martedì 20 dicembre 2022

La biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Barbara Bonadeo
Rizzoli, 2017
 
L'avventura cominciata con "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali", e proseguita con "Hollow City", trova, in questo terzo libro, un finale eccitante, pieno di suspense. Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viaggio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l'adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison MacHenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil's Acre, i bassifondi più abietti dell'Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte. Come i primi due romanzi della saga, "La biblioteca delle anime" è un fantasy ad alto tasso di emozione impreziosito da bizzarre fotografie vintage.
 
 
Citazioni:
 
Il problema del confine tra imprudenza e stupidità grave è che spesso capisci da che parte ti trovi solo quando è già troppo tardi.
 
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Mi sentivo come uno di quegli eroi mitologici che dopo mille battaglie riemergono dal regno dei morti solo per accorgersi che il mondo sulla Terra è ugualmente maledetto.
 
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Era lì e teneva duro, si rifiutava di abbandonare la sua postazione. Era come l’ultimo guardiano di fronte alla fine del mondo.
 
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Io avevo già ucciso i miei demoni, ma l’effetto di quelle vittorie era già esaurito; altri si erano prontamente sollevati per sostituire i caduti.
 
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Possedeva questa straordinaria capacità di trasformare la tristezza in rabbia e la rabbia in volontà, e per questo motivo non c’era nulla che potesse abbatterla veramente.
 
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Un opportunista che si spaccia per amico è certamente più pericoloso di un nemico dichiarato.
 
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Ormai, una delle verità definitive della mia vita era che, per quanto mi sforzassi di tenerle piatte e bidimensionali, imprigionate nella carta e nell’inchiostro, ci sarebbero sempre state leggende che rifiutano la gabbia dei libri.
 
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Ma ora mi stai facendo promesse che potresti non mantenere, ed è proprio così che le persone che si amano si feriscono l’un l’altra, e in profondità.
 
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Nel corso della nostra vita, individuiamo molto presto i talenti di cui disponiamo e ci concentriamo su quelli a scapito degli altri. Non è che non esistano altre possibilità; è che non le coltiviamo.
 
 
 

domenica 18 dicembre 2022

Miracolo in una notte d'inverno - Marko Leino

Miracolo in una notte d'inverno
Marko Leino
trad. Rosario Fina
Feltrinelli, 2021

Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l'aiuto del nonno, vi scoprono un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: «Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas». Pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: «Immaginate di avere ali immense come quelle di un'aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all'isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...». Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, che ha solo cinque anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l'amore e scopre nuove fonti di gioia. Ma non dimentica mai l'amata sorellina, finché un giorno, nel villaggio, nasce una nuova bambina di nome Ada, che riesce a provocare in Nikolas un'incredibile trasformazione.

 
Citazioni:

Volare è facile. Tutti hanno un paio di ali dentro, bisogna solo trovarle...
 
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Chiuse gli occhi e provò un senso di ebbrezza. Voleva conservare per sempre quella sensazione dentro di sé. Lo avrebbe aiutato a superare i momenti più difficili, gli avrebbe dato la forza di vivere.

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Chiuse gli occhi e nella sua mente cominciarono a sfilare i ricordi felici. Perle di una collana infinita, capaci di fargli dimenticare il vento freddo e di riscaldarlo fin dentro il cuore.
 
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Conosco bene la sofferenza, e so cosa può fare alle persone.
 
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Ogni anno che passa lascia un anello nel tronco degli alberi, e lo stesso fa con le persone.

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La mente umana tende spesso a rimodellare il mondo circostante per renderlo più tollerabile.
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Perché l’Uomo del Natale vuole che la gioia del ricevere ci insegni quanto sia importante dare. Donando agli altri, riceviamo in cambio molto più di quello che diamo.

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In quel momento, Ada ancora non sapeva che avrebbe raccontato la storia dell’Uomo del Natale ai bambini di Korvajoki ogni anno, per tutta la vita. Una storia destinata a cambiare nel corso degli anni, perché Uomo del Natale doveva un po’ alla volta trasformarsi in Babbo Natale.

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Vedi, io ho un sogno. Vorrei che questa tradizione continuasse anche quando non ci sarò più - aveva detto Nikolas.
 
