mercoledì 28 dicembre 2022

La conferenza delle Ymbryne. Il quinto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La conferenza delle Ymbryne. Il quinto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs

trad. Sandro Ristori, Beatrice Messineo
Rizzoli, 2020

Noor Pradesh è una mangialuce, una ragazza che ha vissuto fino a oggi tra i Normali, ignara dei suoi immensi poteri, e Jacob l’ha trovata, ma la sua missione è tutt’altro che conclusa. L’unica cosa che sa è che deve portarla da una certa V, la più potente e misteriosa tra gli alleati di suo nonno Abe. Il problema è che tutti danno la caccia a Noor: gli Speciali dell’America più selvaggia e i Vacui, i nemici di sempre. E anche le ymbryne hanno bisogno di lei, perché in Noor è riposta la speranza, o forse la condanna, del futuro del loro mondo: c’è questa ragazza al centro dell’antica profezia che preannuncia la catastrofe. Se Jacob vuole scongiurare l’arrivo di un’era buia e insidiosa, ancora una volta deve mettersi in gioco, deve partire verso un luogo irto di pericoli, là dove infuria il Grande Vento. Ma intanto quasi tutti gli anelli sono collassati, Devil’s Acre è a ferro e fuoco, i clan americani sono in lotta tra loro. E le ymbryne sono ormai troppo poche, e deboli, per poter ristabilire, da sole, l’antica armonia tra gli Speciali. I personaggi creati dalla geniale fantasia di Ransom Riggs tornano in vita nel nuovo, potente episodio di una saga leggendaria: dalla fredda Scozia a New York, dalla Seconda guerra mondiale al presente, non ci sono limiti all’immaginazione di questo autore unico ormai entrato nel gotha dei narratori fantasy.


Citazioni:

L’arte della fuga è una cosa seria. Non è mica facile scappare da un pericolo che potrebbe ucciderti senza dare nell’occhio, e anzi, comportandoti come se ti stessi godendo una bella passeggiata pomeridiana, anche se sei zuppo dalla testa ai piedi, anche se due dei tuoi compagni sono vestiti come usava nel secolo scorso e tutto il tuo bel gruppetto, te compreso, si guarda alle spalle di continuo e lancia occhiatine nervose ai vicoli. A quanto pareva non ce la stavamo cavando bene, perché la gente ci fissava, anche più di quanto sarebbe normale fissare due ragazzi mascherati e altri due bagnati fradici. Anche a New York, dove la gente strana è la norma.

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Credo che i sogni racchiudano profondi significati - disse Noor. - Questo però non vuol dire che debbano essere per forza veri in senso letterale.

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Per la seconda volta in tre giorni mi toccava prendere il posto che di solito spettava a un cadavere. Forse l’universo stava cercando di dirmi qualcosa, e non ci andava nemmeno troppo per il sottile.

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Mi sembrava di essere uno di quei vecchi personaggi dei cartoni che seguono il profumo delle torte messe a raffreddare sul davanzale.

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Ci trovavamo nella frustrante posizione di avere un obiettivo ben chiaro in testa – trovare il teschio e il Pozzo della Speranza prima degli Spettri – ma nessuna idea su come raggiungerlo.


lunedì 26 dicembre 2022

La mappa dei giorni. Il quarto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La mappa dei giorni. Il quarto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Barbara Bonadeo, Annamaria Raffo
Rizzoli, 2019 
 
Di ritorno da Devil's Acre e dall'Inghilterra vittoriana, dove ha sconfitto i mostri che tenevano sotto scacco il mondo Speciale, Jacob Portman riparte dal presente, dalla Florida, dove tutto aveva avuto inizio con la morte di suo nonno Abe. Ma lì con lui, adesso, proprio a casa sua, ci sono Miss Peregrine e i suoi amici Speciali; e questa sarebbe un'occasione perfetta per regalarsi una piccola vacanza condivisa sulle belle spiagge americane, mentre Emma e Enoch e Millard e tutti gli altri imparano a muoversi tra i Normali - però il destino ha in mente altro. I ragazzi, infatti, scoprono un bunker sotterraneo nell'appartamento di nonno Portman. Lentamente emergono le tracce della vita parallela vissuta da Abe, e Jacob intuisce di avere per le mani un'eredità pericolosa, che sta per proiettarlo in uno scenario emozionante e sconosciuto.
 
 
Citazioni:
 
Il viaggio è di fondamentale importanza per la crescita individuale - affermò Miss Peregrine - fintanto che non viaggia, anche la persona più istruita rimane ignorante.
 
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Le persone facevano muro davanti a qualunque cosa non rientrasse nel ristretto ventaglio di ciò che per loro era accettabile, come se chi pensava o si comportava o si vestiva o sognava in modo diverso rappresentasse una minaccia per la loro stessa esistenza.
 
