mercoledì 30 novembre 2022

Sonno profondo - Banana Yoshimoto

Sonno profondo
Banana Yoshimoto
trad. Giorgio Amitrano, Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 2015

"Queste tre storie, dice Banana Yoshimoto, raccontano la notte di alcuni personaggi che si trovano in una situazione di blocco, in una fase in cui il flusso regolare del tempo si è interrotto". In questa sospensione, emergono i temi a lei più cari, i percorsi del suicidio, la decadenza dell'istituzione familiare, il ruolo della sessualità, ritratti questa volta in noir, per suscitare una forte emozione.



 
 
 
Citazioni:

Il sonno viene come l'avanzare della marea, opporsi è impossibile.

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Insieme a lei, non so bene come spiegarlo, ma anche quando la vita si faceva pesante, era come se il peso fosse diviso a metà.

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Il sonno è diventato così profondo che a ogni risveglio mi sembra di riemergere dalla morte.
 
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A dormire accanto a qualcuno, vicino fino a diventare la sua ombra, si può finire col riprodurre dentro di sé la sua anima, con l'assorbirne tutte le tenebre.

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Chissà perché la notte, come la gomma, è di un'infinita elasticità e morbidezza, mentre il mattino è così spietatamente affilato. La sua luce sembra puntata contro di me. Dura, trasparente, inesorabile. La odio.

 
 

martedì 29 novembre 2022

Nudi e crudi - Alan Bennett

Nudi e crudi
Alan Bennett
trad. Giulia Arborio Mella, Claudia Valeria Letizia
Adelphi, 2001

Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l'arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l'allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l'avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un'esilarante catarsi di rara crudeltà.

 
Citazioni:

Certe volte, però, quando si riposava sul letto o prima di alzarsi la mattina, Mrs Ransome si sentiva pervadere dalla deprimente sensazione di aver perso il tram, anche se era difficile dire quale tram fosse o dove andasse.

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Oddio, all’inizio è stata un’esperienza allucinante, ma poi ho cercato di metterla in positivo. E sa una cosa? Mi sento cresciuta.

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La gente, aveva concluso Dusty, può fare a meno di tante cose; il problema è che non riesce a non andare a comprarle.
 
 
 
 

lunedì 28 novembre 2022

Anna dai capelli rossi Lucy Maud Montgomery

Anna dai capelli rossi
Lucy Maud Montgomery
trad. Angela Ricci, Elisa Bellotti
Gallucci, 2018

Matthew e Marilla conducono una vita abitudinaria nel pacifico paesino di Avonlea. Ormai anziani, decidono di adottare un orfano che li aiuti a mandare avanti la fattoria. Ma invece del ragazzo promesso dall'orfanotrofio, a casa Cuthbert arriva Anna, una bambina dotata di una inesauribile immaginazione che finirà per conquistare tutti.

 
 
 
 
 
 Citazioni:

Quella ragazzina lentigginosa che non sapeva niente dell’amore di Dio, visto che nessuno glielo aveva fatto conoscere attraverso l’amore umano.

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Aspettare una cosa è bello quasi quanto averla a portata di mano! Puoi non ottenerla, ma nessuno può toglierti la gioia di immaginare che l’avrai.

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Ma la cosa peggiore del fantasticare è che arriva sempre il momento in cui devi smettere e allora soffri tantissimo.

 
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Non so perché, ma quando si prova a immaginare di nuovo qualcosa, non viene mai bene come la prima volta.

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Dev’esserci un limite al numero di errori che una persona può commettere, perciò quando l’avrò raggiunto sarò a posto per sempre. È un pensiero confortante.

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Dico sempre buonanotte alle cose che mi sono care, proprio come alle persone, credo che gli faccia piacere.

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Dentro di me devono esserci tante Anna diverse, a volte penso che sia per questo che sono una persona così difficile. Se fossi un’Anna sola sarebbe tutto molto più facile, ma anche molto meno interessante.
 
 

domenica 27 novembre 2022

Shining - Stephen King

Shining
Stephen King
trad. Adriana Dell'Orto
Bompiani, 2017 
 
L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno, quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un'atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo "shine" – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.
 
