domenica 13 novembre 2022

Hollow City. Il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

Hollow City. Il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Aurelia Di Meo
Rizzoli, 2016 
 
Chi è Jacob Portman? Un ragazzo qualunque finito dentro un'avventura più grande di lui, o un predestinato, uno Speciale dai poteri prodigiosi, cacciatore di mostri terrificanti? Nessuno conosce la verità. L'unica cosa certa è che sembrano trascorsi secoli dal giorno in cui la misteriosa morte del nonno lo ha spinto a indagare sul passato della sua famiglia, catapultandolo sull'isoletta di Cairnholm, al largo delle coste gallesi. È qui che si imbatte nella bizzarra e affascinante combriccola degli Speciali: creature dotate di curiosi e irripetibili poteri, membri superstiti di una stirpe meravigliosa, costretti, per sfuggire alla persecuzione di un mondo ottusamente normale, ad affidarsi alle inflessibili cure di Miss Peregrine, la donna-uccello in grado di manomettere il tempo. Ma ora che Miss Peregrine è ferita e non riesce a recuperare le proprie sembianze umane, i ragazzi speciali e Jacob dovranno vedersela da soli con chi minaccia di distruggerli, e così abbandonare l'eterno presente in cui hanno vissuto per avventurarsi nel mondo reale. "Hollow City" è il secondo volume della trilogia di Miss Peregrine. 
 
 
Citazioni:
 
Sono nato il giorno di Halloween e, fino a quando ho compiuto otto anni, i miei genitori mi hanno fatto credere che le caramelle che la gente mi dava per “dolcetto o scherzetto” fossero regali di compleanno.

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Non si tratta di destino - dissi - ma credo che nel mondo esista un equilibrio, e che di tanto in tanto forze a noi sconosciute intervengano per raddrizzare l’ago della bilancia.
 
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In fondo, quella vita Speciale era ciò che avevo sempre voluto. Era strano, però, che si potesse vivere i propri sogni e insieme i propri incubi.
 
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Piovono bombe e noi leggiamo favole.
 
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E i bombardieri illuminavano la lista degli orrori sganciando bagliori che brillavano come i flash di mille macchine fotografiche. Come a dire: Guardate cos’abbiamo fatto.
 
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Avrei voluto dirle che non poteva sentirsi sempre in colpa e che ridere non peggiorava la situazione, proprio come piangere non l’avrebbe migliorata. Che ridere non significa fregarsene o dimenticare, vuol dire semplicemente essere umani.
 
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“L’incognito aveva un che di romantico ma, quando veniva scoperto e catalogato, un luogo perdeva il suo fascino e si spogliava del suo mistero, trasformandosi nell’ennesimo dato polveroso in un libro. In fondo, forse era meglio lasciare qualche zona d’ombra sulla mappa. Permettere al mondo di conservare un po’ della sua magia, anziché costringerlo a rivelare ogni segreto.
Forse, di tanto in tanto, era meglio immaginare.”

 
 
 

sabato 12 novembre 2022

Il libraio di Venezia - Giovanni Montanaro

Il libraio di Venezia
Giovanni Montanaro
Feltrinelli, 2020

In campo San Giacomo, a Venezia, c'è la Moby Dick, una libreria di quelle "che ti sorprende che esistano ancora, anche se ci sono in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse". Il suo libraio si chiama Vittorio, ha passato i quarant'anni, vive per i suoi libri, combatte per continuare a venderli. Un giorno incontra Sofia, gli occhi chiari e le risposte svelte, che prende l'abitudine di andare a trovarlo. Il 12 novembre 2019, però, 187 centimetri di acqua alta eccezionale inondano le case, i negozi, sommergono gli scaffali di Vittorio. Le pagine annegano, e "campo San Giacomo è pieno di libri perduti, e pare che tutto sia perduto". Giovanni Montanaro, che ha vissuto in prima persona i giorni tragici dell'inondazione, li racconta in un modo lontano dalle cronache che hanno commosso il mondo. Racconta l'angoscia dell'acqua che sale, che distrugge, ma mostra anche un'altra Venezia, i giovani, i cittadini che reagiscono, l'allegria nata in mezzo allo sfacelo, fatta della capacità di aiutarsi, di rinascere. Personaggi, emozioni, colpi di scena il cui cuore è Venezia, sono i librai, è l'amore per i libri e l'amore che nasce grazie ai libri, è la tenacia di salvare le cose più care, a ogni costo. Un racconto che non rappresenta più soltanto Venezia ma diventa il simbolo di ogni improvvisa, tragica emergenza e di ogni faticosa rinascita. Per la prima volta Vittorio pensa che quei libri non sono morti, anche se sono ammaccati, anche se non sono più perfetti - come capita agli uomini, di ammaccarsi, ma poi di restare vivi.


