lunedì 7 novembre 2022

I colori delle stelle. L'avventura di Van Gogh e Gauguin - Marco Goldin

I colori delle stelle. L'avventura di Van Gogh e Gauguin
Marco Goldin
Solferino, 2018

I due mesi che i pittori Vincent van Gogh e Paul Gauguin vissero insieme nella Casa Gialla ad Arles, dal 23 ottobre al 23 dicembre 1888, restano tra i momenti più intensi e decisivi dell’intera storia dell’arte. Intensi e talvolta anche drammatici: Vincent si taglierà un orecchio alla vigilia del Natale, Paul fuggirà a Parigi… sessanta giorni che questo romanzo ricostruisce attingendo alle fonti, dai giornali alle lettere tra i due artisti, e restituendo con sensibilità non solo la storia ma le atmosfere, le ispirazioni, i moti dell’anima. Alla ribalta come veri e propri protagonisti troviamo anche, naturalmente, le decine di quadri che i due artisti dipinsero nelle settimane passate in Provenza, tra il lavoro en plein air nei campi e lungo i canali e quello nel piccolo studio, al piano terra della casa in place Lamartine. Con una scrittura evocativa e vibrante, Marco Goldin ci accompagna per mano nei luoghi provenzali, tra notti stellate e campi di grano, tra gli uliveti e le piccole montagne delle Alpilles, in Bretagna e a Auvers-sur-Oise dove Vincent morirà. Fino al momento cruciale della partenza di Gauguin dal porto di Marsiglia, sulla nave Océanien, per Tahiti. È il primo giorno di aprile del 1891 e un pittore va incontro al suo destino.


Citazioni:

Vide alcuni girasoli, e li giudicò bellissimi. Il giallo accartocciato del fiore si posava su un blu profondo, che era come una notte accompagnata qua e là dalle stelle. Un mantello, quel blu, un colore che si sentiva addosso come se qualcuno si stesse prendendo cura di lui.

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Nel momento in cui era entrato in quella casa per la sua prima notte, a metà settembre, Vincent aveva dipinto un autoritratto. Come segno di benvenuto a se stesso, ma anche come immagine da ricordare.

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Un po’ giapponese, un po’ Puvis, un po’ provenzale, nel suo vestito rosso e blu a righe, la ragazza sembrava essere un omaggio a tutto quello che anche Gauguin amava.

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E poi, cos'è lo stile? Si domandava. Cosa sarà mai questo stile se non sentire come la vita ti entri dentro e ti spacchi il cuore e ti cerchi l'anima e fino a che non hai dipinto tutto questo non ti dai pace. Non sarà forse questo cercare un colore, un segno nell'aria, lo stile?

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Prese il sentiero che correva lungo il muro esterno e dopo dieci minuti di cammino si fermò in mezzo a un campo di ulivi che aveva visto nelle esplorazioni precedenti e che gli era piaciuto molto. Sotto gli alberi cresceva un’erba disordinata, a piccole onde, con delle increspature d’oro poiché la luce del sole entrava tra i rami. I tronchi sembravano azzurri, prendevano il riflesso di un cielo del primo mattino. Tutto era perfetto, davanti a lui e nella sua anima.
 
 

domenica 6 novembre 2022

Le ricette della signora Tokue - Durian Sukegawa


Le ricette della signora Tokue
Durian Sukegawa
trad. Laura Testaverde
Einaudi, 2019

Sentaro è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tokyo, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentaro confeziona dorayaki - dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki - e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un'adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato. Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all'improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un'anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola.

 
Citazioni:

– Dobbiamo accoglierli nel modo giusto.
– I clienti?
– Ma no! I fagioli!
– I fagioli?
– Si sono disturbati ad arrivare fin qui, dal Canada.

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Farcirono i dischetti di pandispagna belli paffuti con l’an ancora tiepido: un momento divino per tutti gli appassionati di dolci.

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Sono convinta che ogni cosa in questo mondo abbia il dono della parola. Secondo me si può prestare ascolto a tutto, ai passanti sulla strada, ovviamente, ma anche a tutti gli esseri viventi, e persino ai raggi del sole e al vento.

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Perché io credo che qualsiasi siano i nostri sogni, prima o poi troveremo per forza ciò che cerchiamo, grazie alla voce che ci guida. La vita di un essere umano non è mai uniforme: ci sono momenti in cui il colore cambia di colpo.

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Ogni volta che il vento scuoteva gli alberi, la luna piena scompariva dietro i rami. Ma il suo chiarore li investiva comunque, a intervalli regolari.



