venerdì 30 settembre 2022

La memoria di Babel. L'Attraversaspecchi. Vol. 3 - Christelle Dabos

La memoria di Babel. L'Attraversaspecchi. Vol. 3
Christelle Dabos
trad. Alberto Bracci Testasecca
E/O, 2019

Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?




Citazioni:

Ofelia non sapeva quale prospettiva fosse più terrificante, se un mondo governato da Dio o un mondo governato da uomini che si sentono Dio.
 
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Certi esseri umani sono oggetti anche da vivi.

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L’unico vero sbaglio è quello che non correggiamo.

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Nell’istante in cui il pensiero prese forma capì la ragione del suo passaggio nel luogo di mezzo. Quello spazio era il riflesso del suo stato interiore. Né bambina né adulta, né ragazza né donna, era rimasta incastrata nella cerniera della propria vita. Aveva aspettato da Thorn parole e gesti che lei non aveva mai avuto per lui. In nessun momento aveva detto «noi». In nessun momento aveva fatto un passo verso di lui. In nessun momento si era messa a nudo.
 
 
 

 
 
 


Lullaby Road - James Anderson

Lullaby Road. La serie del deserto. Vol. 2
James Anderson
trad. Chiara Baffa
NN Editore, 2019

Anche nel deserto dello Utah è arrivato l'inverno. Ben Jones, alla guida del suo camion, guarda la statale 117 ricoprirsi di ghiaccio mentre cerca di rimettere in ordine la sua vita: l'amata Claire non c'è più e Walt pare sempre più chiuso in se stesso e nel suo diner solitario. Ma la solitudine dura poco: una mattina all'alba, alla stazione di servizio dello scontroso Cecil, Ben trova un bambino e un cane. Su un biglietto indirizzato a lui, il gommista Pedro gli chiede di badare a suo figlio Juan; e come se non bastasse, subito dopo anche Ginny, da poco diventata mamma, gli affida la piccolissima Annabelle. Con questi insoliti compagni Ben si mette in viaggio, ignaro del mistero che si nasconde nei grandi occhi neri di Juan. Con una scrittura ironica e suggestiva, nel secondo capitolo della Serie del Deserto James Anderson racconta una storia di frontiera dalle atmosfere noir, in cui Ben Jones è costretto a difendere chi ama in un mondo in balia della violenza, dove l'unica arma davvero efficace è la gentilezza.

 
Incipit:

Solo un silenzio fugace segnava il passaggio dall’estate all’inverno. Dopo aver vissuto nel cuore del deserto dello Utah gran parte dei miei quasi quarant’anni, di cui venti alla guida di un camion, ero giunto alla conclusione che di fatto esistevano solo due stagioni: una calda e ventosa, l’altra fredda e ventosa. Tutto il resto era solo una variazione sul tema.
Una sera, sul tardi, mentre me ne stavo in dormiveglia nel mio letto, capii che quel silenzio significava che la stagione era cambiata. Mi piace pensare di saperne qualcosa, del silenzio. Il vero silenzio è più che assenza di suoni: è qualcosa che si percepisce. Qualche attimo prima un vento costante aveva disperso i rumori residui della sera – il motore di una macchina, le parole dei vicini dietro le porte chiuse, un cane che abbaiava da qualche parte – il solito frastuono ovattato delle vite intorno a me. Poi più nulla, niente di niente, come se il deserto e tutti quelli che lo abitavano fossero svaniti lasciandosi dietro solo un’incurante luce senza stelle.

 
Citazioni:

La gente non si chiedeva quasi mai il perché: sapeva il perché. Quello che non ti uccideva non ti fortificava, e nemmeno ti rendeva più saggio, semplicemente aspettava con pazienza la prossima occasione.

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Gli addii alle persone a cui tieni davvero non sono questione di pochi istanti. Magari ci si saluta a parole, ma l’addio continua anche dopo.
 
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Ero convinto che, anche se ci fossero state solo due persone sulla terra, prima o poi i loro sentieri si sarebbero incrociati in mezzo al nulla, come se l’umanità fosse dotata di un radiofaro che indica la strada di casa, e la casa fosse sempre un altro essere umano.
 
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Dire grazie non dura mai molto. Sono le scuse che fanno perdere tempo.
 