Incipit:

A Venezia, all’angolo tra campo San Giacomo e calle del Tentor, c’è una piccola libreria, di quelle che ti sorprende che esistano ancora, nonostante tutto quello che succede. Eppure, ce ne sono così in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse. Sembrano tutte simili, ma quando si entra non ce n’è una uguale all’altra.
La libreria di San Giacomo è di due sole stanze, ma ci si può perdere come nel labirinto di Minosse. Sopra robusti scaffali di legno scuro, milioni di parole si rincorrono tra le pareti come pesci nell’oceano.
Il libraio si chiama Vittorio; non si è accorto di aver passato i quarant’anni, ne dimostra meno. È nato in mezzo alle montagne, in un paesino del Cadore dove non vive quasi più nessuno. Delle Dolomiti, ha l’energia delle tempeste e la timidezza del tramonto. Forte come Ercole, sposta senza fatica casse zeppe di volumi fino all’orlo, ma quando prende un libro in mano è come se cullasse un bambino.



Citazioni:

Come siamo tutti fragili, tutti buffi. E come va avanti la vita, sempre, in qualche modo.

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Non tutti magari, ma una decina, una ventina, le macchie che diventano storia, un modo per sopravvivere, chissà se è autorizzato a venderli, meglio forse regalarli, e per la prima volta pensa che quei libri non sono morti, anche se sono ammaccati, anche se non sono più perfetti – come capita agli uomini, di ammaccarsi, ma poi di restare vivi.

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Tra tutto quello di prezioso, di insostituibile che l’acqua ha travolto, i libri occupano un posto particolare, simbolico, per l’effetto che l’acqua produce sulla carta, per ciò che i libri rappresentano: identità, memoria. Le librerie si sono trovate in enorme difficoltà, così come le biblioteche pubbliche e i privati che tenevano i libri al pianterreno.

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I librai sono anche i depositari della cultura e della memoria, poiché noi siamo ciò che leggiamo e deriviamo dai nostri libri.



 

venerdì 11 novembre 2022

Sensi di viaggio - Marco Aime

Sensi di viaggio
Marco Aime
Ponte alle Grazie, 2016

Viaggiare, un mito dei nostri tempi, un modo per entrare in contatto con la realtà e con noi stessi. Ma anche un genere di consumo, un piatto pronto cucinato con emozioni preconfezioante. Questo libro vuol far tabula rasa del consumismo, per pensare e raccontare il viaggio come se fosse un’esperienza sempre nuova, senza pregiudizi, mode, atteggiamenti, bagaglio culturale a carico o chissà quanti altri vizi e abitudini. Perché il viaggio ritorni a essere un’esperienza autentica e unica, è necessario passare attraverso il proprio corpo, ascoltarne i messaggi, decifrarne i cambiamenti, imparare ad esporlo alle sollecitazioni che provengono dall’esterno senza averne paura. E allora riscopriamo i sensi e la corporeità:; il piacere di sudare, di rabbrividire, di rimanere abbagliati dal sole o di sentire la sabbia sulla pelle, o lo sgomento di ascoltare l’urlo assordante delle cascate Vittoria. Dalla Scozia al Marocco, dall’Ecuador a Jaipur, dal Mali al Benin, Marco Aime, antropologo e viaggiatore, racconta con occhio limpido paesaggi, atmosfere, persone sensazioni, emozioni: parla di sé e parla di noi, umanità in viaggio.



Incipit:

Puoi restare fermo, immobile e attendere che l’ombra diventi un sottile bordo nero e lentamente si sposti, ti giri attorno, si accorci, si nasconda sotto i tuoi piedi, quasi a scomparire, poi si riaffacci per allungarsi verso oriente fino a svanire stingendosi nel buio. Oppure muoverti, farla impazzire con cambi repentini, con passi zigzaganti, salendo e scendendo lungo i sentieri e le strade. Puoi lasciare la tua ombra al suo destino immutabile di satellite senza corpo oppure portarla con te, strofinandola sui terreni che ti passano sotto i piedi, sporca, infreddolita o schiantata dall’afa.


Citazioni:

Dalle borse di paglia continuavano a uscire quantità enormi di cibo, vestiti, oggetti vari. Il vagone era diventato un insieme di piccole case, nelle quali ogni famiglia riproduceva i suoi gesti quotidiani.

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Il sapore sciacquato del caffè in polvere degli aerei che ti dà il senso di essere partito.

