sabato 31 dicembre 2022

Le desolazioni di Devil's Acre. Il capitolo finale di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

Le desolazioni di Devil's Acre. Il capitolo finale di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Sandro Ristori, Beatrice Messineo
Rizzoli, 2021

Jacob e Noor ce l'hanno fatta, sono misteriosamente riusciti a fuggire prima che l'anello di V collassasse. L'ultima cosa che Jacob ricorda di avere visto, mentre tutto sprofondava nel buio, è un volto spaventoso, raccapricciante, conosciuto: il volto di Caul, il perfido fratello di Miss Peregrine, tornato infine dal regno dei morti. Le predizioni più terrificanti dell'antica profezia cominciano ad avverarsi e l'intero mondo Speciale rischia di essere spazzato via. La base per organizzare la linea di difesa è Devil's Acre, ma quando Jacob e Noor vi giungono lo trovano infestato da una serie di calamità. “Desolazioni” le chiamano le ymbryne: dal cielo cadono ossa, piove sangue, nevica cenere; e l'aria vibra del grido di battaglia di Caul. Per sconfiggerlo, i ragazzi dovranno affidarsi solo al loro coraggio e alle capacità di mangialuce di Noor, incaricata di ristabilire un futuro di libertà e pace. Un'avventura spericolata tra le pieghe del tempo, personaggi sempre più amabili e bizzarri, suggestivi scatti d'epoca: si conclude la saga creata da Ransom Riggs e lanciata sul grande schermo da Tim Burton, ultima fermata di un metaforico viaggio nell'immaginazione cominciato dieci anni fa e che ha entusiasmato milioni di lettori in tutto il mondo.
 

Citazioni:

Siamo tutti trafitti da vuoti, e certi giorni io per primo sarei stato disposto a fare qualsiasi cosa pur di riempire i miei, anche solo per un po’.

---

Solo perché nessuno ricorda chi siano, non significa che la loro vita non sia stata importante.

---

Alla fine dei conti, casa nostra eravamo noi.

---

Nessuno era più costretto a scontare una pena eterna in un’esistenza da cartolina di giorni perfetti. Potevamo andarcene quando volevamo. Potevamo anche non andarcene mai più.
 
 

mercoledì 28 dicembre 2022

La conferenza delle Ymbryne. Il quinto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La conferenza delle Ymbryne. Il quinto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs

trad. Sandro Ristori, Beatrice Messineo
Rizzoli, 2020

Noor Pradesh è una mangialuce, una ragazza che ha vissuto fino a oggi tra i Normali, ignara dei suoi immensi poteri, e Jacob l’ha trovata, ma la sua missione è tutt’altro che conclusa. L’unica cosa che sa è che deve portarla da una certa V, la più potente e misteriosa tra gli alleati di suo nonno Abe. Il problema è che tutti danno la caccia a Noor: gli Speciali dell’America più selvaggia e i Vacui, i nemici di sempre. E anche le ymbryne hanno bisogno di lei, perché in Noor è riposta la speranza, o forse la condanna, del futuro del loro mondo: c’è questa ragazza al centro dell’antica profezia che preannuncia la catastrofe. Se Jacob vuole scongiurare l’arrivo di un’era buia e insidiosa, ancora una volta deve mettersi in gioco, deve partire verso un luogo irto di pericoli, là dove infuria il Grande Vento. Ma intanto quasi tutti gli anelli sono collassati, Devil’s Acre è a ferro e fuoco, i clan americani sono in lotta tra loro. E le ymbryne sono ormai troppo poche, e deboli, per poter ristabilire, da sole, l’antica armonia tra gli Speciali. I personaggi creati dalla geniale fantasia di Ransom Riggs tornano in vita nel nuovo, potente episodio di una saga leggendaria: dalla fredda Scozia a New York, dalla Seconda guerra mondiale al presente, non ci sono limiti all’immaginazione di questo autore unico ormai entrato nel gotha dei narratori fantasy.


Citazioni:

L’arte della fuga è una cosa seria. Non è mica facile scappare da un pericolo che potrebbe ucciderti senza dare nell’occhio, e anzi, comportandoti come se ti stessi godendo una bella passeggiata pomeridiana, anche se sei zuppo dalla testa ai piedi, anche se due dei tuoi compagni sono vestiti come usava nel secolo scorso e tutto il tuo bel gruppetto, te compreso, si guarda alle spalle di continuo e lancia occhiatine nervose ai vicoli. A quanto pareva non ce la stavamo cavando bene, perché la gente ci fissava, anche più di quanto sarebbe normale fissare due ragazzi mascherati e altri due bagnati fradici. Anche a New York, dove la gente strana è la norma.

---

Credo che i sogni racchiudano profondi significati - disse Noor. - Questo però non vuol dire che debbano essere per forza veri in senso letterale.

---

Per la seconda volta in tre giorni mi toccava prendere il posto che di solito spettava a un cadavere. Forse l’universo stava cercando di dirmi qualcosa, e non ci andava nemmeno troppo per il sottile.

---

Mi sembrava di essere uno di quei vecchi personaggi dei cartoni che seguono il profumo delle torte messe a raffreddare sul davanzale.