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sabato 5 novembre 2022

Il paese delle nevi - Yasunari Kawabata


Il paese delle nevi
Yasunari Kawabata
trad. Luca Lamberti
Einaudi, 2014
 
Komako è una geisha del “paese delle nevi”, un paradiso termale sulla costa ovest della maggiore isola del Giappone, dove la neve è alta quindici piedi. Le cortigiane come lei hanno poco in comune con quelle che abitano in città: non potranno mai diventare famose musiciste o danzatrici, né penetrare tra le quinte della politica o degli affari. Il loro destino, infatti, è quello di maturare tra gli incanti e la corruzione del “paradiso”, perpetuamente dedite ai signori che, secondo la tradizione, salgono alle terme per trovarvi il riposo perfetto. Ed è proprio in questo paesaggio da sogno che Komako incontra Shimamura, un ricco e raffinato esteta, con il quale darà vita a un gioco di trasporti trattenuti e rinfocolati, inesorabilmente destinati a svanire. Capolavoro di inesprimibili e struggenti stati d’animo, Il paese delle nevi può essere considerato un piccolo poema in prosa, dove amore e morte si intrecciano in un’atmosfera di diffusa malinconia e incombente tragedia.
 
 
Citazioni

Le stelle qui sono diverse dalle stelle di Tokyo, paiono venir giù galleggiando dal cielo.
 
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Metà del villaggio era nascosta dai cedri del bosco votivo. La luce nella stazione, distante non più di dieci minuti di taxi, tremolava come se stesse per soccombere al freddo.
 
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Dal grigio cielo, incorniciato dalla finestra, la neve volteggiava verso di loro a grandi fiocchi, come petali di bianche peonie. C’era in quella vista qualcosa di dolcemente irreale.
 
 
 
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venerdì 4 novembre 2022

Shanghai - Riichi Yokomitsu


Shanghai
Riichi Yokomitsu
Atmosphere Libri, 2017
trad. Costantino Pes

Shanghai, 1925. Figure inquiete si aggirano per la città. Due di esse sono giapponesi: Sanki lavora in banca, coprendo le losche operazioni finanziarie del suo direttore; Koya è un uomo d'affari d'assalto, privo di scrupoli ma vivace e dinamico. Attorno a loro la Shanghai d'inizio secolo, metropoli dinamica che preannuncia quella del nostro presente: le nebbie del porto sul lungofiume, i vicoli scuri e affollati, le fabbriche in rivolta, i canali sporchi e maleodoranti, i locali gremiti di clienti provenienti da tutte le parti del mondo. L'azione si svolge in buona parte nel quartiere in cui si riuniscono le rappresentanze dei paesi occidentali, la zona degli affari e dei night club in cui si balla al ritmo delle canzoni all'ultima moda. I protagonisti si muovono anche per i vicoli della città cinese, abitati da una popolazione dolente e misera dedita alle più varie attività: coolies, portatori di risciò, mendicanti... e i postriboli, affollati di prostitute giapponesi, cinesi e perfino russe, residui dell'aristocrazia sfuggita alla Rivoluzione d'Ottobre. Altri personaggi si aggirano nel calderone della città, agitata dai grandi rivolgimenti storici del tempo, tra scioperi nelle fabbriche, uomini d'affari di tutto il mondo in cerca di opportunità e movimenti panasiatici e nazionalisti, appoggiati da gran parte dei protagonisti, che coltivano idee di ribellione contro la dominazione occidentale.

 
Citazioni:

Yamaguchi si interrogava su quali forze avrebbero portato la Cina alla rovina in attesa di quel giorno. È chiaro che non sarà il militarismo giapponese. E neanche il capitalismo inglese. Forse il marxismo russo o il militarismo cinese? Macché, non c’è dubbio che sarà l’oppio indiano, o quello persiano.

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Sanki pasteggiava davanti allo specchio incrinato. Alla parete era appeso un telefono che da tempo non risuonava di voci umane; un calendario da cui si erano dimenticati di strappare i fogli mostrava una data lontana. Sotto gli iris che appassivano curvi nel vaso, l’uomo si sforzava di cancellare il ricordo di Fang Qiulan. Braccia abbandonate ai lati della sedia, occhi chiusi, percepiva una vitalità chiassosa nel profumo del cibo che arrivava all’ingresso delle scale. Desiderio… aveva visto Fang Qiulan, poi ogni desiderio era tornato a spegnersi. Indovinò le sembianze morte del proprio volto nella quiete attorno a lui, come se fissasse un riflesso nell’acqua.

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Spinto nell’ingresso incassato di un negozio, Sanki riusciva a vedere solo una finestra girevole aperta orizzontalmente sopra di lui. La folla in tumulto si rifletteva, sottosopra, sul suo vetro, come un fondale marino senza più cielo. Innumerevoli teste si trovavano sotto le spalle, a loro volta sotto le gambe. Formavano uno strano baldacchino sospeso sul punto di precipitare, ondeggiando come alghe che ora si ritraevano ora avanzavano.