 
Citazioni:
 
Wendy pensò che ai bambini le motivazioni e le azioni degli adulti dovevano apparire ingombranti e sinistre come pericolosi animali intravisti nell'ombra di una cupa foresta. Venivano sballottati qua e là al pari di marionette, avendo soltanto una vaghissima idea del perché.
 
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A volte, in presenza di quei due Wendy si sentiva un'estranea, come una comparsa che per errore fosse tornata in palcoscenico mentre si recitava la scena madre.
 
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Questo posto disumano crea mostri umani.
 
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Secondo me, quelle cose non possono farti del male... come illustrazioni di un libro che possono fare un po' paura...
 
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A quell'idea sobbalzò. Era come se quel pensiero fosse venuto dall'esterno, simile a un insetto ronzante, colmo di basse lusinghe.
 
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Fantasmi? Non so. Non nel senso di Algernon Blackwood, questo è certo. Semmai, qualcosa di simile ai residui dei sentimenti della gente che ha soggiornato qui. Cose buone e cose cattive. In questo senso, è probabile che ogni grande albergo abbia i suoi fantasmi. Soprattutto i vecchi alberghi.
 
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Il bambino ne avrebbe dovute versare, di lacrime, lo sapeva; ed era una fortuna che Danny fosse ancora abbastanza piccolo da poter piangere senza ritegno. Le lacrime che guariscono sono anche le lacrime che scottano e feriscono.
 
 
 

sabato 26 novembre 2022

Le pietre magiche di Shannara - Terry Brooks

Le pietre magiche di Shannara
Terry Brooks
trad. Silvia Stefani
Mondadori, 2016

Ad Arborlon, la mitica capitale del regno degli Elfi, la popolazione sta per essere investita da uno spaventoso cataclisma. L'Eterea, la pianta magica che protegge tutto l'antico popolo dalle forze del male, sta soccombendo sotto un magico attacco. Da ogni parte stanno per irrompere mostri delle tenebre e demoni spaventosi. Solo il giovane Lauren, alla testa di un pugno di eroi, troverà il coraggio di opporsi alle forze del male. 

 
 
Citazioni:

La riflessione avrebbe dovuto chiarire il perché della sua decisione, ma non era così. Anzi, provava un persistente senso di confusione. Tutto sembrava affastellarsi nella sua mente: gli elementi disparati, incompleti, le emozioni di cui erano intessuti e colorati. Non sarebbe riuscito a ricomporli, in un quadro nitido, razionale. Gli sfuggivano come pecore sbandate che lui cercava inutilmente di radunare.

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Poiché il male lasciato a se stesso, Wil, non perisce, ma prospera. Imprigionarlo non significa distruggerlo.

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L'offesa provoca amarezza, l'amarezza collera. Se ti spingi troppo oltre per questa strada, perderai l'orientamento.

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Su tutto, la nebbia e la pioggia stendevano un velo di baluginante luce grigia, rendendo il paesaggio simile a un sogno vagamente ricordato.

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Non era tanto un senso di fallimento, quello che aveva sperimentato, quanto un senso dei propri limiti.

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Non sempre possiamo essere adeguatamente preparati a affrontare le difficoltà che la vita ci presenta.

 
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Dobbiamo prima capire quel che eravamo per capire quel che siamo.


venerdì 25 novembre 2022

Seta - Alessandro Baricco

Seta
Alessandro Baricco
Feltrinelli, 2020

La Francia, i viaggi per mare, il profumo dei gelsi a Lavilledieu, i treni a vapore, la voce di Hélène. Hervé Joncour continuò a raccontare la sua vita, come mai, nella sua vita, aveva fatto. "Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L'uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa."




 
 
 
Citazioni:

I produttori di seta di Lavilledieu, chi più chi meno, erano dei gentiluomini, e mai avrebbero pensato di infrangere una qualsiasi legge nel loro paese. L'idea di farlo dall'altra parte del mondo, tuttavia, risultò loro ragionevolmente sensata.

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Era d'altronde uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impopria qualsiasi ambizione a viverla.

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Forse è che la vita, alle volte, ti gira in un modo che non c'è proprio più niente da dire.