---

Ci trovavamo nella frustrante posizione di avere un obiettivo ben chiaro in testa – trovare il teschio e il Pozzo della Speranza prima degli Spettri – ma nessuna idea su come raggiungerlo.


lunedì 26 dicembre 2022

La mappa dei giorni. Il quarto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La mappa dei giorni. Il quarto libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Barbara Bonadeo, Annamaria Raffo
Rizzoli, 2019 
 
Di ritorno da Devil's Acre e dall'Inghilterra vittoriana, dove ha sconfitto i mostri che tenevano sotto scacco il mondo Speciale, Jacob Portman riparte dal presente, dalla Florida, dove tutto aveva avuto inizio con la morte di suo nonno Abe. Ma lì con lui, adesso, proprio a casa sua, ci sono Miss Peregrine e i suoi amici Speciali; e questa sarebbe un'occasione perfetta per regalarsi una piccola vacanza condivisa sulle belle spiagge americane, mentre Emma e Enoch e Millard e tutti gli altri imparano a muoversi tra i Normali - però il destino ha in mente altro. I ragazzi, infatti, scoprono un bunker sotterraneo nell'appartamento di nonno Portman. Lentamente emergono le tracce della vita parallela vissuta da Abe, e Jacob intuisce di avere per le mani un'eredità pericolosa, che sta per proiettarlo in uno scenario emozionante e sconosciuto.
 
 
Citazioni:
 
Il viaggio è di fondamentale importanza per la crescita individuale - affermò Miss Peregrine - fintanto che non viaggia, anche la persona più istruita rimane ignorante.
 
---
 
Le persone facevano muro davanti a qualunque cosa non rientrasse nel ristretto ventaglio di ciò che per loro era accettabile, come se chi pensava o si comportava o si vestiva o sognava in modo diverso rappresentasse una minaccia per la loro stessa esistenza.
 
---
 
Il passato è di gran lunga meno terrificante del futuro. Perfino il momento storico più spaventoso è quantomeno conoscibile. Lo possiamo studiare. Il mondo gli è sopravvissuto. Invece, il presente… uno non capisce mai quand’è che il mondo intero potrebbe andare a schiantarsi e scomparire per sempre.
 
---
 
Mi sentivo come se stessimo rivendicando il mondo per noi, per vivere la vita come la volevamo. Questa è la mia vita, sì. E io ci farò quello che voglio.
 
 

giovedì 22 dicembre 2022

La luna e i falò - Cesare Pavese

La luna e i falò
Cesare Pavese
Feltrinelli, 2021

Pubblicato nell'aprile del 1950, La luna e i falò è l'ultimo romanzo di Cesare Pavese, uno dei capisaldi della letteratura italiana del Novecento. Ambientato nelle Langhe all'indomani della Liberazione, ha per protagonista un uomo di cui conosciamo solo il soprannome, Anguilla, che torna al suo paese dopo molti anni trascorsi in America, dov'era emigrato per sfuggire al regime fascista. In compagnia di Nuto, il falegname che un tempo fu figura paterna per l'orfano Anguilla, l'uomo ripercorre i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza alla ricerca delle proprie radici e delle persone che hanno abitato la sua giovinezza. Tuttavia il mondo della memoria non esiste più: i luoghi amati sono in possesso di mezzadri violenti e le persone con cui il protagonista aveva condiviso i primi anni di vita, morte nella guerra o vittime di soprusi. Costruito come un continuo viavai tra il passato e il presente, La luna e i falò mette in scena i temi della guerra partigiana, della cospirazione antifascista, della lotta di Liberazione, e li a lega a esperienze private come l'amicizia, la sensualità, la morte. Una straordinaria miscela che rende questo romanzo il capolavoro di Pavese e l'opera che ricompone la sua esperienza umana e letteraria.


Citazioni:

Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione.

---

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

---

Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.

---

Capii nel buio, in quell'odore di giardino e di pini, che quelle stelle non erano le mie.

---

Ci sono dei paesi dove le mosche stanno meglio dei cristiani. Ma non basta per rivoltarsi. La gente ha bisogno di una spinta.

---

Soltanto le stagioni contano, e le stagioni sono quelle che ti hanno fatto le ossa, che hai mangiato quando eri ragazzo.”

---

Sentili, come saltano e come bestemmiano. Per farli venire a pregar la madonna il parroco bisogna che li lasci sfogare. E loro per potersi sfogare bisogna che accendano i lumi alla madonna. Chi dei due frega l'altro?


---

Sullo stradone e nelle cascine ci stavo meglio, ma neanche qui non mi credevano. Potevo spiegare a qualcuno che quel che cercavo era soltanto di vedere qualcosa che avevo già visto? Vedere dei carri, vedere dei fienili, vedere una bigoncia, una griglia
, un fiore di cicoria, un fazzoletto a quadrettoni blu, una zucca da bere, un manico di zappa?

---

Ma è inutile mandarlo in America. L’America è già qui. Sono qui i milionari e i morti di fame.

---

Dall’autunno a gennaio, bambini si gioca a biglie, e grandi a carte.

