla ad Arles, dal 23 ottobre al 23 dicembre 1888, restano tra i momenti più intensi e decisivi dell’intera storia dell’arte. Intensi e talvolta anche drammatici: Vincent si taglierà un orecchio alla vigilia del Natale, Paul fuggirà a Parigi… sessanta giorni che questo romanzo ricostruisce attingendo alle fonti, dai giornali alle lettere tra i due artisti, e restituendo con sensibilità non solo la storia ma le atmosfere, le ispirazioni, i moti dell’anima. Alla ribalta come veri e propri protagonisti troviamo anche, naturalmente, le decine di quadri che i due artisti dipinsero nelle settimane passate in Provenza, tra il lavoro en plein air nei campi e lungo i canali e quello nel piccolo studio, al piano terra della casa in place Lamartine. Con una scrittura evocativa e vibrante, Marco Goldin ci accompagna per mano nei luoghi provenzali, tra notti stellate e campi di grano, tra gli uliveti e le piccole montagne delle Alpilles, in Bretagna e a Auvers-sur-Oise dove Vincent morirà. Fino al momento cruciale della partenza di Gauguin dal porto di Marsiglia, sulla nave Océanien, per Tahiti. È il primo giorno di aprile del 1891 e un pittore va incontro al suo destino.
Citazioni:
“Vide alcuni girasoli, e li giudicò bellissimi. Il giallo accartocciato del fiore si posava su un blu profondo, che era come una notte accompagnata qua e là dalle stelle. Un mantello, quel blu, un colore che si sentiva addosso come se qualcuno si stesse prendendo cura di lui.”
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“Nel momento in cui era entrato in quella casa per la sua prima notte, a metà settembre, Vincent aveva dipinto un autoritratto. Come segno di benvenuto a se stesso, ma anche come immagine da ricordare.”
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“Un po’ giapponese, un po’ Puvis, un po’ provenzale, nel suo vestito rosso e blu a righe, la ragazza sembrava essere un omaggio a tutto quello che anche Gauguin amava.”
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“E poi, cos'è lo stile? Si domandava. Cosa sarà mai questo stile se non sentire come la vita ti entri dentro e ti spacchi il cuore e ti cerchi l'anima e fino a che non hai dipinto tutto questo non ti dai pace. Non sarà forse questo cercare un colore, un segno nell'aria, lo stile?”
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“Prese il sentiero che correva lungo il muro esterno e dopo dieci minuti di cammino si fermò in mezzo a un campo di ulivi che aveva visto nelle esplorazioni precedenti e che gli era piaciuto molto. Sotto gli alberi cresceva un’erba disordinata, a piccole onde, con delle increspature d’oro poiché la luce del sole entrava tra i rami. I tronchi sembravano azzurri, prendevano il riflesso di un cielo del primo mattino. Tutto era perfetto, davanti a lui e nella sua anima.”