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Il passato è di gran lunga meno terrificante del futuro. Perfino il momento storico più spaventoso è quantomeno conoscibile. Lo possiamo studiare. Il mondo gli è sopravvissuto. Invece, il presente… uno non capisce mai quand’è che il mondo intero potrebbe andare a schiantarsi e scomparire per sempre.
 
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Mi sentivo come se stessimo rivendicando il mondo per noi, per vivere la vita come la volevamo. Questa è la mia vita, sì. E io ci farò quello che voglio.
 
 

giovedì 22 dicembre 2022

La luna e i falò - Cesare Pavese

La luna e i falò
Cesare Pavese
Feltrinelli, 2021

Pubblicato nell'aprile del 1950, La luna e i falò è l'ultimo romanzo di Cesare Pavese, uno dei capisaldi della letteratura italiana del Novecento. Ambientato nelle Langhe all'indomani della Liberazione, ha per protagonista un uomo di cui conosciamo solo il soprannome, Anguilla, che torna al suo paese dopo molti anni trascorsi in America, dov'era emigrato per sfuggire al regime fascista. In compagnia di Nuto, il falegname che un tempo fu figura paterna per l'orfano Anguilla, l'uomo ripercorre i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza alla ricerca delle proprie radici e delle persone che hanno abitato la sua giovinezza. Tuttavia il mondo della memoria non esiste più: i luoghi amati sono in possesso di mezzadri violenti e le persone con cui il protagonista aveva condiviso i primi anni di vita, morte nella guerra o vittime di soprusi. Costruito come un continuo viavai tra il passato e il presente, La luna e i falò mette in scena i temi della guerra partigiana, della cospirazione antifascista, della lotta di Liberazione, e li a lega a esperienze private come l'amicizia, la sensualità, la morte. Una straordinaria miscela che rende questo romanzo il capolavoro di Pavese e l'opera che ricompone la sua esperienza umana e letteraria.


Citazioni:

Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione.

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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

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Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.

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Capii nel buio, in quell'odore di giardino e di pini, che quelle stelle non erano le mie.

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Ci sono dei paesi dove le mosche stanno meglio dei cristiani. Ma non basta per rivoltarsi. La gente ha bisogno di una spinta.

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Soltanto le stagioni contano, e le stagioni sono quelle che ti hanno fatto le ossa, che hai mangiato quando eri ragazzo.”

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Sentili, come saltano e come bestemmiano. Per farli venire a pregar la madonna il parroco bisogna che li lasci sfogare. E loro per potersi sfogare bisogna che accendano i lumi alla madonna. Chi dei due frega l'altro?


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Sullo stradone e nelle cascine ci stavo meglio, ma neanche qui non mi credevano. Potevo spiegare a qualcuno che quel che cercavo era soltanto di vedere qualcosa che avevo già visto? Vedere dei carri, vedere dei fienili, vedere una bigoncia, una griglia
, un fiore di cicoria, un fazzoletto a quadrettoni blu, una zucca da bere, un manico di zappa?

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Ma è inutile mandarlo in America. L’America è già qui. Sono qui i milionari e i morti di fame.

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Dall’autunno a gennaio, bambini si gioca a biglie, e grandi a carte.

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Ero tornato, ero sbucato, avevo fatto fortuna... ma le facce, le voci e le mani che dovevano toccarmi e riconoscermi, non c'erano più... Quel che restava era come una piazza l'indomani della fiera, una vigna dopo la vendemmia, il tornar solo in trattoria quando qualcuno ti ha piantato. Nuto, l'unico che restava, era cambiato, era un uomo come me. Per dire tutto in una volta, ero un uomo anch'io, ero un altro... Venivo troppo da lontano -non ero più di quella casa, non ero più come Cinto, il mondo mi aveva cambiato.



martedì 20 dicembre 2022

La biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Barbara Bonadeo
Rizzoli, 2017
 
L'avventura cominciata con "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali", e proseguita con "Hollow City", trova, in questo terzo libro, un finale eccitante, pieno di suspense. Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viaggio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l'adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison MacHenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil's Acre, i bassifondi più abietti dell'Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte. Come i primi due romanzi della saga, "La biblioteca delle anime" è un fantasy ad alto tasso di emozione impreziosito da bizzarre fotografie vintage.
 
 
Citazioni:
 
Il problema del confine tra imprudenza e stupidità grave è che spesso capisci da che parte ti trovi solo quando è già troppo tardi.
 
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Mi sentivo come uno di quegli eroi mitologici che dopo mille battaglie riemergono dal regno dei morti solo per accorgersi che il mondo sulla Terra è ugualmente maledetto.
 
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Era lì e teneva duro, si rifiutava di abbandonare la sua postazione. Era come l’ultimo guardiano di fronte alla fine del mondo.
 