---

Ero tornato, ero sbucato, avevo fatto fortuna... ma le facce, le voci e le mani che dovevano toccarmi e riconoscermi, non c'erano più... Quel che restava era come una piazza l'indomani della fiera, una vigna dopo la vendemmia, il tornar solo in trattoria quando qualcuno ti ha piantato. Nuto, l'unico che restava, era cambiato, era un uomo come me. Per dire tutto in una volta, ero un uomo anch'io, ero un altro... Venivo troppo da lontano -non ero più di quella casa, non ero più come Cinto, il mondo mi aveva cambiato.



martedì 20 dicembre 2022

La biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs

La biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
Ransom Riggs
trad. Barbara Bonadeo
Rizzoli, 2017
 
L'avventura cominciata con "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali", e proseguita con "Hollow City", trova, in questo terzo libro, un finale eccitante, pieno di suspense. Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viaggio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l'adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison MacHenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil's Acre, i bassifondi più abietti dell'Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte. Come i primi due romanzi della saga, "La biblioteca delle anime" è un fantasy ad alto tasso di emozione impreziosito da bizzarre fotografie vintage.
 
 
Citazioni:
 
Il problema del confine tra imprudenza e stupidità grave è che spesso capisci da che parte ti trovi solo quando è già troppo tardi.
 
---
 
Mi sentivo come uno di quegli eroi mitologici che dopo mille battaglie riemergono dal regno dei morti solo per accorgersi che il mondo sulla Terra è ugualmente maledetto.
 
---
 
Era lì e teneva duro, si rifiutava di abbandonare la sua postazione. Era come l’ultimo guardiano di fronte alla fine del mondo.
 
---
 
Io avevo già ucciso i miei demoni, ma l’effetto di quelle vittorie era già esaurito; altri si erano prontamente sollevati per sostituire i caduti.
 
---
 
Possedeva questa straordinaria capacità di trasformare la tristezza in rabbia e la rabbia in volontà, e per questo motivo non c’era nulla che potesse abbatterla veramente.
 
---
 
Un opportunista che si spaccia per amico è certamente più pericoloso di un nemico dichiarato.
 
---
 
Ormai, una delle verità definitive della mia vita era che, per quanto mi sforzassi di tenerle piatte e bidimensionali, imprigionate nella carta e nell’inchiostro, ci sarebbero sempre state leggende che rifiutano la gabbia dei libri.
 
---
 
Ma ora mi stai facendo promesse che potresti non mantenere, ed è proprio così che le persone che si amano si feriscono l’un l’altra, e in profondità.
 
---
 
Nel corso della nostra vita, individuiamo molto presto i talenti di cui disponiamo e ci concentriamo su quelli a scapito degli altri. Non è che non esistano altre possibilità; è che non le coltiviamo.
 
 
 

domenica 18 dicembre 2022

Miracolo in una notte d'inverno - Marko Leino

Miracolo in una notte d'inverno
Marko Leino
trad. Rosario Fina
Feltrinelli, 2021

Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l'aiuto del nonno, vi scoprono un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: «Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas». Pieno di stupore, il nonno ricorda una sorta di leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: «Immaginate di avere ali immense come quelle di un'aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all'isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...». Nikolas abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, quando una furiosa tempesta fa naufragare i genitori e la sorellina. Il bambino, che ha solo cinque anni, viene adottato da tutte le famiglie del villaggio e piano piano dimentica la paura, accetta l'amore e scopre nuove fonti di gioia. Ma non dimentica mai l'amata sorellina, finché un giorno, nel villaggio, nasce una nuova bambina di nome Ada, che riesce a provocare in Nikolas un'incredibile trasformazione.

 
Citazioni:

Volare è facile. Tutti hanno un paio di ali dentro, bisogna solo trovarle...
 
---

Chiuse gli occhi e provò un senso di ebbrezza. Voleva conservare per sempre quella sensazione dentro di sé. Lo avrebbe aiutato a superare i momenti più difficili, gli avrebbe dato la forza di vivere.

--- 
 
Chiuse gli occhi e nella sua mente cominciarono a sfilare i ricordi felici. Perle di una collana infinita, capaci di fargli dimenticare il vento freddo e di riscaldarlo fin dentro il cuore.
 
---

Conosco bene la sofferenza, e so cosa può fare alle persone.
 
---

Ogni anno che passa lascia un anello nel tronco degli alberi, e lo stesso fa con le persone.

---
 
La mente umana tende spesso a rimodellare il mondo circostante per renderlo più tollerabile.
 ---

Perché l’Uomo del Natale vuole che la gioia del ricevere ci insegni quanto sia importante dare. Donando agli altri, riceviamo in cambio molto più di quello che diamo.

---

In quel momento, Ada ancora non sapeva che avrebbe raccontato la storia dell’Uomo del Natale ai bambini di Korvajoki ogni anno, per tutta la vita. Una storia destinata a cambiare nel corso degli anni, perché Uomo del Natale doveva un po’ alla volta trasformarsi in Babbo Natale.