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giovedì 3 novembre 2022

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve - Jonas Jonasson


Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Jonas Jonasson
trad. Margherita Podestà Heir
Giunti Editore S.p.A./Bompiani, 2018


Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive sta pensando a una grande festa. Allan però è di tutt'altra idea. Così decide di punto in bianco di darsela a gambe e, scavalcando in pantofole la finestra, si dirige nell'unico luogo dove pensa di non essere intercettato dalla direttrice dell'istituto: la stazione degli autobus. Per allontanarsi, peraltro senza avere alcuna destinazione in mente. Nell'attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in uno strano ceffo, giovane e biondo che gli affida un'ingombrante valigia mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, al prezzo della sua fiducia malriposta. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla e così vi sale con la grossa, misteriosa valigia. Quello che ancora non sa è che il biondino sarà disposto a tutto pur di rientrarne in possesso. Una girandola di equivoci. Un'esilarante avventura ricca di colpi di scena. Una galleria di personaggi senza paragoni. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, determinato a non lasciarsi scappare un improvviso e pericoloso dono del destino.


Citazioni:

Guardati dai preti, figlio mio. E da quelli che non bevono acquavite. La categoria peggiore, poi, sono i preti che non bevono acquavite.

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In fatto di fede aveva sempre pensato che, non avendo certezze, tanto valeva tirare a indovinare.

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Ad Allan sembrava assurdo che fin dal 1600 gli uomini si odiassero al punto di ammazzarsi. Se soltanto si fossero calmati un po’ sarebbero morti lo stesso ma senza scannarsi a vicenda.

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Allan si complimentò con Herbert per l’ottimo lavoro e l’eccellente interpretazione. Quest’ultimo arrossì, cercando di sviare il discorso e affermando che non è poi così difficile interpretare la parte dello scemo se lo si è di natura. Allan rispose che non ne era poi così sicuro, dato che i cretini che aveva incontrato finora avevano sempre cercato di apparire intelligenti.


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mercoledì 2 novembre 2022

Pet Sematary - Stephen King


Pet Sematary

Stephen King
trad. Hilia Brinis
Sperling & Kupfer, 2019

Il dottor Louis Creed ha appena accettato l'incarico di direttore sanitario dell'Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c'è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante.

 
Citazioni:

Forse rimarrà alzato per un pezzo. I vecchi dormono poco. Forse montano la guardia. Contro che cosa?

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Nel guardare in su, vedeva miliardi di stelle, luci fredde nel buio. Mai in vita sua le stelle l'avevano fatto sentire così completamente piccolo, infinitesimale, privo di significato.

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Anche Rachel si era avvicinata, intanto, la borsa da viaggio e la borsetta infilati a un braccio, la sacca dei pannolini di Gage appesa a quell'altro. PRESTO SARÒ GRANDE si leggeva da un lato della sacca, frase intesa più a far coraggio ai genitori che non al bambino.

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Scacciò quel pensiero con rude, rabbiosa energia. Di tutte le cose da non prendere in considerazione, la prima era sicuramente l'opinione altrui.

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Volai a quella finestra e l’aprii. Per aprirsi faceva un baccano d’inferno, come sanno fare solo quando sei un ragazzino e vuoi uscire di casa di notte.

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... non riuscì mai a ricordare veramente quella giornata... salvo nei sogni profondi, quelli che si fanno nelle prime ore del mattino. E in quei sogni sentiva che qualcosa gli era passato vicino: qualcosa che aveva allungato la sua mano inumana per toccarlo... e l'aveva ritirata solo all'ultimo istante.


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martedì 1 novembre 2022

L'ombra dello scorpione (The stand) - Stephen King


L'ombra dello scorpione
(The stand)
Stephen King
trad. Bruno Amato, Adriana Dell'Orto
Bompiani, 2021

La visione apocalittica di Stephen King ci restituisce un mondo completamente trasformato dal virus, con città vuote e spettrali percorse da poche persone allo sbando. L'ombra dello scorpione è ancor più affascinante e spaventoso oggi di quando è stato pubblicato per la prima volta. È il morbo sfuggito a un segretissimo laboratorio a seminare morte in tutto il mondo: il novantanove per cento della popolazione della terra non sopravvive all'apocalittica epidemia. I pochi sopravvissuti si trovano intrappolati in uno scontro più grande di loro, quella lotta eterna tra forze della natura nella quale si può solo decidere di perseguire il Bene e appoggiarsi alle fragili spalle di Mother Abagail, la veggente ultracentenaria, o seguire le orme dello spaventoso Randall Flagg, il Senza Volto, il Signore delle Tenebre. L'umanità di fronte alla pandemia sbanda tra paura e voglia di sopravvivere a qualsiasi costo: emergono i lati più oscuri dell'animo umano ma anche il coraggio di affrontare le tenebre.


Citazioni:

Non posso accusare nessuno. A sessantaquattro anni si ha spesso la tendenza a dimenticare come si era a venti. Quindi, non parleremo di colpe.

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È questo il destino della razza umana. Socievolezza. Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo "società". Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare.

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Ma nessuno sa quanto durano cinque minuti nel buio: si potrebbe dire che, nel buio, cinque minuti non esistono.
 
 
 
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