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Io avevo già ucciso i miei demoni, ma l’effetto di quelle vittorie era già esaurito; altri si erano prontamente sollevati per sostituire i caduti.
 
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Possedeva questa straordinaria capacità di trasformare la tristezza in rabbia e la rabbia in volontà, e per questo motivo non c’era nulla che potesse abbatterla veramente.
 
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Un opportunista che si spaccia per amico è certamente più pericoloso di un nemico dichiarato.
 
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Ormai, una delle verità definitive della mia vita era che, per quanto mi sforzassi di tenerle piatte e bidimensionali, imprigionate nella carta e nell’inchiostro, ci sarebbero sempre state leggende che rifiutano la gabbia dei libri.
 
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Ma ora mi stai facendo promesse che potresti non mantenere, ed è proprio così che le persone che si amano si feriscono l’un l’altra, e in profondità.
 
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Nel corso della nostra vita, individuiamo molto presto i talenti di cui disponiamo e ci concentriamo su quelli a scapito degli altri. Non è che non esistano altre possibilità; è che non le coltiviamo.
 
 
 

domenica 18 dicembre 2022

Miracolo in una notte d'inverno - Marko Leino

Miracolo in una notte d'inverno
Marko Leino
trad. Rosario Fina
Feltrinelli, 2021

Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l'aiuto del nonno, vi scoprono un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: «Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas». Pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: «Immaginate di avere ali immense come quelle di un'aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all'isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...». Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, che ha solo cinque anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l'amore e scopre nuove fonti di gioia. Ma non dimentica mai l'amata sorellina, finché un giorno, nel villaggio, nasce una nuova bambina di nome Ada, che riesce a provocare in Nikolas un'incredibile trasformazione.

 
Citazioni:

Volare è facile. Tutti hanno un paio di ali dentro, bisogna solo trovarle...
 
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Chiuse gli occhi e provò un senso di ebbrezza. Voleva conservare per sempre quella sensazione dentro di sé. Lo avrebbe aiutato a superare i momenti più difficili, gli avrebbe dato la forza di vivere.

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Chiuse gli occhi e nella sua mente cominciarono a sfilare i ricordi felici. Perle di una collana infinita, capaci di fargli dimenticare il vento freddo e di riscaldarlo fin dentro il cuore.
 
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Conosco bene la sofferenza, e so cosa può fare alle persone.
 
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Ogni anno che passa lascia un anello nel tronco degli alberi, e lo stesso fa con le persone.

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La mente umana tende spesso a rimodellare il mondo circostante per renderlo più tollerabile.
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Perché l’Uomo del Natale vuole che la gioia del ricevere ci insegni quanto sia importante dare. Donando agli altri, riceviamo in cambio molto più di quello che diamo.

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In quel momento, Ada ancora non sapeva che avrebbe raccontato la storia dell’Uomo del Natale ai bambini di Korvajoki ogni anno, per tutta la vita. Una storia destinata a cambiare nel corso degli anni, perché Uomo del Natale doveva un po’ alla volta trasformarsi in Babbo Natale.

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Vedi, io ho un sogno. Vorrei che questa tradizione continuasse anche quando non ci sarò più - aveva detto Nikolas.
 
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Ma questa volta non corse, camminò con calma, liberandosi a ogni passo dalle catene con cui si era lei stessa imprigionata.


venerdì 16 dicembre 2022

Il canto di Natale - Charles Dickens

Il canto di Natale
Charles Dickens
trad. Bruno Amato
Feltrinelli 2022

È il più famoso tra i racconti natalizi scritti da Dickens, nel 1843. Un racconto che ha avuto la forza di attingere all'immaginario popolare e a sua volta plasmarlo con forza. Per esempio, il personaggio di Paperon de' Paperoni in inglese si chiama Scrooge McDuck, lo stesso nome cioè dell'"avaro cattivo e senza cuore" di questo racconto dickensiano. Scrooge è talmente cattivo e avaro da rifiutare anche il calore del Natale, per lui solo una perdita di tempo e di soldi. Sarà il fantasma del suo ex socio Jacob Marley a visitarlo per primo. Poi lo visiteranno altri tre spiriti, che gli restituiranno in rapida sequenza la visione del suo Natale passato (di quando cioè lui era un bambino solo e triste), di quello presente (quello del suo contabile Cratchit e del figlio in predicato di morte per la mancanza di cure adeguate) e infine del Natale futuro, quello della sua morte, che verrà accolta con derisione e freddezza da tutti i suoi conoscenti. È in questo momento che il vecchio avaraccio si pente dei suoi comportamenti e cambia finalmente registro, ravvedendosi e celebrando in modo adeguato lo spirito del Natale, con generosità e trasporto per gli affetti familiari.