---

Vedi, io ho un sogno. Vorrei che questa tradizione continuasse anche quando non ci sarò più - aveva detto Nikolas.
 
---

Ma questa volta non corse, camminò con calma, liberandosi a ogni passo dalle catene con cui si era lei stessa imprigionata.


venerdì 16 dicembre 2022

Il canto di Natale - Charles Dickens

Il canto di Natale
Charles Dickens
trad. Bruno Amato
Feltrinelli 2022

È il più famoso tra i racconti natalizi scritti da Dickens, nel 1843. Un racconto che ha avuto la forza di attingere all'immaginario popolare e a sua volta plasmarlo con forza. Per esempio, il personaggio di Paperon de' Paperoni in inglese si chiama Scrooge McDuck, lo stesso nome cioè dell'"avaro cattivo e senza cuore" di questo racconto dickensiano. Scrooge è talmente cattivo e avaro da rifiutare anche il calore del Natale, per lui solo una perdita di tempo e di soldi. Sarà il fantasma del suo ex socio Jacob Marley a visitarlo per primo. Poi lo visiteranno altri tre spiriti, che gli restituiranno in rapida sequenza la visione del suo Natale passato (di quando cioè lui era un bambino solo e triste), di quello presente (quello del suo contabile Cratchit e del figlio in predicato di morte per la mancanza di cure adeguate) e infine del Natale futuro, quello della sua morte, che verrà accolta con derisione e freddezza da tutti i suoi conoscenti. È in questo momento che il vecchio avaraccio si pente dei suoi comportamenti e cambia finalmente registro, ravvedendosi e celebrando in modo adeguato lo spirito del Natale, con generosità e trasporto per gli affetti familiari.


Citazioni:


L’impiegato si metteva sulle spalle la sua sciarpa di lana bianca e cercava di riscaldarsi alla fiammella della candela, tentativo che, non essendo lui un uomo di forte immaginazione, andava sempre a vuoto.

---

Sono tante le cose che avrebbero potuto farmi del bene, e da cui non ho visto arrivare alcun vantaggio, direi, - rispose il nipote - E tra queste il Natale. [...] un momento di benevolenza, di perdono, di carità, di dolcezza; l’unico momento che io conosca, nel lungo calendario dell’anno, in cui uomini e donne mostrano una pari disponibilità ad aprire liberamente i propri cuori serrati, e a vedere quelli che sono al di sotto di loro davvero come compagni di viaggio verso la tomba, e non come esseri di una diversa razza impegnati in percorsi di altro genere.

---

... ecco il mio impiegato, con quindici scellini alla settimana e una moglie e una famiglia da mantenere, che parla di felice Natale. Da rinchiudere in manicomio.

---

Era una successione di tetre stanze, in una costruzione fatiscente in fondo a un cortile, dove appariva così fuori luogo che non si poteva fare a meno di immaginare che doveva essere capitata lì in giovane età giocando a nascondino con altre case, e non era più stata capace di trovare la via d’uscita.

---

È richiesto a ogni uomo, - rispose il Fantasma, - che lo spirito che è dentro di lui si muova tra gli uomini suoi simili, e si aggiri in lungo e in largo; e se quello spirito non lo fa durante la vita, è condannato a farlo dopo la morte.

---

Porto la catena che mi sono forgiata nella vita - rispose il Fantasma.

---

È una giusta, equilibrata, nobile disposizione delle cose che se da una parte esiste il contagio di malattie e tristezza, non c’è nulla al mondo di così irresistibilmente contagioso dell’ilarità e del buonumore.
 
---

Onorerò il Natale nel mio cuore, e cercherò di conservarmi in questo stato d’animo per tutto l’anno. Vivrò nel passato, nel presente e nel futuro, e i tre spiriti saranno sempre presenti in me."

---

Qualcuno rideva della trasformazione che vedeva in lui, ma lui li lasciava ridere e ben poco se ne curava, perché era abbastanza saggio per sapere che nulla mai accade di buono su questo pianeta di cui certa gente all’inizio non rida; e sapendo che questi sarebbero stati ciechi in ogni caso, pensava che era meglio che strizzassero gli occhi per una risata che non per motivi più spiacevoli come una reale cecità. A ridere era anche il suo stesso cuore: e questo per lui era più che sufficiente.


mercoledì 14 dicembre 2022

Fuga dal Natale - John Grisham



Fuga dal Natale
John Grisham
trad. Tullio Dobner
Mondadori, 2002 
 
Solo l'anno prima la famiglia Krank aveva speso 6100 dollari per preparare il Natale. Quest'anno papà e mamma Krank si trovano all'aeroporto per salutare, pochi giorni prima di Natale, la figlia Blair in partenza per una missione umanitaria in Perú. Un pensiero un po' folle si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair?! E se lo saltassero? E se utilizzassero quei 6100 dollari per la crociera ai Caraibi che da anni si sono sempre negati? Basta non andare dal rosticciere (che sollievo evitare la ressa), non invitare nessuno al party (troveranno certo dove andare quegli scrocconi), non montare nessun Frosty sul tetto (operazione, per altro, pericolosa per un uomo di cinquantaquattro anni). Il grande piano è deciso e messo in atto, prima in modo titubante, poi spavaldo. Ma il Natale, con la sua straordinaria potenza consumistica, con la sua ingombrante presenza moralistica, sta per prendersi la più esilarante e sferzante rivincita sui poveri Krank.
Una favola classica dei tempi moderni, un'ironica provocazione che regala momenti di puro divertimento e che ci fa scoprire John Grisham geniale scrittore della commedia umoristica e disincantato osservatore di una tradizione di cui ormai non possiamo fare a meno.