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Minuscole onde circolari posavano l'acqua del lago sulla riva, come spedite, lì, da lontano.



giovedì 24 novembre 2022

Piccoli suicidi tra amici - Arto Paasilinna

Piccoli suicidi tra amici
Arto Paasilinna
trad. Maria Antonietta Iannella, Nicola Rainò
Iperborea, 2006
 
Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellonen, imprenditore fallito, decide di dire basta a "quel suo vivacchiare privo di senso". Ma cosa succede se il fienile scelto per "il botto finale" è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio che li porterà da un capo all'altro dell'Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto. Sotto il comando del colonnello Kemppainen, frustrato da un'epoca "così profondamente pacifica", con l'assistenza di Rellonen e della fidata vicepreside Helena Puusaari, conturbante trentacinquenne dai capelli rossi con l'hobby di struggenti passeggiate nei cimiteri, la Libera Associazione Morituri Anonimi raccoglie i più disparati e folli personaggi, decisi, come il Vatanen dell'Anno della Lepre, a tagliare tutti i legami di un'esistenza che li ha delusi e maltrattati, per la libera avventura di un fatale Grand Tour, che diventerà presto il più gioioso manifesto della voglia di vivere. Dalle falesie di Capo Nord ai burroni del Furka, fino all'estrema punta dell'Algarve, tra spericolate avventure, amicizie, solidarietà e nuovi amori, la banda degli apprendisti suicidi sarà immancabilmente raggiunta dall'irriducibile nemico da cui ha tentato di fuggire: la vita. Perché "si può scherzare con la morte, ma con la vita no. Evviva!" Parola di Paasilinna.


Citazioni:

I due compari constatarono filosoficamente che ognuno di noi vive sempre il primo giorno della vita che gli resta da vivere, anche se siamo troppo occupati per rendercene conto. Soltanto chi si è spinto fino alla soglia della morte comprende che cosa voglia dire in pratica l'inizio di una nuova vita.

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Il mondo cambia. E la vita è maestra.

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I suicidandi arrivarono unanimemente alla conclusione che, fosse pure la morte la cosa più seria di questa vita, neanche quella lo era più di tanto.

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Fissa il fuoco, accarezza con lo sguardo le fiamme. Così hanno fatto i finlandesi per migliaia di anni. Proprio come adesso gli aspiranti suicidi, qui, intorno al fuoco del campeggio della Foresta nera, lontano dal paese natio, gente che ha sofferto molto, e che troppo presto ha smesso di pensare alla bellezza della vita.

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Nessun soldato, per quanto in gamba, può vincere la battaglia da solo; è solo agendo a ranghi serrati, mossi da un medesimo obiettivo, che arrivano i risultati. La storia militare era piena di esempi dell'efficacia delle azioni collettive.

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Perché siamo ancora vivi, o perché non siamo ancora riusciti a morire?


mercoledì 23 novembre 2022

Echi in tempesta. L'Attraversaspecchi. Vol. 4 - Christelle Dabos

Echi in tempesta. L'Attraversaspecchi. Vol. 4
Christelle Dabos
Alberto Bracci Testasecca
E/O, 2020

Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio. Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull'indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell'Altro, l'essere di cui non si conosce l'aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l'Altro, senza sapere nemmeno com'è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all'osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

 
Citazioni:

Un amico è una strada, un nemico è un muro.
 
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Ha sempre pensato che l’umanità sia così aggressiva e bellicosa non tanto per odio verso gli altri, quanto per timore della propria fragilità.
 
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Hai detto che la mia aspirazione è liberare te e il mondo. Io non aspiro a niente. Ho solo bisogno che tu abbia bisogno di me, nient’altro. E so per certo che in questo conflitto sono destinato a perdere, perché sono più possessivo di quanto tu non sarai mai e perché ci sono cose che non posso sostituire
.
 
 

martedì 22 novembre 2022

Tokyo Express - Seicho Matsumoto

Tokyo Express
Seicho Matsumoto
trad. Gala Maria Follaco
Adelphi, 2020

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all'alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d'amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall'aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken'ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n'è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov'era intanto lei, l'amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo. 
 

Citazione:
 
Jutaro si chiese perché Sayama e Otoki avessero deciso di morire proprio lì. Avrebbero potuto trovare un posto migliore. Due innamorati prossimi al suicidio dovrebbero scegliere con cura il luogo in cui morire. Vicino a una fonte termale, per esempio, o in una località rinomata per la sua bellezza. Certo, anche lì la vista era bella, ma perché proprio su quelle rocce dure e non su un morbido prato?
 