 
 



giovedì 29 settembre 2022

Gli scomparsi di Chiardiluna. L'Attraversaspecchi. Vol. 2 - Christelle Dabos

Gli scomparsi di Chiardiluna. L'Attraversaspecchi. Vol. 2
Christelle Dabos
trad. Alberto Bracci Testasecca
E/O, 2019

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell'arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all'interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l'inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell'indagine solo per amore di Thorn, l'uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...


Citazione
:

Non sempre il passato era bello da guardare, ma gli errori delle persone che l’avevano preceduta sulla terra erano diventati anche i suoi. Se c’era una cosa che aveva capito nella vita, era che gli errori sono indispensabili per costruirsi.

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 “La verità è un fardello pesante, non tutte le spalle sono capaci di portarla.

 



Carrie - Stephen King

Carrie
Stephen King
trad. Brunella Gasperini
Bompiani, 2017

Carrie è un'adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un'occasione di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un'arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare.
 
 
Citazioni:

Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri! La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.

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Il «mi dispiace» è il pronto soccorso delle emozioni umane. È quello che dici quando rovesci una tazza di caffè, o mandi fuori pista una boccia quando giochi a bowling. Il vero dolore è raro come il vero amore.



mercoledì 28 settembre 2022

Il giro del mondo in ottanta giorni - Jules Verne

Il giro del mondo in ottanta giorni
Jules Verne
trad. Augusto Donaudy
Rizzoli, 2007
 
Il giro del mondo in ottanta giorni è forse il più noto tra i romanzi di Jules Verne, fonte di numerosi adattamenti televisivi e cinematografici. Il protagonista è un inglese vittoriano di nome Phileas Fogg che, per scommessa con i soci del suo club londinese, si imbarca nell'avventura di fare il giro del mondo in non più di ottanta giorni. Alla base della sua certezza vi è la convinzione tipica dell'Europa del suo tempo di aver domato il mondo, tanto da poter programmare ogni tappa solo sulla base degli orari ferroviari e di navigazione ufficiali. Fogg non è un normale turista, non è interessato alle bellezze dei luoghi che attraversa, ma a raggiungere in modo efficiente il suo obiettivo. Ad affiancarlo nell'impresa il domestico Jean, detto Passepartout, che lo aiuterà a risolvere gli imprevisti che incontrerà nel suo tour. In una ridda di imprese, a volte tragiche a volte comiche, Fogg alla fine riuscirà a vincere la scommessa, nonostante gli ostacoli che gli verranno opposti di continuo da un pertinace poliziotto inglese che lo insegue per tutto il mondo, convinto che sia l'autore di un grosso furto in banca.


Citazioni:

In quanto a dare uno sguardo alla città, non ci pensava neppure, appartenendo a quella sorta d’inglesi che fanno visitare dal proprio domestico i Paesi che attraversano.

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«Toccare il mio orologio, io?» esclamò Passepartout. «Mai!»
«Fate a modo vostro: vuol dire che non sarà più d’accordo col sole.»
«Peggio per il sole, signore! Sarà lui dalla parte del torto!
»




Delfini - Banana Yoshimoto

Delfini
Banana Yoshimoto
trad. Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 2011

Kimiko, giovane scrittrice di romanzi d'amore, esce con Goro. Una sera, dopo una visita all'acquario di Tokio per vedere i delfini, fanno l'amore, ma Kimiko capisce subito che la loro storia non ha futuro; Goro convive infatti con un'altra donna, più grande di lui e dalla quale non vuole separarsi. Kimiko decide allora di abbandonare Tokio per trovare rifugio in un tempio vicino al mare, dove conosce Mami, ragazza dalle doti soprannaturali. È da lei che viene a sapere di essere incinta. Le notti di Kimiko, i suoi sogni, si popolano di delfini, meravigliose creature che l'accompagnano, insieme ad Akane, la bambina che porta in grembo, verso un futuro che non si era immaginata. Un romanzo molto intimo, quasi privato, che apre una nuova area di esperienza emozionale del mondo di Banana Yoshimoto.

