domenica 16 ottobre 2022

Rubare l'erba. Con i pastori lungo i sentieri della transumanza - Marco Aime


Rubare l'erba. Con i pastori lungo i sentieri della transumanza

Marco Aime
Ponte alle Grazie, 2011


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Incipit:

Partivano. La gente di queste parti è sempre partita. Da questa borgata, da questa valle. Non per salire sulle creste, per vedere un orizzonte nuovo o per conoscere posti diversi. No. Partiva perché ci sono terre dove vivere è un lusso che non ci si può concedere sempre. Non tutto l’anno. E allora si va, finché ci sono posti dove andare.


Citazioni:

Camminavamo lungo i fiumi: dove non c’era danno per nessuno, dice Toni. Oppure ai bordi della ferrovia, dove c’era dell’erba buona. L’erba, le pecore: ancora adesso, quando viaggiamo in macchina, abbiamo l’istinto. Se vediamo un bel prato pensiamo subito a quando avevamo le pecore. Delle volte rischio di sbandare per guardare l’erba.

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Non c’è amarezza per quei tempi difficili. La vita l’hanno attraversata, e basta.

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Le storie di masche le raccontavano i contadini, noi non ci abbiamo mai creduto, dice Toni con l’aria di chi la sa lunga. Le masche erano le streghe, quelle streghe che popolavano l’immaginario dei montanari, da qualunque montagna venissero. Dappertutto, nelle Alpi, si raccontavano storie di streghe. Cambiavano i nomi, ma le storie erano sempre le stesse.

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Pastori e contadini. Due mondi rivali costretti a incontrarsi, o meglio, a incastrarsi, dalla necessità di raschiare fino all’ultima briciola da quella montagna con cui si trovavano a convivere.

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Anche oggi, ripescando nella memoria, tanto i contadini quanto i pastori ammettono le durezze della vita degli altri, come avversari leali, pronti a combattere in campo, ma anche a riconoscere i meriti altrui.


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