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Era in grado di riconoscere uno che sa il fatto suo. Lo sguardo affabile e insieme sempre all’erta dell’uomo avvezzo agli affari, i modi inappuntabili. Era sicuro di sé e questo suscitava una certa soggezione in chi gli stava di fronte.

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Le persone tendono ad agire sulla base di idee preconcette, a passare oltre dando troppe cose per scontate. E questo è pericoloso. Quando il senso comune diventa un dato di fatto spesso ci induce in errore.

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E così, nel mio letto, mentre seguo con gli occhi i movimenti delle mie dita sottili, vedo, in un solo istante, i treni fermi dell’intero paese. Folle di persone che salgono e scendono rincorrendo le proprie esistenze. Chiudo gli occhi e provo a immaginarmi la scena. L’orario mi racconta di treni che, seguendo le linee più diverse, si incrociano in questa o quella stazione.

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Il tempo obbliga i treni a incontrarsi, le persone a bordo, invece, si incontrano solo per caso.
 
 
 
 

lunedì 21 novembre 2022

Kitchen - Banana Yoshimoto

Kitchen
Banana Yoshimoto
trad. Giorgio Amitrano
Feltrinelli, 1993
"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina...". Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, "Kitchen". Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare. Così il padre del giovane amico Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine insolita del Giappone, con un linguaggio fresco e originale, quasi una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga.


Citazioni:

Era il figlio maggiore di una famiglia numerosa, e senza saperlo portava con sè‚ da casa sua qualcosa di allegro, che mi dava calore.

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Nella torta di carote che avevo fatto tante volte in modo da imparare il procedimento a memoria erano entrati anche frammenti del mio spirito.

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Anche chi ama prima o poi dovrà morire. Però intanto è vivo.

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Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo.

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La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente.

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Nel flusso indefinito del tempo e degli stati d'animo, gran parte della storia è incisa nei sensi. E cose di nessuna importanza, insostituibili, ritornano così all'improvviso, in un caffè d'inverno.

domenica 20 novembre 2022

Vincoli. Alle origini di Holt - Kent Haruf

Vincoli. Alle origini di Holt
Kent Haruf
trad. Fabio Cremonesi
NN Editore, 2018

Con Vincoli si torna a Holt, anzi si va alle origini di Holt, a cavallo tra Ottocento e Novecento nel primo romanzo che ha imposto Haruf all’attenzione del pubblico americano. Un viaggio nella storia di una famiglia delle pianure americane, narrata dalla voce della loro vicina, Sanders Roscoe. Un romanzo corale e travolgente, intenso e poetico, con cui Haruf inizia il suo viaggio nell’America rurale, teatro delle sofferenze e metafora della tenacia dello spirito umano, anticipando tutti gli elementi che rendono unica la sua poetica.

 
 
 
 
Citazioni:

Si potrebbe dire che a quei due capitò una sorta di seconda infanzia – però non sarebbe esatto. Non puoi avere una seconda volta se la prima non c’è stata.

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Ecco, non pretendo che un periodo di appena sei anni sia anche solo vagamente sufficiente. Ma immagino che se ti viene concesso questo e nient'altro, allora i sei anni te li devi far bastare. Alla fine questo ebbe Edith Goodnough: sei anni di quello che si potrebbe chiamare divertimento. O bei momenti. O meglio, la semplice, intensa, magnifica bellezza del sentirsi vivi giorno dopo giorno, quando di sera vai a dormire nella calda oscurità, soddisfatto del tuo angolo di mondo, e poi ti svegli al mattino ancora soddisfatto e ne sei ben consapevole mentre resti sdraiato per un po' ad ascoltare in pace il richiamo delle tortore dagli olmi e dai fili del telefono, finché al pensiero di un caffé nero finalmente decidi di alzarti dal letto, scendere le scale e andare in cucina, ai fornelli, per ricominciare tutto daccapo con piacere, addirittura con impazienza.
 
