La conferenza delle Ymbryne. Il quinto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Sandro Ristori, Beatrice Messineo
Rizzoli, 2020
Noor Pradesh è una mangialuce, una ragazza che ha vissuto fino a oggi tra i Normali, ignara dei suoi immensi poteri, e Jacob l’ha trovata, ma la sua missione è tutt’altro che conclusa. L’unica cosa che sa è che deve portarla da una certa V, la più potente e misteriosa tra gli alleati di suo nonno Abe. Il problema è che tutti danno la caccia a Noor: gli Speciali dell’America più selvaggia e i Vacui, i nemici di sempre. E anche le ymbryne hanno bisogno di lei, perché in Noor è riposta la speranza, o forse la condanna, del futuro del loro mondo: c’è questa ragazza al centro dell’antica profezia che preannuncia la catastrofe. Se Jacob vuole scongiurare l’arrivo di un’era buia e insidiosa, ancora una volta deve mettersi in gioco, deve partire verso un luogo irto di pericoli, là dove infuria il Grande Vento. Ma intanto quasi tutti gli anelli sono collassati, Devil’s Acre è a ferro e fuoco, i clan americani sono in lotta tra loro. E le ymbryne sono ormai troppo poche, e deboli, per poter ristabilire, da sole, l’antica armonia tra gli Speciali. I personaggi creati dalla geniale fantasia di Ransom Riggs tornano in vita nel nuovo, potente episodio di una saga leggendaria: dalla fredda Scozia a New York, dalla Seconda guerra mondiale al presente, non ci sono limiti all’immaginazione di questo autore unico ormai entrato nel gotha dei narratori fantasy.
Citazioni:
“L’arte della fuga è una cosa seria. Non è mica facile scappare da un pericolo che potrebbe ucciderti senza dare nell’occhio, e anzi, comportandoti come se ti stessi godendo una bella passeggiata pomeridiana, anche se sei zuppo dalla testa ai piedi, anche se due dei tuoi compagni sono vestiti come usava nel secolo scorso e tutto il tuo bel gruppetto, te compreso, si guarda alle spalle di continuo e lancia occhiatine nervose ai vicoli. A quanto pareva non ce la stavamo cavando bene, perché la gente ci fissava, anche più di quanto sarebbe normale fissare due ragazzi mascherati e altri due bagnati fradici. Anche a New York, dove la gente strana è la norma.”
Ransom Riggs
trad. Sandro Ristori, Beatrice Messineo
Rizzoli, 2020
Noor Pradesh è una mangialuce, una ragazza che ha vissuto fino a oggi tra i Normali, ignara dei suoi immensi poteri, e Jacob l’ha trovata, ma la sua missione è tutt’altro che conclusa. L’unica cosa che sa è che deve portarla da una certa V, la più potente e misteriosa tra gli alleati di suo nonno Abe. Il problema è che tutti danno la caccia a Noor: gli Speciali dell’America più selvaggia e i Vacui, i nemici di sempre. E anche le ymbryne hanno bisogno di lei, perché in Noor è riposta la speranza, o forse la condanna, del futuro del loro mondo: c’è questa ragazza al centro dell’antica profezia che preannuncia la catastrofe. Se Jacob vuole scongiurare l’arrivo di un’era buia e insidiosa, ancora una volta deve mettersi in gioco, deve partire verso un luogo irto di pericoli, là dove infuria il Grande Vento. Ma intanto quasi tutti gli anelli sono collassati, Devil’s Acre è a ferro e fuoco, i clan americani sono in lotta tra loro. E le ymbryne sono ormai troppo poche, e deboli, per poter ristabilire, da sole, l’antica armonia tra gli Speciali. I personaggi creati dalla geniale fantasia di Ransom Riggs tornano in vita nel nuovo, potente episodio di una saga leggendaria: dalla fredda Scozia a New York, dalla Seconda guerra mondiale al presente, non ci sono limiti all’immaginazione di questo autore unico ormai entrato nel gotha dei narratori fantasy.
Citazioni:
“L’arte della fuga è una cosa seria. Non è mica facile scappare da un pericolo che potrebbe ucciderti senza dare nell’occhio, e anzi, comportandoti come se ti stessi godendo una bella passeggiata pomeridiana, anche se sei zuppo dalla testa ai piedi, anche se due dei tuoi compagni sono vestiti come usava nel secolo scorso e tutto il tuo bel gruppetto, te compreso, si guarda alle spalle di continuo e lancia occhiatine nervose ai vicoli. A quanto pareva non ce la stavamo cavando bene, perché la gente ci fissava, anche più di quanto sarebbe normale fissare due ragazzi mascherati e altri due bagnati fradici. Anche a New York, dove la gente strana è la norma.”
---
“Credo che i sogni racchiudano profondi significati - disse Noor. - Questo però non vuol dire che debbano essere per forza veri in senso letterale.”
---
“Per la seconda volta in tre giorni mi toccava prendere il posto che di solito spettava a un cadavere. Forse l’universo stava cercando di dirmi qualcosa, e non ci andava nemmeno troppo per il sottile.”
---
“Mi sembrava di essere uno di quei vecchi personaggi dei cartoni che seguono il profumo delle torte messe a raffreddare sul davanzale.”
---
“Ci trovavamo nella frustrante posizione di avere un obiettivo ben chiaro in testa – trovare il teschio e il Pozzo della Speranza prima degli Spettri – ma nessuna idea su come raggiungerlo.”