 
Citazioni:

Realizzai che il viaggio verso la guarigione, per quanto breve, era stato un'esperienza meravigliosa dall'inizio alla fine. Realizzai che anche nella monotonia della vita di tutti i giorni viviamo momenti a stretto contatto con la morte, e che la sofferenza è la prova del nostro essere. Nel vortice della malattia, ero sicura di avere annusato l'odore della morte, l'odore della fine. Un sentore flebile ma reale. E da lì, piano piano, avevo cominciato a ristabilirmi. Mentre si guarisce, si percepisce qualsiasi cosa come una gioia. Forse è il flusso della vita stessa che man mano riprende vigore.
 
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Una persona che nasce in un paese freddo, potrà forse sognare un'isola tropicale... Mi chiedo però in quanti siano riusciti davvero a scappare dalla loro terra. Accettare il proprio ambiente non è forse una delle caratteristiche di noi esseri umani?
Si dice che le genti del deserto amino la loro terra. Il cielo tempestato di stelle che sembrano precipitare da un momento all'altro, il caldo e il freddo che accelerano il cammino verso la morte, la sabbia fine che si infila ovunque... Probabilmente perché è lì che sono nate.
Quando si nasce in un luogo, lo si accetta incondizionatamente e lo si ama. È forse questa la stupidità, e al tempo stesso il punto di forza degli esseri umani.


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A dire la verità sono una nostalgica che vorrebbe sempre fermare il tempo.
 
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Eppure in quell’istante e in quel luogo tutto era armonia. E c’ero pure io. Era l’illusione di un frangente, forse un momento dopo qualcosa avrebbe cambiato tutto. Purtroppo non potevo afferrare quell’istante per conservarlo. La luce del mattino, per quanto bella, non brilla mai in eterno. Era proprio per questo che cercavo di accumulare ricordi. Così tanti da non riuscire a tenerli con me o da essere sicura che non avrei potuto trattenerli tutto. Così tanti da arrivare a modellare ognuna delle mie cellule.


La vita in alto. Una stagione sull'Himalaya - Erika Fatland

La vita in alto. Una stagione sull'Himalaya 
Erika Fatland
trad. Sara Culeddu, Alessandra Scali
Marsilio, 2021

La narrativa sull'Himalaya ci ha abituati a storie di scalatori che affrontano l'Everest e di viaggiatori alla ricerca di esperienze spirituali nei monasteri buddhisti. Ma cosa sappiamo davvero dei popoli che vivono in quella regione? Dopo aver raccontato le repubbliche ex sovietiche e gli sterminati confini della Russia, Erika Fatland ci porta sulla catena montuosa più alta della Terra facendoci scoprire la sua gente, la sua cultura dalle mille facce, i suoi paesaggi eccezionali, ma anche la storia pressoché sconosciuta che è all'origine dei conflitti di oggi. Dal Pakistan al Myanmar, attraversando il Nepal, l'India, il Tibet e il Bhutan, Fatland si lancia in un nuovo itinerario affascinante e pieno di sorprese, dove a dominare la scena non sono solo vette maestose e orizzonti perduti, ma uomini, e soprattutto donne, in carne e ossa. Proprio l'essere donna, infatti, ha consentito a Fatland di avere accesso a un mondo spesso precluso al genere maschile, specialmente nelle società più tradizionali, e di indagare le abitudini meno note di persone che vivono in condizioni climatiche proibitive, isolate dal resto del mondo per gran parte dell'anno. Combinando il rigore dell'antropologa con la curiosità dell'esploratrice, la nuova voce del reportage internazionale, più volte paragonata a Bruce Chatwin, ci consegna un racconto di viaggio di grande qualità letteraria, il diario di un'avventura durata un anno tra cime vertiginose e valli lontanissime, comunità arcaiche e superpotenze economiche che sono già nel futuro.


Citazioni:

Quando si viaggia insieme ad altri, fosse anche una persona sola, si finisce subito in una specie di bolla, un piccolo mondo privato. Viaggiando da soli, invece, si è in balia dell’ambiente circostante, si è esposti, nudi.

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Le prime impressioni che si hanno di luoghi e persone sono molto preziose: ci trovano aperti, pronti ad assorbire tutte le novità. La seconda volta, invece, spesso siamo capaci di guardare oltre, al di là degli orpelli e della superficie.