Citazioni:


L’impiegato si metteva sulle spalle la sua sciarpa di lana bianca e cercava di riscaldarsi alla fiammella della candela, tentativo che, non essendo lui un uomo di forte immaginazione, andava sempre a vuoto.

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Sono tante le cose che avrebbero potuto farmi del bene, e da cui non ho visto arrivare alcun vantaggio, direi, - rispose il nipote - E tra queste il Natale. [...] un momento di benevolenza, di perdono, di carità, di dolcezza; l’unico momento che io conosca, nel lungo calendario dell’anno, in cui uomini e donne mostrano una pari disponibilità ad aprire liberamente i propri cuori serrati, e a vedere quelli che sono al di sotto di loro davvero come compagni di viaggio verso la tomba, e non come esseri di una diversa razza impegnati in percorsi di altro genere.

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... ecco il mio impiegato, con quindici scellini alla settimana e una moglie e una famiglia da mantenere, che parla di felice Natale. Da rinchiudere in manicomio.

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Era una successione di tetre stanze, in una costruzione fatiscente in fondo a un cortile, dove appariva così fuori luogo che non si poteva fare a meno di immaginare che doveva essere capitata lì in giovane età giocando a nascondino con altre case, e non era più stata capace di trovare la via d’uscita.

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È richiesto a ogni uomo, - rispose il Fantasma, - che lo spirito che è dentro di lui si muova tra gli uomini suoi simili, e si aggiri in lungo e in largo; e se quello spirito non lo fa durante la vita, è condannato a farlo dopo la morte.

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Porto la catena che mi sono forgiata nella vita - rispose il Fantasma.

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È una giusta, equilibrata, nobile disposizione delle cose che se da una parte esiste il contagio di malattie e tristezza, non c’è nulla al mondo di così irresistibilmente contagioso dell’ilarità e del buonumore.
 
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Onorerò il Natale nel mio cuore, e cercherò di conservarmi in questo stato d’animo per tutto l’anno. Vivrò nel passato, nel presente e nel futuro, e i tre spiriti saranno sempre presenti in me."

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Qualcuno rideva della trasformazione che vedeva in lui, ma lui li lasciava ridere e ben poco se ne curava, perché era abbastanza saggio per sapere che nulla mai accade di buono su questo pianeta di cui certa gente all’inizio non rida; e sapendo che questi sarebbero stati ciechi in ogni caso, pensava che era meglio che strizzassero gli occhi per una risata che non per motivi più spiacevoli come una reale cecità. A ridere era anche il suo stesso cuore: e questo per lui era più che sufficiente.


mercoledì 14 dicembre 2022

Fuga dal Natale - John Grisham



Fuga dal Natale
John Grisham
trad. Tullio Dobner
Mondadori, 2002 
 
Solo l'anno prima la famiglia Krank aveva speso 6100 dollari per preparare il Natale. Quest'anno papà e mamma Krank si trovano all'aeroporto per salutare, pochi giorni prima di Natale, la figlia Blair in partenza per una missione umanitaria in Perú. Un pensiero un po' folle si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair?! E se lo saltassero? E se utilizzassero quei 6100 dollari per la crociera ai Caraibi che da anni si sono sempre negati? Basta non andare dal rosticciere (che sollievo evitare la ressa), non invitare nessuno al party (troveranno certo dove andare quegli scrocconi), non montare nessun Frosty sul tetto (operazione, per altro, pericolosa per un uomo di cinquantaquattro anni). Il grande piano è deciso e messo in atto, prima in modo titubante, poi spavaldo. Ma il Natale, con la sua straordinaria potenza consumistica, con la sua ingombrante presenza moralistica, sta per prendersi la più esilarante e sferzante rivincita sui poveri Krank.
Una favola classica dei tempi moderni, un'ironica provocazione che regala momenti di puro divertimento e che ci fa scoprire John Grisham geniale scrittore della commedia umoristica e disincantato osservatore di una tradizione di cui ormai non possiamo fare a meno.


Citazioni:

Per lei le festività cominciavano alla fine di ottobre e prendevano progressivamente slancio fino al momento fatidico, una maratona di dieci ore il giorno di Natale con quattro pasti e la casa stipata di gente.

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L'imbustamento avveniva a casaccio, però sotto Natale i commessi si animavano di sorrisi ed entusiasmo e mostravano una sorprendente memoria nel ricordare il nome dei clienti. Era la stagione delle mance...

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Si fece avanti anche Enrique e spiegò che lui e il suo nuovo amico avrebbero intonato alcuni canti natalizi della tradizione peruviana. Marty cominciò a suonare con entusiasmo e il duetto ebbe inizio dando prova di apprezzabile armonia. Il testo era incomprensibile al pubblico, ma il messaggio era chiaro: Natale era un'occasione di gioia e pace per tutto il mondo.