 
 

sabato 19 novembre 2022

La cattedrale del mare - Ildefonso Falcones

La cattedrale del mare
Ildefonso Falcones
trad. Roberta Bovaia
TEA, 2009

Barcellona, XIV secolo. Nel cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Arnau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto mentre mercanti e banchieri sono in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l'azione dell'Inquisizione minaccia la non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei? Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della «cattedrale del popolo». E all'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno' Un'opera in cui avventura e sentimento si uniscono al romanzo di una città, protagonista anch'essa di una straordinaria vicenda corale, restituita nella drammaticità dei suoi momenti cruciali come nella sua vivacissima quotidianità, in un'ambientazione capace di ricreare, con limpidezza superiore alla penna di uno storico, luci e ombre di un Medioevo di ineguagliabile fascino.

Citazioni:

La mente dell'uomo è contorta e in genere lo spinge a credere sempre alla peggiore delle ipotesi.

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Non ti fidare mai di chi dice di servire Dio. Ti parleranno con serenità e buone parole, così colte che non riuscirai a capire. Cercheranno di convincerti con argomentazioni che solo loro sanno imbastire per catturare la tua ragione e la tua coscienza. Ti si presenteranno come uomini buoni e affermeranno di volerci salvare dal male e dalla tentazione, ma in realtà la loro opinione sul nostro conto è scritta e tutti loro, come i soldati di Cristo che sono, seguono fedelmente quanto trovano nei libri.

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Questa è la chiesa della gente, figlio mio. Molti uomini hanno dato la vita per essa e il loro nome non figura da nessuna parte.

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Aveva trattato ogni genere di merce - stoffe, spezie, cereali, animali, navi, oro e argento - e conosceva il prezzo degli schiavi, ma quanto valeva un amico?


venerdì 18 novembre 2022

L'acqua più dolce del mondo - Jamil Ahmad


L'acqua più dolce del mondo

Jamil Ahmad
trad. Aurelia Martelli
Bollati Boringhieri, 2014 

Era il 1893, quando Sir Henry Mortimer Durand tracciò con un bastone una riga sulla sabbia del deserto per segnare il confine tra l'Afghanistan e l'allora India nordoccidentale, ora diventata Pakistan: uno dei tanti lungimiranti interventi britannici forieri di ogni genere di disastro. E disastri verranno in quel territorio. Oltre a quelli noti, come l'invasione sovietica e l'attacco americano, ci sono quelli che Ahmad racconta qui, in forma di romanzo. La narrazione comincia negli anni Cinquanta, e finisce una ventina d'anni dopo. A condurre il lettore attraverso le incredibili vicissitudini delle tribù locali, per lo più nomadi, costrette dalle guerre e dall'avanzare della modernità a perire per mancanza di cibo e acqua, a raccontarci le loro storie, le loro affascinanti leggende e l'imperscrutabile saggezza di cui sono portatrici, è un bambino, Tor Baz, "il falco nero". Tor Baz nasce sotto il più infausto degli auspici: figlio di una donna colpevole di adulterio, viene alla luce in un avamposto militare nel deserto dove la madre ha trovato rifugio insieme al padre. Quando il piccolo ha sei anni, arriva un drappello di guerrieri guidato dal nonno materno, deciso a vendicare l'onore offeso uccidendo la figlia e il suo amante. Non ha però il coraggio di uccidere anche il piccolo, che vagherà fino all'età adulta da una tribù all'altra, da una figura paterna all'altra, conducendo anche il lettore nei recessi più oscuri del territorio e in quelli più misteriosi delle anime che lo popolano.
 
 
Incipit:

Remoto e isolato, come sono tali presidi, questo incute particolare timore. Niente abitazioni nel raggio di chilometri, niente vegetazione, a parte poche, sparute palme da dattero traballanti e rinsecchite che si tengono su l’un l’altra, niente acqua, salvo un rivoletto tra le rocce incrostate di sale che di tanto in tanto però si secca, manifestando una certa ostilità.

 
Citazioni:

Eppure, la terra – la loro terra – si era adoperata affinché bellezza e colore non venissero cancellati del tutto dalle loro vite. Con mille e più tonalità di grigio e di marrone aveva tinteggiato le colline, la sabbia, le dune. C’erano inoltre le sfumature impercettibilmente cangianti del nero delle notti e della luce dei giorni, e i colori accesi dei piccoli fiori del deserto nascosti in mezzo ai cespugli polverosi, delle spire dei serpenti e dei guizzi delle lucertole che correvano a infilarsi sotto la sabbia.