Citazioni:

Per lei le festività cominciavano alla fine di ottobre e prendevano progressivamente slancio fino al momento fatidico, una maratona di dieci ore il giorno di Natale con quattro pasti e la casa stipata di gente.

---

L'imbustamento avveniva a casaccio, però sotto Natale i commessi si animavano di sorrisi ed entusiasmo e mostravano una sorprendente memoria nel ricordare il nome dei clienti. Era la stagione delle mance...

---

Si fece avanti anche Enrique e spiegò che lui e il suo nuovo amico avrebbero intonato alcuni canti natalizi della tradizione peruviana. Marty cominciò a suonare con entusiasmo e il duetto ebbe inizio dando prova di apprezzabile armonia. Il testo era incomprensibile al pubblico, ma il messaggio era chiaro: Natale era un'occasione di gioia e pace per tutto il mondo.

 

lunedì 12 dicembre 2022

Un Natale di Maigret e altri racconti - Georges Simenon

Un Natale di Maigret e altri racconti
Georges Simenon
trad. Marina Di Leo
Adelphi, 2015

«Nessuno ammazza un poveraccio, che diamine! Oppure li si ammazza in serie, si fa una guerra o una rivoluzione. E se capita che un poveraccio si ammazzi con le proprie mani, non lo fa certo con una carabina ad aria compressa mentre si sta massaggiando i piedi. «Se almeno Tremblet avesse avuto un nome straniero, invece di essere banalmente del Cantal! Si sarebbe potuto supporre che appartenesse a chissà quale società segreta del suo Paese... «Insomma, quel Tremblet non aveva affatto le caratteristiche di uno che muore assassinato! Ed era proprio questo a rendere tutto più angosciante: l'appartamento, la moglie, i ragazzini, il marito in camicia e quel proiettile che aveva fatto psst...».

 
Citazioni:

Non nevicava. A cinquant’anni suonati, era ridicolo provare delusione perché la mattina di Natale non c’è la neve, ma le persone di una certa età sono molto meno serie di quanto non si figurino i giovani.

---

Al contrario di quanto accade tanto sovente, non ci fu nessuna precisa combinazione, nessun vero colpo di scena. Non ci fu nessun caso fortunato: tuttavia la fortuna intervenne, e anche in modo continuativo, nel senso che ciascuna informazione capitò al momento giusto, coi mezzi più semplici, più naturali.

---

Non per sfoggio, probabilmente anzi senza rendersene conto, ma per mimetismo, per ammirazione, era arrivato a imitare il suo superiore nei minimi gesti, negli atteggiamenti, nelle espressioni; e la cosa si notava più qui che in ufficio. Perfino quel suo modo d’inumidire l’orlo del bicchierino prima di bagnarvi le labbra.

---

Forse le cose erano facilitate dal fatto che tutto ciò accadeva il giorno di Natale? La circolazione era meno attiva, il commercio quasi nullo. Senza contare che tutti tendono a ricordarsi con più precisione le cose avvenute in un giorno diverso dagli altri.


sabato 10 dicembre 2022

Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry


Il Piccolo Principe
Antoine de Saint-Exupéry
trad. Emanuele Trevi
Newton Compton Editori, 2015

"Il Piccolo Principe" è la storia dell'incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo ometto vestito da principe che è arrivato sulla Terra dallo spazio. Ma c'è molto di più di una semplice amicizia in questo libro surreale, filosofico e magico. C'è la saggezza di chi guarda le cose con occhi puri, la voce dei sentimenti che parla la lingua universale, e una sincera e naturale voglia di autenticità. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero.

 
 
Citazioni:

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.

---

Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

---

Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.

---

Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole.

---

«Mi domando», disse, «se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua. Guarda il mio pianeta, è proprio sopra di noi... Ma come è lontano!»

---

È molto più difficile giudicare se stessi che gli altri. Se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio.

---

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.

---

Quando ero piccolo, le luci dell'albero di Natale, la musica della Messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo.