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Ma questa volta non corse, camminò con calma, liberandosi a ogni passo dalle catene con cui si era lei stessa imprigionata.


venerdì 16 dicembre 2022

Il canto di Natale - Charles Dickens

Il canto di Natale
Charles Dickens
trad. Bruno Amato
Feltrinelli 2022

È il più famoso tra i racconti natalizi scritti da Dickens, nel 1843. Un racconto che ha avuto la forza di attingere all'immaginario popolare e a sua volta plasmarlo con forza. Per esempio, il personaggio di Paperon de' Paperoni in inglese si chiama Scrooge McDuck, lo stesso nome cioè dell'"avaro cattivo e senza cuore" di questo racconto dickensiano. Scrooge è talmente cattivo e avaro da rifiutare anche il calore del Natale, per lui solo una perdita di tempo e di soldi. Sarà il fantasma del suo ex socio Jacob Marley a visitarlo per primo. Poi lo visiteranno altri tre spiriti, che gli restituiranno in rapida sequenza la visione del suo Natale passato (di quando cioè lui era un bambino solo e triste), di quello presente (quello del suo contabile Cratchit e del figlio in predicato di morte per la mancanza di cure adeguate) e infine del Natale futuro, quello della sua morte, che verrà accolta con derisione e freddezza da tutti i suoi conoscenti. È in questo momento che il vecchio avaraccio si pente dei suoi comportamenti e cambia finalmente registro, ravvedendosi e celebrando in modo adeguato lo spirito del Natale, con generosità e trasporto per gli affetti familiari.


Citazioni:


L’impiegato si metteva sulle spalle la sua sciarpa di lana bianca e cercava di riscaldarsi alla fiammella della candela, tentativo che, non essendo lui un uomo di forte immaginazione, andava sempre a vuoto.

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Sono tante le cose che avrebbero potuto farmi del bene, e da cui non ho visto arrivare alcun vantaggio, direi, - rispose il nipote - E tra queste il Natale. [...] un momento di benevolenza, di perdono, di carità, di dolcezza; l’unico momento che io conosca, nel lungo calendario dell’anno, in cui uomini e donne mostrano una pari disponibilità ad aprire liberamente i propri cuori serrati, e a vedere quelli che sono al di sotto di loro davvero come compagni di viaggio verso la tomba, e non come esseri di una diversa razza impegnati in percorsi di altro genere.

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... ecco il mio impiegato, con quindici scellini alla settimana e una moglie e una famiglia da mantenere, che parla di felice Natale. Da rinchiudere in manicomio.

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Era una successione di tetre stanze, in una costruzione fatiscente in fondo a un cortile, dove appariva così fuori luogo che non si poteva fare a meno di immaginare che doveva essere capitata lì in giovane età giocando a nascondino con altre case, e non era più stata capace di trovare la via d’uscita.

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È richiesto a ogni uomo, - rispose il Fantasma, - che lo spirito che è dentro di lui si muova tra gli uomini suoi simili, e si aggiri in lungo e in largo; e se quello spirito non lo fa durante la vita, è condannato a farlo dopo la morte.

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Porto la catena che mi sono forgiata nella vita - rispose il Fantasma.

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È una giusta, equilibrata, nobile disposizione delle cose che se da una parte esiste il contagio di malattie e tristezza, non c’è nulla al mondo di così irresistibilmente contagioso dell’ilarità e del buonumore.
 
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Onorerò il Natale nel mio cuore, e cercherò di conservarmi in questo stato d’animo per tutto l’anno. Vivrò nel passato, nel presente e nel futuro, e i tre spiriti saranno sempre presenti in me."