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In un angolo c’era l’uomo che lavorava a maglia, sferruzzando senza sosta; lì vicino tre uomini si passavano il narghilè, altri quattro sedevano intorno a un braciere e chiacchieravano a voce bassa mentre facevano girare una scatolina di tabacco da masticare. Sul coperchio c’era uno specchietto che catturava il chiarore delle lampade e lo rifletteva sulle pareti in mille gocce impazzite di luce. Altri uomini si erano messi intorno al mio braciere.

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È una sensazione difficile da spiegare, non c’è nulla di razionale. Mettiamola in questo modo: ho sempre sentito di dover conoscere il popolo di mio padre e la terra da cui è arrivato per poter capire chi sono veramente.



 

giovedì 17 novembre 2022

Dracula - Bram Stoker

Dracula
Bram Stoker
trad. Francesco Saba Sardi
Mondadori, 2016
 
In Transilvania per concludere la vendita di una casa londinese al Conte Dracula, discendente di un'antichissima casata locale, il giovane agente immobiliare Jonathan Harker scopre che il suo cliente è una creatura di mistero e orrore... Dracula, archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, ma anche tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabili e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi.
 
 
 
 
Citazioni:
 
Perché la vita, tutto sommato, è solo un aspettare qualcos’altro rispetto a quello che stiamo facendo, e la morte è l’unica cosa su cui possiamo contare senz’altro.
 
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Nessuno che non abbia sofferto le pene di una notte può sapere quanto dolce sia il mattino al suo cuore e ai suoi occhi.
 
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A noi nobili della Transilvania non piace pensare che le nostre ossa riposino fra quelle dei comuni mortali.
 
 

mercoledì 16 novembre 2022

Le notti bianche - Fëdor Dostoevskij

Le notti bianche
Fëdor Dostoevskij
trad. Caterina Garzonio
Giunti, 2018

Un giovane uomo, di cui non conosciamo il nome, vive isolato e non ha amicizie. Durante una passeggiata notturna sul lungofiume incontra Nesten'ka, una ragazza di diciassette anni. L'uomo è un sognatore, un solitario, distaccato dal mondo in cui vive, e questo incontro fa nascere in lui per la prima volta un sentimento reale. Le notti bianche di San Pietroburgo, in cui la luce non sembra mai tramontare, fanno da sfondo alla loro sofferta storia d'amore, un breve risveglio nel vuoto di un'esistenza non vissuta.


 
Incipit:

Era una notte incantevole, una di quelle notti che ci sono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili ed irosi.


Citazioni:

Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni.

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Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra...

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Il sognatore, se serve una definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un angolino inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo angolino, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell'animale divertente chiamato tartaruga, che è nello stesso tempo un animale e una casa.



martedì 15 novembre 2022

Il condominio - James Graham Ballard

Il condominio
James Graham Ballard
trad. Paolo Lagorio
Feltrinelli, 201
 
Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l'isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un'intera classe sociale emergente. Viene a mancare l'elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un'incontenibile e primordiale ferocia.
 
 
Incipit:
 
Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell'immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c'era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna - ora in stato di abbandono, per la verità - il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.
 
 
Citazioni:
 
Più che un'architettura abitativa, rifletteva, sembrava il diagramma inconscio di un misterioso accadimento psichico.
 
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Il grattacielo aveva creato una nuova tipologia sociale, una personalità fredda e antiemozionale, insensibile alle pressioni psicologiche della vita di condominio, con esigenze minimali in fatto di privacy e capace di prosperare, come una macchina di nuova generazione, nell'atmosfera neutra. Era il genere di abitante che si accontentava di restare seduto nel suo carissimo appartamento a guardare la televisione senza audio, aspettando che i suoi vicini commettessero un errore.
 
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Sostanzialmente, le scritte murali riflettevano l'intelligenza e la cultura degli inquilini.
 
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La sua determinazione a realizzare il documentario aveva una forte motivazione personale, faceva parte di un tentativo calcolato di venire a patti con il palazzo, accettare la sfida fisica che gli proponeva e poi dominarlo.
 
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Dal balcone studiò le imponenti sagome alla Alcatraz dei grattacieli vicini. Il materiale visuale e sociologico che si poteva tirar fuori da quegli edifici era praticamente illimitato.
 