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Per il viaggiatore attraversare un confine è un rito di passaggio: si lascia una realtà con la quale si è appena iniziato a prendere dimestichezza per ritrovarsi catapultati in un’altra, completamente sconosciuta. Nel tragitto da una stazione di frontiera all’altra, con il passaporto timbrato in uscita ma non ancora in entrata, ci si trova in una sorta di limbo, quello che gli antropologi definiscono «fase liminale»: un delicato momento di passaggio in cui ancora non si è compiuto un passo definitivo, l’iniziazione non si è ancora realizzata, e di conseguenza tutto può succedere.

 


 

 




martedì 27 settembre 2022

Nostalgistan. Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale - Tino Mantarro

Nostalgistan. Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale

Tino Mantarro
Ediciclo, 2019
«Ci si incastra in posti come questo per essere costantemente perseguitati dal desiderio di essere altrove. Ma, se fossimo altrove, moriremmo dalla voglia di farci un'idea di che cosa si nasconde dietro a questi nomi che mentre li pronunci già pensi di partire». Un viaggio tra gli Stan, nel cuore dell'Asia Centrale, vuoto geografico colmo di stupore e di assurdità. Attratto dall'estetica dello sfascio post sovietico, affascinato da una dimensione di desolata bellezza ricca di storie sepolte nella polvere, tra persone ospitali e doganieri corrotti, imam all'acqua di rose e mercanti svogliati, Tino Mantarro percorre quel che resta di un mondo un tempo attraversato da orde di mongoli, conteso da russi e inglesi nel Grande Gioco ottocentesco, e oggi, grazie agli investimenti cinesi, protagonista nella nuova Via della Seta. 
 
Citazione:
 
Così di Bukhara quella volta non vidi nulla se non la sinagoga, che mi ero intestardito a cercare.
Ne avevo letto su un libro di Colin Thubron; la volevo vedere, perché mi hanno sempre affascinato queste storie di popoli, gli arbeshe del Sud Italia, i walser in Piemonte, i gagauzi nella Repubblica Moldava, i vecchi credenti in Estonia e dozzine di altre minoranze, rimaste incastrate in qualche terra che non è la loro per le giravolte della storia.
 
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Perché siamo su questo pianeta una volta sola, e allora tanto vale farsi un’idea delle cose che inspiegabilmente ci attraggono.

 

 


La grande traversata - Shion Miura

La grande traversata
Shion Miura
trad. Gianluca Coci
Einaudi, 2018

Dopo oltre trent'anni di lavoro in una redazione Araki Kohei riesce ancora a stupirsi di fronte a un termine raro. Ritirarsi e passare il testimone è il suo ultimo compito, e forse il piú duro. Majime Mitsuya è timido, trasandato, la testa costantemente tra le nuvole. Araki però vede in lui il suo successore naturale. Del resto, Majime ha una sola passione, la lingua giapponese. O almeno cosí è stato fino a quando, complice Tora, il suo gatto e unico amico, non ha conosciuto Kaguya, la nipote della sua padrona di casa. Da allora, non fa che pensare a lei, al punto da indirizzarle una lettera d'amore: la piú goffa mai scritta, ma anche la piú toccante. 
 
 

Incipit:

Araki Kohei aveva dedicato ai dizionari la sua intera vita lavorativa e non solo. Le parole lo avevano sempre affascinato, fin da bambino. Cane, tanto per citarne una: inu, che in giapponese può significare anche «non esserci».  «Eppure il cane è sempre lì, basta solo nominarlo, ah ah ah!»… Era una delle tipiche battute che Araki si inventava tutti i giorni, roba da vecchi bacucchi che oggi farebbe storcere il naso a qualsiasi giovane impiegata. Le escogitava fin dai tempi della scuola, si divertiva a giocare con le parole già da piccolo e ne traeva un invincibile piacere.


Citazioni:

Lo sai perché abbiamo deciso di chiamare il nostro nuovo dizionario La grande traversata? Un dizionario è una nave che attraversa il mare delle parole, - disse Araki, come se stesse mettendo a nudo la propria anima. - Le persone salgono a bordo e raccolgono i minuscoli punti di luce che galleggiano sulla superficie scura delle onde. Lo fanno per rivelare agli altri i propri pensieri con la massima chiarezza possibile, usando i termini migliori. Senza i dizionari non potremmo che indugiare impauriti al cospetto della vastità di oceani infiniti.
 