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Qualcuno rideva della trasformazione che vedeva in lui, ma lui li lasciava ridere e ben poco se ne curava, perché era abbastanza saggio per sapere che nulla mai accade di buono su questo pianeta di cui certa gente all’inizio non rida; e sapendo che questi sarebbero stati ciechi in ogni caso, pensava che era meglio che strizzassero gli occhi per una risata che non per motivi più spiacevoli come una reale cecità. A ridere era anche il suo stesso cuore: e questo per lui era più che sufficiente.


mercoledì 14 dicembre 2022

Fuga dal Natale - John Grisham



Fuga dal Natale
John Grisham
trad. Tullio Dobner
Mondadori, 2002 
 
Solo l'anno prima la famiglia Krank aveva speso 6100 dollari per preparare il Natale. Quest'anno papà e mamma Krank si trovano all'aeroporto per salutare, pochi giorni prima di Natale, la figlia Blair in partenza per una missione umanitaria in Perú. Un pensiero un po' folle si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair?! E se lo saltassero? E se utilizzassero quei 6100 dollari per la crociera ai Caraibi che da anni si sono sempre negati? Basta non andare dal rosticciere (che sollievo evitare la ressa), non invitare nessuno al party (troveranno certo dove andare quegli scrocconi), non montare nessun Frosty sul tetto (operazione, per altro, pericolosa per un uomo di cinquantaquattro anni). Il grande piano è deciso e messo in atto, prima in modo titubante, poi spavaldo. Ma il Natale, con la sua straordinaria potenza consumistica, con la sua ingombrante presenza moralistica, sta per prendersi la più esilarante e sferzante rivincita sui poveri Krank.
Una favola classica dei tempi moderni, un'ironica provocazione che regala momenti di puro divertimento e che ci fa scoprire John Grisham geniale scrittore della commedia umoristica e disincantato osservatore di una tradizione di cui ormai non possiamo fare a meno.


Citazioni:

Per lei le festività cominciavano alla fine di ottobre e prendevano progressivamente slancio fino al momento fatidico, una maratona di dieci ore il giorno di Natale con quattro pasti e la casa stipata di gente.

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L'imbustamento avveniva a casaccio, però sotto Natale i commessi si animavano di sorrisi ed entusiasmo e mostravano una sorprendente memoria nel ricordare il nome dei clienti. Era la stagione delle mance...

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Si fece avanti anche Enrique e spiegò che lui e il suo nuovo amico avrebbero intonato alcuni canti natalizi della tradizione peruviana. Marty cominciò a suonare con entusiasmo e il duetto ebbe inizio dando prova di apprezzabile armonia. Il testo era incomprensibile al pubblico, ma il messaggio era chiaro: Natale era un'occasione di gioia e pace per tutto il mondo.

 

lunedì 12 dicembre 2022

Un Natale di Maigret e altri racconti - Georges Simenon

Un Natale di Maigret e altri racconti
Georges Simenon
trad. Marina Di Leo
Adelphi, 2015

«Nessuno ammazza un poveraccio, che diamine! Oppure li si ammazza in serie, si fa una guerra o una rivoluzione. E se capita che un poveraccio si ammazzi con le proprie mani, non lo fa certo con una carabina ad aria compressa mentre si sta massaggiando i piedi. «Se almeno Tremblet avesse avuto un nome straniero, invece di essere banalmente del Cantal! Si sarebbe potuto supporre che appartenesse a chissà quale società segreta del suo Paese... «Insomma, quel Tremblet non aveva affatto le caratteristiche di uno che muore assassinato! Ed era proprio questo a rendere tutto più angosciante: l'appartamento, la moglie, i ragazzini, il marito in camicia e quel proiettile che aveva fatto psst...».

 
Citazioni:

Non nevicava. A cinquant’anni suonati, era ridicolo provare delusione perché la mattina di Natale non c’è la neve, ma le persone di una certa età sono molto meno serie di quanto non si figurino i giovani.

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Al contrario di quanto accade tanto sovente, non ci fu nessuna precisa combinazione, nessun vero colpo di scena. Non ci fu nessun caso fortunato: tuttavia la fortuna intervenne, e anche in modo continuativo, nel senso che ciascuna informazione capitò al momento giusto, coi mezzi più semplici, più naturali.

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Non per sfoggio, probabilmente anzi senza rendersene conto, ma per mimetismo, per ammirazione, era arrivato a imitare il suo superiore nei minimi gesti, negli atteggiamenti, nelle espressioni; e la cosa si notava più qui che in ufficio. Perfino quel suo modo d’inumidire l’orlo del bicchierino prima di bagnarvi le labbra.