---

Certo, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.



giovedì 8 dicembre 2022

Viaggiare controvento. Vol. 2 - Alpinisti illegali in URSS. - Cornelia Klauss, Frank Böttcher

Viaggiare controvento. Vol. 2 - Alpinisti illegali in URSS.
Cornelia Klauss, Frank Böttcher
trad. Giulia Bettiga
Keller, 2018

Tutti sappiamo della gente dell'est che fuggiva all'ovest durante la guerra fredda, ma che cosa sappiamo di chi invece voleva scoprire cosa stesse accadendo a Oriente? Queste sono le voci, le immagini, i resoconti di alcuni viaggiatori illegali nell'imperium sovietico. Giovani che negli anni Settanta e Ottanta si mettono in viaggio, non per sfuggire al comunismo riparando in Occidente ma per scoprire cosa ci fosse oltre l'orizzonte: montagne da scalare, altipiani e pianure da percorrere e popoli da scoprire e gente, tanta gente da incontrare. In questo secondo volume al centro c'è la natura e la montagna, le grandi cime sconosciute ai più. Christian Hufen e Kai Reinhart tracciano un aresco dei rapporti con l'alpinismo nei paesi dell'Est e nella DDR come prima non era mai stato fatto. Hartmut Beil ci porta nei suoi viaggi per raggiungere le alte quote attraverso l'immenso territorio sovietico e ancora le ascensioni sull'Elbrus, sul Picco Lenin e sul Picco del Comunismo. L'avventura però comincia molto prima nel lungo tragitto che conduce gli "alpinisti" dalla DDR alla base delle montagne - tra incontri, arresti e interrogatori - in cui si scopre una Unione Sovietica inconsueta.


Citazioni:

Superare i limiti esterni e interiori è uno degli aspetti dell’alpinismo.

---

Gli incidenti erano considerati una conseguenza dell’egoismo e della corsa verso nuovi record tipici dell’Occidente, ai quali si contrapponeva invece “lo spirito dell’alpinismo sovietico con la sua ferrea disciplina, il suo collettivismo e la sua organizzazione”.

---

La sera ti accoccolavi da qualche parte davanti al fuoco con una combriccola di persone, sotto una grande sporgenza rocciosa, ed eri lontano da tutto.

---

Se avevo imparato qualcosa da quel viaggio, era che alle persone che incontri devi sempre raccontare cose credibili e comprensibili. Progetti straordinari come il Picco Lenin non erano per cittadini normali.

---

Non ho mai avuto paura durante quei viaggi del tutto illegali, perché conosco bene l’essere umano. Mi avvicino agli altri e in ognuno vedo quanto c’è di buono.

---

Sperimentammo più volte la famosa ospitalità russa. Probabilmente era dovuta al fatto che quelle presone erano sempre state molto povere. È una situazione che riguardava anche la DDR: c’era bisogno di relazioni. Ci si aiutava l’un l’altro.

---

Lassù, tre i 6000 e i 7000 metri la mente dell’uomo cambia, non si pensa più a nulla, è tutto meccanico: Ora il piede qui. Respira profondamente tre volte. Il piede qua e ancora tre respiri. Soprattutto non cadere né addormentarti, si muore in un battibaleno.

---

Questi paesaggi di montagna sono così veritieri, sono indescrivibili nella loro maestosa bellezza e grandezza. Emanano una forza sinistra. Sono pieni di promesse e anche spietati.

---

Mi conforta sapere che il mare e le montagne tra decine di migliaia di anni saranno ancora lì e io spero, quando diventerò un granello di polvere, di ritrovarli là.




mercoledì 7 dicembre 2022

Le nebbie di Avalon - Marion Zimmer Bradley

Le nebbie di Avalon
Marion Zimmer Bradley
trad. Roberta Rambelli
Tea, 2003


Potente maga dotata della Vista, Morgaine ha sempre avuto la capacità di scrutare nella mente delle persone e di conoscere i loro pensieri. Ora, in là con gli anni e in pace con il mondo e con se stessa, ha deciso di ripercorrere la propria vita e di narrare l'epica storia dell'ascesa e della caduta di Camelot. E ha scelto di farlo non attraverso le gesta eroiche dei cavalieri della Tavola Rotonda, ma attingendo a ciò che il suo potere le ha permesso di conoscere, per dare finalmente voce alle donne che, insieme a lei, hanno visto il mondo che conoscevano cambiare radicalmente e l'Isola Sacra di Avalon svanire per sempre nelle nebbie. È una storia che inizia quando Morgaine è ancora bambina, con una visione che annuncia a sua madre Igraine l'imminente visita della sorellastra Viviane, la Dama del Lago, e di Taliesin, il Merlino di Britannia, messaggero degli Dei. Sono giunti fino a Tintagel per annunciarle che sarà lei a portare in grembo il Sommo Re, l'uomo destinato a salvare il regno e a garantire la pace e l'unità tra i popoli. Stanca di essere una pedina al servizio di poteri più grandi, Igraine cerca di ribellarsi con tutta se stessa a quella profezia. Ma non si può sfuggire al destino, e ben presto la giovane donna si trova in viaggio verso Londra e verso un futuro che cambierà non solo la sua vita, ma anche quella di sua figlia Morgaine.


Incipit:

PARLA MORGANA: Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute. Ma credo che saranno i cristiani a narrare l'ultima storia. Il mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano il potere della Grande Dea oppure l'avvolgono nella veste azzurra della Signora di Nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere una vergine delle sofferenze dell'umanità?

E ora che il mondo è cambiato e Artù, mio fratello e amante, che fu re e che sarà re, giace morto (e la gente comune lo dice addormentato) nell'Isola Sacra di Avalon, la storia dev'essere narrata com'era prima che i preti del Cristo Bianco venissero a costellarla di santi e leggende.