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Non era in grado di comunicare con le persone, ma con i libri riusciva a fare qualunque cosa, persino a viaggiare in posti lontani e a immergersi in lunghe e tranquille conversazioni.

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Lungo la via verso la sede di Genubu shobo, il professore adorava dare un'occhiata alle tante librerie dell'usato dalle parti di Jinbocho e scovare le prime edizioni di romanzi vecchi e nuovi. il suo scopo principale, se non addirittura l'unico, era leggere quei libri non per semplice diletto, ma per individuare frasi interessanti da utilizzare come esempi. In un dizionario, segnalare la prima occorrenza assoluta di una determinata parola o espressione in opere narrative e altri scritti degni di nota era cruciale, contribuiva a incrementare la qualità e il prestigio dell'intero lavoro. Collezionare le prime edizioni di romanzi famosi era diventata molto presto un'abitudine per lui, una parte imprescindibile della sua ricerca infinita.
 
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Finché sei vivo, anche se mangi a crepapelle ti verrà di nuovo fame. E cosí le parole: anche se riuscirai a metterle momentaneamente in gabbia, si disperderanno di nuovo come fantasmi nel vuoto.

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Anche i migliori dizionari sono destinati a invecchiare e diventare quasi inservibili. Le parole sono entità viventi.”

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Piú si ha a cuore un progetto e piú si spera che anche gli altri diano il massimo. È come quando si ama qualcuno: si desidera essere ricambiati con la stessa passione ed energia.

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Richieste e aspettative troppo alte si trasformano spesso in veleno. E tu stesso resterai molto deluso quando ti renderai conto di non poter avere quello che cercavi. Finirai stremato, rassegnato e solo, incapace di avere fiducia negli altri.

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Noi esseri umani non siamo fatti per lavorare solo per il denaro.

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Se ci fosse di mezzo del denaro pubblico, stai sicuro che le autorità avanzerebbero la pretesa di interferire sul contenuto dei nostri dizionari. Non ci penserebbero due volte e pretenderebbero di dettare legge. Essendo in gioco la questione del prestigio nazionale, ridurrebbero la lingua a uno strumento di potere, a un modo per sostenere la supremazia dello Stato. [...] Le parole e il cuore di noi uomini che le creiamo sono assolutamente liberi dal potere e dall’influenza delle autorità.
 
 






lunedì 26 settembre 2022

Uomini e topi - John Steinbeck

Uomini e topi
John Steinbeck
trad. Michele Mari
Bompiani, 2016

La storia di un’amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come “i migliori progetti predisposti da uomini e topi” (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un’America soffocata dalla crisi e di un’umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura.

 
Citazioni:

È un bravo ragazzo,” disse Slim. “Un ragazzo non ha bisogno dell’intelligenza per essere bravo: a volte mi sembra che l’intelligenza fa il contrario. Prendi uno davvero sveglio, è difficile che sia una brava persona.

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Ho visto centinaia di uomini andarsene per strada di ranch in ranch, con i loro fagotti sulle spalle e la stessa dannata idea in testa. Centinaia. Arrivano, e poi se ne vanno da un’altra parte; e ognuno di loro ha in quella dannata zucca un pezzettino di terra. E mai che uno di quei fessi ci mette sopra le mani. Proprio come il Paradiso. Tutti a volere il loro pezzettino di terra. Ho letto una quantità di libri qua dentro. Nessuno va in Paradiso, e nessuno ottiene la terra. È solo nella loro testa. Passano il tempo a parlarne, ma è solo nella loro testa.
 
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Come accade talvolta, un momento scoccò e rimase sospeso, durando molto più di un momento. E i rumori cessarono, e i movimenti si arrestarono per molto, molto più che un momento. Poi a poco a poco il tempo si risvegliò e si rimise in moto pigramente. I cavalli scalpitarono all’altro lato delle rastrelliere, e le catenelle tintinnarono. Fuori le voci degli uomini si fecero più forti e più distinte.
 
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Forse in questo dannato mondo ognuno ha paura dell’altro.
 