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Il viaggio, quello vero, è fatto di odori. L’odore di terra inzuppata dell’Africa dopo le piogge, l’odore che trafigge certe strade di Bangkok, l’odore di grasso delle città del Medio Oriente, il tanfo di marcio di Bombay, quello dell’umidità salmastra dei mari del nord, l’odore di sabbia arida del Sahel, quello di foglie bagnate dei tropici, o del fieno appena tagliato o di una guayava appena morsicata. Gli odori, poi, come la musica muovono i ricordi, ma la mente non ha odore. E casa tua ha sempre il solito odore, il tuo.


giovedì 10 novembre 2022

Oceano mare - Alessandro Baricco

Oceano mare
Alessandro Baricco
Feltrinelli, 2013

Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici.


 
Citazioni:

Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli?

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Si sentiva il mare, come una slavina continua, tuono incessante di un temporale figlio di chissà che cielo. Non smetteva un attimo. Non conosceva stanchezza. E clemenza.
Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.


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Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.

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Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.

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Ti ho amato perchè il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio.

mercoledì 9 novembre 2022

Il detective Kindaichi - Yokomizo Seishi

Il detective Kindaichi
Yokomizo Seishi
trad. Francesco Vitucci
Sellerio Editore Palermo, 2019
 
Un enigma della camera chiusa. Doppio omicidio nella dépendance della grande magione degli Ichiyanagi, ricchi e influenti possidenti. Il primogenito Kenzō, assieme alla giovane moglie, è ritrovato sgozzato, immersi i due corpi in un lago di sangue, nello stesso giorno delle nozze. L'ambiente dove è avvenuto il delitto è ermeticamente chiuso dall'interno, e l'arma del delitto, una spada tradizionale giapponese, giace a terra fuori dalla porta. Un brivido di terrore in più, che raggela gli abitanti della dimora, viene dal suono inspiegabile, nelle tardissime ore della notte, di un antico strumento a corde, il koto (il narratore della vicenda si riferisce ad essa come al «caso del koto stregato»). E nei dintorni si aggira uno strano personaggio, il viso sfregiato e solo tre dita nella mano, le cui impronte si trovano dappertutto. Yokomizo Seishi, massimo esponente del crime nipponico, attivissimo nei decenni di metà secolo scorso nell'epoca d'oro del giallo deduttivo, aveva una passione per il sottogenere della camera chiusa, tanto da essere soprannominato il «John Dickson Carr giapponese». In comune con il suo omologo anglosassone, aveva la capacità di tinteggiare le atmosfere di un terrore che sfiorava il soprannaturale, oltre al talento di ideare «miracoli criminali». Gli ingredienti essenziali di questo sottogenere sono tre. La tensione del mistero inspiegabile che si scioglie con la scoperta del geniale marchingegno dell'assassino. L'ambientazione suggestiva: come è appunto quella inusuale, tenebrosa, alquanto esotica del mondo dei grandi ex feudatari nipponici. E infine il fascino del bizzarro investigatore: e quello di Yokomizo Seishi, il detective privato Kindaichi Kōsuke, è giovanissimo, un ventenne, di piccola statura, trasandato nel vestire quasi oltre la decenza, presuntuoso a rasentare lo sprezzo.
 
 
Citazioni:
 
È strano. Ma quando la gente scopre che sono un autore di romanzi gialli, sembra che avverta un bisogno irrefrenabile di condividere con me tutti i particolari dei delitti di cui è a conoscenza.
 
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I romanzi non c’entrano con la realtà. Nei gialli l’assassino si nasconde sempre tra i personaggi della storia, mentre nel mondo reale questo non accade.
 
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Kenzō rimase silente davanti agli attacchi che provenivano dalla famiglia, non accennò nemmeno una reazione. L’acqua, si sa, vince sempre sul fuoco. E così, col passare del tempo, agli oppositori venne meno il fiato. Le loro voci si affievolirono. I loro passi si fecero incerti. E con un amaro sorriso stampato sul volto alzarono tutti le mani dovendo ammettere la propria sconfitta.
 
 
 

martedì 8 novembre 2022

Good omens. Le belle e accurate profezie di Agnes Nutter, strega - Terry Pratchett, Neil Gaiman

Good omens. Le belle e accurate profezie di Agnes Nutter, strega
Terry Pratchett, Neil Gaiman
trad. Luca Fusari
Mondadori, 2019
 
Il mondo finirà sabato. Sabato prossimo. Subito prima di cena, secondo Le belle e accurate profezie di Agnes Nutter, strega, l'unico libro di profezie assolutamente accurato al mondo, scritto nel 1655. Le armate del Bene e del Male si stanno ammassando e tutto sembra andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un tantino pignolo e un demone che apprezza la bella vita non sono proprio entusiasti davanti alla prospettiva dell'Apocalisse... Ah, e pare anche che qualcuno si sia perso l'Anticristo. Metti insieme Terry Pratchett e Neil Gaiman... e si scatenerà l'inferno. In un modo fantastico.
Già pubblicato da Mondadori con il titolo Buona apocalisse a tutti!, Good Omens è ora una serie televisiva.
 
