Christelle Dabos
trad. Alberto Bracci Testasecca
E/O, 2019
Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?
Citazioni:
“Ofelia non sapeva quale prospettiva fosse più terrificante, se un mondo governato da Dio o un mondo governato da uomini che si sentono Dio.”
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“Certi esseri umani sono oggetti anche da vivi.”
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“L’unico vero sbaglio è quello che non correggiamo.”
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“Nell’istante in cui il pensiero prese forma capì la ragione del suo passaggio nel luogo di mezzo. Quello spazio era il riflesso del suo stato interiore. Né bambina né adulta, né ragazza né donna, era rimasta incastrata nella cerniera della propria vita. Aveva aspettato da Thorn parole e gesti che lei non aveva mai avuto per lui. In nessun momento aveva detto «noi». In nessun momento aveva fatto un passo verso di lui. In nessun momento si era messa a nudo.”

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