 


I miei giorni alla libreria Morisaki - Satoshi Yagisawa

I miei giorni alla libreria Morisaki
Satoshi Yagisawa
trad. Gala Maria Follaco
Feltrinelli, 2022 
 
Jinbōchō, Tōkyō: il quartiere delle librerie, paradiso dei lettori. Benché si trovi a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni, è un angolo tranquillo, un po' fuori dal tempo, con file di vetrine stipate di volumi, nuovi e di seconda mano. Non tutti lo conoscono, i più vengono attratti dalle mille luci di Shibuya o dal lusso di Ginza, e neppure Takako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – lo frequenta, anche se proprio a Jinbōchō si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni: un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza adibita a magazzino al piano superiore. È il regno dello zio Satoru, che ai libri e alla Morisaki ha dedicato la vita, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. Entusiasta e un po' squinternato, dedica la sua vita ai libri e alla Morisaki, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. L'opposto di Tatako, che non esce di casa da quando l'uomo di cui era innamorata le ha detto di voler sposare un'altra. È Satoru a lanciarle un'ancora di salvezza, offrendole di trasferirsi al primo piano della libreria. Proprio lei che non è certo una forte lettrice, si trova di colpo a vivere in mezzo a torri pericolanti di libri e minacciosi clienti che continuano a farle domande e a citarle scrittori ignoti. Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con un timido sconosciuto e rivelazioni sulla storia d'amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare.
 
 
Incipit:
 
Il mio soggiorno presso la libreria Morisaki durò dall’inizio dell’estate fino alla primavera.
Abitavo sommersa dai libri in una stanza al primo piano, un ambiente buio e angusto, umido, pervaso dell’odore di muffa tipico della carta vecchia.
Ciò nonostante, il ricordo di quelle giornate è ormai parte di me perché è proprio lì che la mia vita, la mia vera vita, è cominciata.
Senza quell’esperienza tutto sarebbe stato molto più scialbo, banale, piatto.
Un posto importante, indimenticabile: questo è per me la libreria Morisaki. I ricordi di quel periodo sono ancora vividi, pronti a emergere dai recessi della memoria.
 
 
Citazioni:
 
Volevo vedere il mondo con i miei occhi. E mettermi alla prova. Volevo una vita che fosse soltanto mia e di nessun altro.

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Però, sai: non è sempre facile capire cosa si vuole dalla vita. Anzi, forse lo si capisce a poco a poco, e ci vuole una vita intera.

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A furia di viaggiare e leggere mi convincevo sempre più di non sapere proprio niente. Così è la vita. Un dubbio continuo.
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A volte bisogna anche fermarsi. È come una sosta in un lungo viaggio. Immagina di aver gettato l'ancora in una piccola baia. Riposerai per poco e poi la tua nave ripartirà.

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Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri.

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Ormai sapevo che non era un problema di luoghi, ma di cuore. Ovunque mi fossi trovato, in compagnia di chiunque, il mio posto sarebbe stato quello in cui ero certo di non stare mentendo al mio cuore.

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Liberati del rancore, o i fantasmi del passato continueranno a tormentarti all’infinito.

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Mi sono presa una pausa fin troppo lunga. Se non parto alla ricerca del mio posto nel mondo, rischio di non trovarlo mai più.

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Chi ha amato se ne ricorderà per tutta la vita. E quel ricordo scalderà il suo cuore.

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L’importante è imbattersi in un libro e trarne delle emozioni.

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Era così in sintonia con quell’ambiente che veniva voglia di fare piano per non disturbarla, perché non dovesse muovere nemmeno un muscolo. Un po’ come quando si trattiene il fiato davanti a una crisalide che sta per trasformarsi in farfalla... Mi è rimasta impressa, sa? Ecco perché poco fa, quando l’ho vista leggere, mi sono ricordato subito di lei. Ah, è quella della libreria, ho pensato.






domenica 25 settembre 2022

Le notti di Salem - Stephen King

Le notti di Salem
Stephen King
trad. Tullio Dobner
Sperling & Kupfer, 2013

Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell'avvento del Male a Jerusalem's Lot, meglio conosciuta come 'salem's Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell'horror. Questo piccolo classico contemporaneo viene ora riproposto in un'edizione illustrata arricchita da una nuova introduzione, due racconti e un sostanzioso apparato che raccoglie le pagine eliminate nella stesura finale.


Citazioni:

Che Dio mi conceda la SERENITÀ di accettare ciò che non posso cambiare, la TENACIA di cambiare ciò che posso cambiare, e la FORTUNA di non prendermi troppe fregature.