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Forse le cose erano facilitate dal fatto che tutto ciò accadeva il giorno di Natale? La circolazione era meno attiva, il commercio quasi nullo. Senza contare che tutti tendono a ricordarsi con più precisione le cose avvenute in un giorno diverso dagli altri.


sabato 10 dicembre 2022

Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry


Il Piccolo Principe
Antoine de Saint-Exupéry
trad. Emanuele Trevi
Newton Compton Editori, 2015

"Il Piccolo Principe" è la storia dell'incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c'è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C'è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero.

 
 
Citazioni:

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.

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Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

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Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.

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Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole.

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«Mi domando», disse, «se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. Guarda il mio pianeta, è proprio sopra di noi... Ma come è lontano!»

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È molto più difficile giudicare se stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio.

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È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.

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Quando ero piccolo, le luci dell'albero di Natale, la musica della Messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo.

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Certo, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.



giovedì 8 dicembre 2022

Viaggiare controvento. Vol. 2 - Alpinisti illegali in URSS. - Cornelia Klauss, Frank Böttcher

Viaggiare controvento. Vol. 2 - Alpinisti illegali in URSS.
Cornelia Klauss, Frank Böttcher
trad. Giulia Bettiga
Keller, 2018

Tutti sappiamo della gente dell'est che fuggiva all'ovest durante la guerra fredda, ma che cosa sappiamo di chi invece voleva scoprire cosa stesse accadendo a Oriente? Queste sono le voci, le immagini, i resoconti di alcuni viaggiatori illegali nell'imperium sovietico. Giovani che negli anni Settanta e Ottanta si mettono in viaggio, non per sfuggire al comunismo riparando in Occidente ma per scoprire cosa ci fosse oltre l'orizzonte: montagne da scalare, altipiani e pianure da percorrere e popoli da scoprire e gente, tanta gente da incontrare. In questo secondo volume al centro c'è la natura e la montagna, le grandi cime sconosciute ai più. Christian Hufen e Kai Reinhart tracciano un aresco dei rapporti con l'alpinismo nei paesi dell'Est e nella DDR come prima non era mai stato fatto. Hartmut Beil ci porta nei suoi viaggi per raggiungere le alte quote attraverso l'immenso territorio sovietico e ancora le ascensioni sull'Elbrus, sul Picco Lenin e sul Picco del Comunismo. L'avventura però comincia molto prima nel lungo tragitto che conduce gli "alpinisti" dalla DDR alla base delle montagne - tra incontri, arresti e interrogatori - in cui si scopre una Unione Sovietica inconsueta.


Citazioni:

Superare i limiti esterni e interiori è uno degli aspetti dell’alpinismo.

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Gli incidenti erano considerati una conseguenza dell’egoismo e della corsa verso nuovi record tipici dell’Occidente, ai quali si contrapponeva invece “lo spirito dell’alpinismo sovietico con la sua ferrea disciplina, il suo collettivismo e la sua organizzazione”.

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La sera ti accoccolavi da qualche parte davanti al fuoco con una combriccola di persone, sotto una grande sporgenza rocciosa, ed eri lontano da tutto.

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Se avevo imparato qualcosa da quel viaggio, era che alle persone che incontri devi sempre raccontare cose credibili e comprensibili. Progetti straordinari come il Picco Lenin non erano per cittadini normali.

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Non ho mai avuto paura durante quei viaggi del tutto illegali, perché conosco bene l’essere umano. Mi avvicino agli altri e in ognuno vedo quanto c’è di buono.

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Sperimentammo più volte la famosa ospitalità russa. Probabilmente era dovuta al fatto che quelle presone erano sempre state molto povere. È una situazione che riguardava anche la DDR: c’era bisogno di relazioni. Ci si aiutava l’un l’altro.

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Lassù, tre i 6000 e i 7000 metri la mente dell’uomo cambia, non si pensa più a nulla, è tutto meccanico: Ora il piede qui. Respira profondamente tre volte. Il piede qua e ancora tre respiri. Soprattutto non cadere né addormentarti, si muore in un battibaleno.

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Questi paesaggi di montagna sono così veritieri, sono indescrivibili nella loro maestosa bellezza e grandezza. Emanano una forza sinistra. Sono pieni di promesse e anche spietati.

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Mi conforta sapere che il mare e le montagne tra decine di migliaia di anni saranno ancora lì e io spero, quando diventerò un granello di polvere, di ritrovarli là.