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«Un basso indice di criminalità, dottore,» gli aveva detto lei amabilmente, «è il segno più certo di una carenza di socializzazione.»
 
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Anche il disfacimento del grattacielo era un modello del mondo in cui sarebbero vissuti in futuro. Era uno scenario post-tecnologico, dove ogni cosa o era in abbandono o, più ambiguamente rivista secondo modalità inaspettate e più significative.
 
 
 

lunedì 14 novembre 2022

Viaggiare controvento. Vol. 1 - Viaggiatori illegali nell'URSS - Cornelia Klauss, Frank Böttcher


Viaggiare controvento. Vol. 1 - Viaggiatori illegali nell'URSS.
Cornelia Klauss, Frank Böttcher
trad. Giulia Bettiga
Keller, 2017
 
Tutti sappiamo della gente dell'est che fuggiva all'ovest durante la guerra fredda, ma che cosa sappiamo di chi invece voleva scoprire cosa stesse accadendo a Oriente? Queste sono le voci, le immagini, i resoconti di alcuni viaggiatori illegali nell'imperium sovietico. Giovani che negli anni Settanta e Ottanta si mettono in viaggio, non per sfuggire al comunismo riparando in Occidente ma per scoprire cosa ci fosse oltre l'orizzonte: montagne da scalare, altipiani e pianure da percorrere e popoli da scoprire e gente, tanta gente da incontrare. In questo secondo volume al centro c'è la natura e la montagna, le grandi cime sconosciute ai più. Christian Hufen e Kai Reinhart tracciano un aresco dei rapporti con l'alpinismo nei paesi dell'Est e nella DDR come prima non era mai stato fatto. Hartmut Beil ci porta nei suoi viaggi per raggiungere le alte quote attraverso l'immenso territorio sovietico e ancora le ascensioni sull'Elbrus, sul Picco Lenin e sul Picco del Comunismo. L'avventura però comincia molto prima nel lungo tragitto che conduce gli "alpinisti" dalla DDR alla base delle montagne - tra incontri, arresti e interrogatori - in cui si scopre una Unione Sovietica inconsueta.
 
 
Citazioni:
 
Oggi la vista delle tracce di quelle esistenze umane mi commuove in uno strano modo, ogni piccola figura in bianco e nero sulla carta della fotografia incarna una vita.
 
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In caso di necessità però, in ogni stazione intermedia c’erano delle vecchine con secchi pieni di purè di patate che vedevano anche alcolici e calze pesanti lavorate a maglia da loro stesse. Le nonnine avevano individuato un’importante nicchia di mercato: salvavano i passeggeri da una prematura morte per fame o dal deperimento, arrotondando così la pensione.
 
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Quando mai, da noi, i più vecchi hanno trasmesso alla nuova generazione le conoscenze storiche che nessuno aveva insegnato loro a scuola?
 
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Il cinico detto locale “la povertà è il miglior custode dei monumenti” si dimostrava vero, perché malgrado il declino architettonico si percepiva ancora l’essenza del luogo.
 
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Chi non riesce mai a vedere chiaramente l’orizzonte del paesaggio, forse non sa nemmeno vederlo nella propria vita o nella prospettiva del proprio Paese.
 
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Il senso d’identità nazionale dei Lituani dipendeva anche dall’orgoglio. Erano orgogliosi di essere stati l’ultimo popolo europeo assoggettato alla cristianizzazione e che ciò fosse avvenuto a un’unica condizione: dal momento che nella loro religione pagana era il sole a essere venerato, la croce cristiana doveva essere abbinata al simbolo del sole. Per questo oggi quasi tutte le croci sui campanili, sulle tombe o nelle cappelle avevano il sole dentro. I lituani sono rimasti molto fedeli a questo simbolo e il legame con la natura sembra davvero significare qualcosa per loro.
 
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Quel giorno c’erano circa trecentomila persone alla manifestazione. La cosa davvero sorprendente non era tanto la massa di persone quanto lo spirito di solidarietà. Le barriere invisibili tra gli uomini si erano dissolte.
 
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Ma a quel tempo, ciò che i giornali e i libri storia tacevano, si poteva ancora carpire dalla memoria delle persone. Solo in seguito, con l’estinguersi della prima generazione, il passato sanguinoso dello Stato sovietico sarebbe caduto sempre più nel dimenticatoio.