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Il carattere essenziale e tipico dell'infanzia non è la fusione spontanea di sogno e realtà, ma soltanto l'alienazione. Non ci sono parole per esprimere le ingiustizie a cui va necessariamente incontro un bambino per la sola colpa di essere tale. Se è saggio, le affronta con rassegnazione e fermezza.
 
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Prima di addormentarsi si trovò a riflettere, e non per la prima volta, sulla stramberia degli adulti. Pigliavano lassativi, bevevano liquori e trangugiavano sonniferi per liberarsi delle loro paure e dormire tranquilli, e le loro paure erano così domestiche... il lavoro, lo stipendio, il vestitino nuovo al bambino perché non debba sfigurare a scuola, l'amore del coniuge, la fedeltà dell'amico. Roba da ridere se paragonata al terrore del bambino quando, spenta la luce, i mostri vengono a rintanarsi ai piedi del suo letto, appena fuori dal suo campo visivo... Simili terrori, oltretutto, non si possono confidare a nessuno, se non forse a qualche coetaneo, la stessa battaglia disperata dev'essere combattuta una notte dopo l'altra, e l'unica cura è l'atrofizzazione finale d'ogni facoltà fantastica che sopravviene o forse coincide con l'età adulta.






Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi. Vol. 1 - Christelle Dabos

Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi. Vol. 1
Christelle Dabos
trad. Alberto Bracci Testasecca
E/O, 2018

In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell'inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.
 
 
Incipit

Le vecchie dimore hanno un’anima, si sente spesso dire. Su Anima, l’arca in cui gli oggetti prendono vita, le vecchie dimore avevano più che altro la tendenza a sviluppare un carattere orribile.
L’Archivio di famiglia, per esempio, era sempre di malumore. Per esprimere il suo malcontento non faceva che scricchiolare, cigolare, sgocciolare e sbuffare. Non gli piacevano le correnti d’aria che d’estate facevano sbattere le porte chiuse male. Non gli piacevano le piogge che d’autunno gli tappavano le grondaie. Non gli piaceva l’umidità che d’inverno penetrava nei muri. Non gli piacevano le erbacce che ogni primavera tornavano a invadergli il cortile.
Ma la cosa che all’edificio dell’Archivio piaceva meno erano i visitatori che non rispettavano gli orari d’apertura.

 
Citazioni:

Leggere un oggetto significa dimenticare un pose stessi per fare posto al passato di un altro, mentre attraversare gli specchi significa affrontare se stessi. Ci vuole fegato per guardarsi negli occhi, vedersi per ciò che si è, immergersi nel proprio riflesso. Quelli che si mettono un velo davanti alla faccia, che mentono a se stessi e si vedono migliori di ciò che sono non ce la faranno mai. Credimi, non
è cosa da tutti!
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A forza di vedere illusioni aveva perso le proprie, e andava bene così. Quando le illusioni spariscono rimane solo la verità.
 
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L’idea di essere privata della libertà di movimento le faceva orrore. La mettevano in gabbia per proteggerla, e un giorno la gabbia sarebbe diventata prigione.

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Basta uno sguardo per amarsi. Del resto, non si ama mai così bene come quando ci si conosce male.

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Dimenticare i morti era come ucciderli un’altra volta.

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Finché avesse avuto scrupoli, finché avesse agito d’accordo con la propria coscienza, finché fosse stata capace di guardarsi allo specchio ogni mattina, Ofelia non sarebbe appartenuta ad altri che a se stessa.
 
 
 

 
 


sabato 24 settembre 2022

High & Dry. Primo amore - Banana Yoshimoto


High & Dry. Primo amore
Banana Yoshimoto
trad. G.M. Follaco
Feltrinelli, 2011
 
 
Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l'incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande. 
 