 
Citazioni:
 
È facile comprendere le vicende umane se si tiene conto che gran parte dei trionfi e delle tragedie della storia non sono causate da uomini irrimediabilmente buoni o cattivi, ma da uomini che sono irrimediabilmente umani.
 
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Se ne uscivano con idee disgustore che nessun demone avrebbe mai concepito in un migliaio di anni, vigliaccherie oscure, insensate, che solo una mente umana nel pieno possesso delle sue funzioni può escogitare, per poi proclamare: "E' stato il demonio a guidarmi" conquistando così le simpatie dell corte, quando invece è assai raro che il demonio costringa chichessia a fare qualcosa. Certi essere umani sono duri di comprendonio. L'Inferno non è una grande riserva di cattiveria [...] nè il Paradiso è una sorgente di bontà; sono solo due fazioni opposte nella grande partita a scacchi dell'universo. Il fatto è che la vera grazia e la vera cattiveria albergano nella mente degli uomini.
 
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E secondo Adam, per quanto ci si potesse cacciare nei guai, non c'era mela che non valesse la pena di essere colta.
 
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Gli esseri umani, in fondo, non sono cattivi. Si lasciano solo entusiasmare dalle novità, e allora, magari, decidono di indossare abiti militari e sparare a qualcuno, oppure di indossare lenzuola bianche e linciare qualcun altro, o ancora di indossare jeans stinti e suonare la chitarra, davanti a qualcun altro ancora. Offrite alla gente un credo nuovo e un bel costume di scena, e vi si concederà anima e corpo.
 
 
 

lunedì 7 novembre 2022

I colori delle stelle. L'avventura di Van Gogh e Gauguin - Marco Goldin

I colori delle stelle. L'avventura di Van Gogh e Gauguin
Marco Goldin
Solferino, 2018

I due mesi che i pittori Vincent van Gogh e Paul Gauguin vissero insieme nella Casa Gialla ad Arles, dal 23 ottobre al 23 dicembre 1888, restano tra i momenti più intensi e decisivi dell’intera storia dell’arte. Intensi e talvolta anche drammatici: Vincent si taglierà un orecchio alla vigilia del Natale, Paul fuggirà a Parigi… sessanta giorni che questo romanzo ricostruisce attingendo alle fonti, dai giornali alle lettere tra i due artisti, e restituendo con sensibilità non solo la storia ma le atmosfere, le ispirazioni, i moti dell’anima. Alla ribalta come veri e propri protagonisti troviamo anche, naturalmente, le decine di quadri che i due artisti dipinsero nelle settimane passate in Provenza, tra il lavoro en plein air nei campi e lungo i canali e quello nel piccolo studio, al piano terra della casa in place Lamartine. Con una scrittura evocativa e vibrante, Marco Goldin ci accompagna per mano nei luoghi provenzali, tra notti stellate e campi di grano, tra gli uliveti e le piccole montagne delle Alpilles, in Bretagna e a Auvers-sur-Oise dove Vincent morirà. Fino al momento cruciale della partenza di Gauguin dal porto di Marsiglia, sulla nave Océanien, per Tahiti. È il primo giorno di aprile del 1891 e un pittore va incontro al suo destino.


Citazioni:

Vide alcuni girasoli, e li giudicò bellissimi. Il giallo accartocciato del fiore si posava su un blu profondo, che era come una notte accompagnata qua e là dalle stelle. Un mantello, quel blu, un colore che si sentiva addosso come se qualcuno si stesse prendendo cura di lui.

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Nel momento in cui era entrato in quella casa per la sua prima notte, a metà settembre, Vincent aveva dipinto un autoritratto. Come segno di benvenuto a se stesso, ma anche come immagine da ricordare.

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Un po’ giapponese, un po’ Puvis, un po’ provenzale, nel suo vestito rosso e blu a righe, la ragazza sembrava essere un omaggio a tutto quello che anche Gauguin amava.

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E poi, cos'è lo stile? Si domandava. Cosa sarà mai questo stile se non sentire come la vita ti entri dentro e ti spacchi il cuore e ti cerchi l'anima e fino a che non hai dipinto tutto questo non ti dai pace. Non sarà forse questo cercare un colore, un segno nell'aria, lo stile?

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Prese il sentiero che correva lungo il muro esterno e dopo dieci minuti di cammino si fermò in mezzo a un campo di ulivi che aveva visto nelle esplorazioni precedenti e che gli era piaciuto molto. Sotto gli alberi cresceva un’erba disordinata, a piccole onde, con delle increspature d’oro poiché la luce del sole entrava tra i rami. I tronchi sembravano azzurri, prendevano il riflesso di un cielo del primo mattino. Tutto era perfetto, davanti a lui e nella sua anima.