Arto Paasilinna
trad. Nicola Rainò
Iperborea, 2008
Per il suo cinquantesimo compleanno, il pastore Oskari Huuskonen riceve dai parrocchiani un dono molto particolare, anche per gli standard di un paesino finlandese: un cucciolo di orso. Lungi dal voler rendere omaggio a una guida spirituale amata e rispettata, i fedeli coltivano piuttosto la speranza che, una volta cresciuta, la belva si cibi del pastore in crisi di vocazione e dell'odiosa moglie. Sorprendentemente, però, l'orso mostra fin da subito notevoli doti di adattamento e l'uomo, nel frattempo cacciato dal vescovo e sempre più inviso alla comunità, troverà in lui un prezioso servitore e una via di fuga dalla sua grigia esistenza di provincia. Per i due amici, sempre più uniti, inizia così una deriva geografica ed esistenziale: prima l'obbligatorio letargo, poi il risveglio dei sensi con una giovane etologa e infine un'odissea che li conduce dal Mar Bianco al Mar Nero, dal Mediterraneo fino alle foreste della Lapponia, dove non mancheranno occasioni per celebrare improbabili cerimonie liturgiche, fare proseliti e portare alle genti perplesse di tutta Europa una religione nuova e senza dogmi.
Citazioni:
“Prima d'addormentarsi, il pastore Huuskonen pensò vagamente che se Gesù fosse stato finlandese, camminare sulle acque non sarebbe stato poi tutto questo prodigio, almeno in inverno. Non era mica questione di forza della fede, camminare sulle acque, ma di spessore del ghiaccio.”
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“Prima della scoperta dell'elettricità avrebbero preso per matto chi avesse osato sostenere l'esistenza di un'energia invisibile capace di circolare in un filo di rame. E le onde radio? La radioattività? La luce, il buio? Tutte cose che a noi sembrano perfettamente naturali, ma per un primitivo incolto sarebbero dei fenomeni terrificanti, assimilabili al divino.”
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“Una donna non può mai sapere che genere di svitati il destino le riserva.”
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