 
Incipit:
 
“Nei primi giorni dell'autunno dei miei quattordici anni, come se presagissi qualcosa, il mondo mi sembrava risplendere di un colore ben preciso.
Sarà stato il marrone brillante delle castagne e il giallo vivo del loro interno, o l'odore di legno secco dei funghi maitake appena tirati fuori dal sacchetto di carta, o forse il verde e il giallo della zucca, la sua pienezza. Le foglie morte color dell'oro danzavano al soffio del vento nella luce anch'essa dorata, e l'aria era satura dell'odore che sprigionavano, un odore puro, come di qualcosa che è bruciato.
Tutto sembrava tempestato di grani d'oro, molto più del normale.
Quando la pioggia spazzava via la sporcizia dalla strada, l'aria tersa si sollevava come qualcosa di appena nato, e come un essere animato si metteva a vibrare. E tutt'intorno si diffondevano il profumo dell'osmanto, quel freddo che pizzica un po' il naso, l'odore della terra bagnata. Che splendore, pensavo, sembra che il mondo intero renda omaggio all'autunno.
Attraverso tutto ciò, la bellezza che custodivo dentro di me si spingeva con forza verso il mondo.
 
 
Citazioni:

Le persone sono fatte per accettare la morte e i contrasti con gli altri, ma non l'omicidio o la guerra. Perlomeno è quello che crediamo in molti, e forse è grazie a questo che siamo arrivati fin qui. Certo, osserviamo tutti il mondo da dentro una scatola, e se fossimo dentro a un'altra la penseremmo diversamente. Ma visto che è in questa che siamo, possiamo solo continuare a vivere considerandola la migliore in assoluto, pur dubitandone di tanto in tanto.
 
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Il tempo passa... Lo si percepisce con estrema precisione quando si torna dopo tanto in un luogo rimasto uguale a com'era.
 
 
 
 

Un'estate con la strega dell'Ovest - Kaho Nashiki


Un'estate con la strega dell'Ovest
Kaho Nashiki
trad.  Michela Riminucci
Feltrinelli, 2019
 
 
«Per ottenere le cose che per te hanno più valore, quelle che desideri di più, può darsi che tu debba superare le prove più difficili.»
Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla in campagna dalla nonna per un po'. La nonna è una signora inglese che è arrivata in Giappone e si è sposata con un giapponese, e sia Mai sia sua madre l'hanno soprannominata la "Strega dell'Ovest". Oltre alle marmellate di fragoline di bosco, la nonna insegnerà a Mai a riconoscere le erbe medicinali, iniziando così ad addestrarla come strega. Insegna anche a Mai che la cosa più importante che deve imparare è decidere per se stessa, sviluppare la sua forza e la sua volontà di andare fino in fondo alla decisione che prende. Mai, in qualche modo più matura, fa ritorno nella nuova casa dei genitori, che nel frattempo hanno traslocato... 
 
Citazione:

Io credo che le persone possiedano una cosa chiamata anima. Gli esseri umani sono fatti di corpo e anima. Nemmeno io so da dove venga l’anima, anche se ci sono varie tesi. Però, anche se il corpo l’accompagna dalla nascita alla morte, l’anima deve continuare un viaggio molto più lungo. L’anima esiste da molto prima di dimorare nel corpo appena nato di un bambino, e deve proseguire il suo viaggio anche dopo che ha lasciato un corpo logorato dagli anni. Penso che morire significhi che l’anima lascia il corpo a cui è stata legata per tanto tempo e ritorna libera. Sono sicura che sia una bella sensazione che rende felici.
 
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La vita è un intreccio di tante storie.
 
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Non abbiamo una voce forte, ma possiamo comunque trasmettere il nostro messaggio, parlando tra noi a bassa voce.” 
 
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Una strega deve fare affidamento sul proprio intuito, però non deve lasciare che questo abbia il sopravvento. Quando succede, le convinzioni troppo ferme diventano fissazioni e prendono il controllo della persona. Considera le intuizioni per quello che sono e conservale da qualche parte nel tuo cuore. Prima o poi, arriverà il momento in cui capirai se erano vere.” 
 
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I desideri giusti, quelli che sono in linea con il corso delle cose, ti fanno da guida e si trasformano in realtà.” 
 
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Le ferite nel cuore delle persone non si possono guarire facilmente, ma questi lavoretti semplici, proprio come i vecchi amici, ti tirano su di morale. Anche se la ferita resta e non ci si può fare niente, diciamo che aiutano ad alleviare il dolore.” 
 
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La parola tenacia mi sa di impegno alla cieca. La forza d’animo di cui parlo io è costruirsi le antenne per percepire qual è la direzione giusta e ricevere il segnale con il corpo e con la mente.”