Citazioni:

Guarda l'oriente - gli disse - sempre, quando la luce muore a occidente, all'est vi è la promessa della rinascita.

---

Tutti gli dèi sono un unico Dio e tutte le dee sono un'unica Dea. La Gran Dea non si sdegnerà con te se la chiamerai con il nome di Maria, che era buona e pietosa.

---

Io credo che Dio voglia vedere gli uomini impegnarsi per cercare da soli la verità.

---

Un druido deve diventare bardo prima che sacerdote, perché la musica è una delle chiavi delle leggi dell'universo.

---

Nel tempio ci dicono che la vera felicità si trova soltanto nella liberazione della ruota della morte e della rinascita e che dobbiamo disprezzare le gioie e le sofferenze terrene. Eppure io amo questa vita sulla terra...

---

L'amore è l'unica preghiera che conosco.

---

Che sarà del Re Cervo quando il cervo giovane sarà cresciuto...?

---

Nell'Isola Sacra dove sono cresciuta insegnano che la morte è sempre la porta di una nuova vita e di una nuova sapienza.

---

Le parole pronunciate nella collera ritornano quando non lo si vuole.

---

Sta' attento a ciò che chiedi nelle tue preghiere, perché potresti ottenerlo.


lunedì 5 dicembre 2022

Amrita - Banana Yoshimoto

Amrita
Banana Yoshimoto
trad. Giorgio Amitrano
Feltrinelli, 2002

"Amrita" è un romanzo di grande respiro. Narra della piuttosto insolita famiglia di Sakumi, di cui fanno parte la madre, con il suo compagno molto più giovane, il fratellastro undicenne Yoshio, una cugina e un'amica. Su tutti loro pesa il ricordo di una sorella morta in un incidente stradale mentre guidava sotto l'effetto di alcol e barbiturici. Con lei Sakumi intrattiene un muto dialogo, che costituisce uno dei molti fili della narrazione. Una narrazione composta di tante voci che l'autrice scava, indagando percezioni del reale diverse da quelle usuali. Ora investigando nei labirinti della mente, ora investigando le alterazioni della coscienza dei diversi personaggi. Si tratta di una scoperta del mistero e della profondità che consente a Banana Yoshimoto di illuminare in modo sottile la dimensione magica dell'esistenza e, insieme, di ampliare i confini delle abituali tematiche di amore, amicizia, morte, solitudine, senza perdere la freschezza, la grazia e la leggerezza di una narrazione che parla direttamente al cuore.


Citazioni:

Se non si vive a lungo sotto lo stesso tetto, anche se ci sono legami di sangue, questi si fanno sempre più deboli, come un paesaggio molto amato che indietreggia nella memoria.

---

Ma in fondo chi può dire quando e che origine abbiano queste cose e dove conducano? Una persona sorride mentre il suo cuore, segretamente, si consuma. E finisce rapidamente per essere divorato.

---

L’amore non è fatto di forme, o di parole, è una condizione.

---

Sentivo che la mia solitudine era una parte del mio universo, e non una patologia da eliminare.

---

A parole si possono dire le cose piú grandi, ma è inutile dire agli altri quello che non saremmo capaci di fare noi stessi.

---

Sulla spiaggia l'uomo è poeta. Perché il mare è sempre il venti per cento più grande di come lo si era immaginato.

---

Quando si ha qualcosa da perdere, si comincia ad avere paura. Ma la felicità è questo. Conoscere il valore di quello che possediamo.

---

Avrei voluto scrivere quel sogno in ogni particolare, sigillarlo, e conservarlo con cura per l’eternità. E invece no.
La bellezza è prendere qualcosa nelle mani, e poi lasciarla andare. Non si possono afferrare con forza il mare e il sorriso degli amici che se ne vanno lontano.



venerdì 2 dicembre 2022

Bar Sport - Stefano Benni

Bar Sport
Stefano Benni
Feltrinelli, 2014

Ci sono bar e bar e poi c'è il Bar Sport che tutti li accomuna e li fonde in un solo paradigmatico universo, in una sola grande scena di umanità raccolta sotto la fraterna insegna come intorno a un fuoco, intorno al calore di un'identità minacciata.

Stefano Benni, con il suo Bar Sport, ha aperto la porta su un mondo che per tutti è diventato un luogo, anzi il luogo familiare per eccellenza. Il Bar Sport è quello dove non può mancare un flipper, un telefono a gettoni e soprattutto la "Luisona", la brioche paleolitica condannata a un'esposizione perenne in perenne attesa del suo consumatore. Il Bar Sport è quello in cui passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tecnnico (proprio così, con due n) che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. Nel Bar Sport fioriscono le leggende, quella del Piva (calciatore dal tiro portentoso), del Cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere) e delle allucinazioni estive. Vagando e divagando Benni ha scritto la sua piccola commedia umana, a cui presto aggiungerà un nuovo capitolo. Ebbene sì, Bar Sport è vivo, è ancora vivo.


Citazioni:

Al Bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una.

