Il canto di Natale
Charles Dickens
trad. Bruno Amato
Feltrinelli 2022
È il più famoso tra i racconti natalizi scritti da Dickens, nel 1843. Un racconto che ha avuto la forza di attingere all'immaginario popolare e a sua volta plasmarlo con forza. Per esempio, il personaggio di Paperon de' Paperoni in inglese si chiama Scrooge McDuck, lo stesso nome cioè dell'"avaro cattivo e senza cuore" di questo racconto dickensiano. Scrooge è talmente cattivo e avaro da rifiutare anche il calore del Natale, per lui solo una perdita di tempo e di soldi. Sarà il fantasma del suo ex socio Jacob Marley a visitarlo per primo. Poi lo visiteranno altri tre spiriti, che gli restituiranno in rapida sequenza la visione del suo Natale passato (di quando cioè lui era un bambino solo e triste), di quello presente (quello del suo contabile Cratchit e del figlio in predicato di morte per la mancanza di cure adeguate) e infine del Natale futuro, quello della sua morte, che verrà accolta con derisione e freddezza da tutti i suoi conoscenti. È in questo momento che il vecchio avaraccio si pente dei suoi comportamenti e cambia finalmente registro, ravvedendosi e celebrando in modo adeguato lo spirito del Natale, con generosità e trasporto per gli affetti familiari.
Citazioni:
“L’impiegato si metteva sulle spalle la sua sciarpa di lana bianca e cercava di riscaldarsi alla fiammella della candela, tentativo che, non essendo lui un uomo di forte immaginazione, andava sempre a vuoto.”
Charles Dickens
trad. Bruno Amato
Feltrinelli 2022
È il più famoso tra i racconti natalizi scritti da Dickens, nel 1843. Un racconto che ha avuto la forza di attingere all'immaginario popolare e a sua volta plasmarlo con forza. Per esempio, il personaggio di Paperon de' Paperoni in inglese si chiama Scrooge McDuck, lo stesso nome cioè dell'"avaro cattivo e senza cuore" di questo racconto dickensiano. Scrooge è talmente cattivo e avaro da rifiutare anche il calore del Natale, per lui solo una perdita di tempo e di soldi. Sarà il fantasma del suo ex socio Jacob Marley a visitarlo per primo. Poi lo visiteranno altri tre spiriti, che gli restituiranno in rapida sequenza la visione del suo Natale passato (di quando cioè lui era un bambino solo e triste), di quello presente (quello del suo contabile Cratchit e del figlio in predicato di morte per la mancanza di cure adeguate) e infine del Natale futuro, quello della sua morte, che verrà accolta con derisione e freddezza da tutti i suoi conoscenti. È in questo momento che il vecchio avaraccio si pente dei suoi comportamenti e cambia finalmente registro, ravvedendosi e celebrando in modo adeguato lo spirito del Natale, con generosità e trasporto per gli affetti familiari.
Citazioni:
“L’impiegato si metteva sulle spalle la sua sciarpa di lana bianca e cercava di riscaldarsi alla fiammella della candela, tentativo che, non essendo lui un uomo di forte immaginazione, andava sempre a vuoto.”
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“Sono tante le cose che avrebbero potuto farmi del bene, e da cui non ho visto arrivare alcun vantaggio, direi, - rispose il nipote - E tra queste il Natale. [...] un momento di benevolenza, di perdono, di carità, di dolcezza; l’unico momento che io conosca, nel lungo calendario dell’anno, in cui uomini e donne mostrano una pari disponibilità ad aprire liberamente i propri cuori serrati, e a vedere quelli che sono al di sotto di loro davvero come compagni di viaggio verso la tomba, e non come esseri di una diversa razza impegnati in percorsi di altro genere.”
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“... ecco il mio impiegato, con quindici scellini alla settimana e una moglie e una famiglia da mantenere, che parla di felice Natale. Da rinchiudere in manicomio.”
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“Era una successione di tetre stanze, in una costruzione fatiscente in fondo a un cortile, dove appariva così fuori luogo che non si poteva fare a meno di immaginare che doveva essere capitata lì in giovane età giocando a nascondino con altre case, e non era più stata capace di trovare la via d’uscita.”
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“È richiesto a ogni uomo, - rispose il Fantasma, - che lo spirito che è dentro di lui si muova tra gli uomini suoi simili, e si aggiri in lungo e in largo; e se quello spirito non lo fa durante la vita, è condannato a farlo dopo la morte.”
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“Porto la catena che mi sono forgiata nella vita - rispose il Fantasma.”
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“È una giusta, equilibrata, nobile disposizione delle cose che se da una parte esiste il contagio di malattie e tristezza, non c’è nulla al mondo di così irresistibilmente contagioso dell’ilarità e del buonumore.”
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“Onorerò il Natale nel mio cuore, e cercherò di conservarmi in questo stato d’animo per tutto l’anno. Vivrò nel passato, nel presente e nel futuro, e i tre spiriti saranno sempre presenti in me."
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“Qualcuno rideva della trasformazione che vedeva in lui, ma lui li lasciava ridere e ben poco se ne curava, perché era abbastanza saggio per sapere che nulla mai accade di buono su questo pianeta di cui certa gente all’inizio non rida; e sapendo che questi sarebbero stati ciechi in ogni caso, pensava che era meglio che strizzassero gli occhi per una risata che non per motivi più spiacevoli come una reale cecità. A ridere era anche il suo stesso cuore: e questo per lui era più che sufficiente.”

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