---

La briscola. Gioco molto semplice. L’avversario sbatte sul tavolo una carta, e voi dovete sbatterla più forte. I buoni giocatori rompono dai quindici ai venti tavoli a partita.

---

Non sono ubriaco: sono leggermente euforico per l'ingestione di piccole quantità etiliche.

---

... c'erano quattro bambini con delle macchinine a pedali che per mancanza di spazio giocavano all'ingorgo e stavano tutti fermi in fila suonando piccoli clacson e protestando.



giovedì 1 dicembre 2022

Il castello blu - Lucy Maud Montgomery

Il castello blu
Lucy Maud Montgomery
trad. Elisabetta Parri
Jo March, 2017

L'immagine che Valancy Stirling vede riflettersi nello specchio è una figura tristemente scolorita. Ha quasi trent'anni e non ha un marito: quanto basta a renderla motivo di imbarazzo per la sua ingombrante famiglia. Valancy vive secondo le regole imposte da una madre bigotta e accoglie con remissione le scelte che altri fanno per lei. C'è un luogo dei suoi sogni, però, dove si sente libera: il suo "castello blu". La sconvolgente diagnosi di una malattia cardiaca fatale la spinge, però, a uscire dal suo bozzolo di timore e a cercare nel mondo il suo castello: prima, sul limitare di quella "landa desolata" dove abitano i reietti della comunità - Cissy Gay, una ragazza madre malata di tubercolosi, e suo padre Abel, un impenitente alcolista; poi, ancor più lontano, sul Lago Mistawis, dove vive soltanto lo sregolato Barney Snaith, che tutti reputano un criminale in fuga. Ambientato nel Muskoka, dove specchi d'acqua, isole velate dalla nebbia, cascate scroscianti e boschi inestricabili si fondono nel magico silenzio della natura canadese.


Citazioni:

I boschi sono come gli esseri umani - scriveva John Foster - Per conoscerli bisognerebbe vivere con loro, e non limitarsi ad attraversarli occasionalmente. Percorrere sentieri già battuti non ci svelerà il loro lato più intimo e nascosto. Per entrare in confidenza con loro, bisognerebbe trattarli come amici, cercarli di giorno ma anche di sera, in estate e in inverno.

---

La vera essenza dei boschi si nasconde agli estranei o ai semplici curiosi, ma si rivela in tutto il suo splendore a chi li ama in modo disinteressato, ripagando questo amore con doni inestimabili che non possono né essere comprati né essere venduti.

---

I pochi soldi destinati alla cura della casa, servivano a mantenere l’apparenza del piano di sotto, dove la famiglia riceveva gli ospiti. Era inutile spendere del denaro per stanze che nessuno avrebbe mai visto.

---


Siamo già tutti morti, zio Ben. Alcuni sono già sottoterra, altri devono ancora finirci. È questa l’unica differenza.

---

È un peccato raccogliere le viole selvatiche. Lontano dal bosco e dalla sua languida luce, esse perdono metà della loro bellezza. L’unico modo per appropriarsi della loro essenza è cercarle, osservarle nel loro ambiente naturale e goderne lo splendore, per poi tornare indietro senza raccoglierle, ma portando con noi il ricordo accattivante della loro grazia e della loro fragranza.

---

Ma la ragazza non era diventata una metodista, si recava in chiesa perché le faceva bene e le dava pace. Inoltre, il vecchio pastore Towers credeva davvero in ciò che predicava, e questo faceva una grande differenza.

---

La strada era dissestata e rocciosa come la maggior parte delle strade lì a Muskoka, ma possedeva il fascino dei selvaggi territori settentrionali, un nastro che si snodava tra pini rigogliosi che nel tramonto estivo risplendevano di una luce incantata, circondato da massi verdi ricoperti di morbido muschio e da pioppi che, muovendosi al passare del vento, sembravano tremare di gioia.

---

La vita non era più vuota e inutile, e persino l’idea della morte imminente le parve più dolce. L’amore aveva sconfitto la sua ultima paura.

---

Un’esperienza è una cosa che ci apparterrà per sempre, perciò non importa quanto uno debba pagarla alla fine. Non si può certo comprare l’esperienza di qualcun altro.

---

Chi potrebbe sopportare la vita, se non ci fosse la consolazione della morte?

---

Il vostro problema è che non ridete abbastanza.

---

Valancy sapeva che non sarebbe mai stata bella, ma era quel tipo di donna che fiorisce in mezzo ai boschi, proprio come un elfo, o una fata.

---


Crepuscolo estivo e chiaro di luna: è questo che sembri in quel vestito. Mi piace, ti appartiene.

---

Aveva dimenticato tutte le cose umilianti che erano accadute, le ingiustizie e le delusioni. Era come se fossero capitate a qualcun’ altro, e non certo a lei.

---

Madre Natura è un’artista preziosa, che lavora per la gioia di creare e non per spirito di vanità.

---

Era un messaggio gelido e impersonale, lo sapeva, ma provare a scrivere qualunque altra cosa sarebbe stato pericoloso, come abbattere una diga.

---

Mi chiedo se il figliol prodigo sia stato veramente felice di tornare a casa.