Le ultime lezioni
Giovanni Montanaro
Feltrinelli, 2019
Il professor Costantini è il tipo di uomo che si ha in mente quando si pensa a un professore. Jacopo ne ricorda le lezioni di letteratura al liceo - "parlando d'amore, di donne, di morte, di eroi, si diceva tutt'altro, si diceva di noi" - ma in fondo nutre per lui quel misto di sfiducia e curiosità destinato a tutti gli insegnanti. Poi a Costantini muore improvvisamente la moglie e lui si ritira dall'insegnamento, rifugiandosi sull'isola di Sant'Erasmo con la figlia disabile. Jacopo lo ritrova alcuni anni dopo, mentre attraversa un momento delicato: ha da poco rotto con Alice, di cui, pur rifiutandosi di ammetterlo, è ancora innamorato, e sta per finire gli studi di Economia senza sapere cosa fare dopo. Sant'Erasmo lo accoglie con i suoi canali e i suoi silenzi, i carciofi e le biciclette, e una brezza calda, salata: "Venezia era distante, e anche l'Adriatico. C'erano rondini e gabbiani. C'era profumo, di salso e di alberi, di caldo. Pareva di stare lontano, ai Tropici, in qualche mondo inesistente, selvaggio". Jacopo ha bisogno di quel rifugio, e ha bisogno di Costantini, delle sue parole, di essere ripreso nei suoi errori, di essere indagato per riuscire a capirsi. E poi c'è Lucia, la figlia del suo vecchio professore, che nasconde femminilità e vita. Così Jacopo, per un'estate intera, frequenta quella casa e, all'ombra di un grande albero di mimosa, scrive una tesi che non riusciva neanche a cominciare. Da lì, troverà il suo destino. Giovanni Montanaro racconta l'età difficile delle ultime lezioni, in cui si diventa adulti grazie anche ai maestri imprevedibili che la vita ci fa incontrare.
Citazioni:
“Davamo per scontato che saremmo stati insieme tutta la vita, senza sforzo, per destino.”
Giovanni Montanaro
Feltrinelli, 2019
Il professor Costantini è il tipo di uomo che si ha in mente quando si pensa a un professore. Jacopo ne ricorda le lezioni di letteratura al liceo - "parlando d'amore, di donne, di morte, di eroi, si diceva tutt'altro, si diceva di noi" - ma in fondo nutre per lui quel misto di sfiducia e curiosità destinato a tutti gli insegnanti. Poi a Costantini muore improvvisamente la moglie e lui si ritira dall'insegnamento, rifugiandosi sull'isola di Sant'Erasmo con la figlia disabile. Jacopo lo ritrova alcuni anni dopo, mentre attraversa un momento delicato: ha da poco rotto con Alice, di cui, pur rifiutandosi di ammetterlo, è ancora innamorato, e sta per finire gli studi di Economia senza sapere cosa fare dopo. Sant'Erasmo lo accoglie con i suoi canali e i suoi silenzi, i carciofi e le biciclette, e una brezza calda, salata: "Venezia era distante, e anche l'Adriatico. C'erano rondini e gabbiani. C'era profumo, di salso e di alberi, di caldo. Pareva di stare lontano, ai Tropici, in qualche mondo inesistente, selvaggio". Jacopo ha bisogno di quel rifugio, e ha bisogno di Costantini, delle sue parole, di essere ripreso nei suoi errori, di essere indagato per riuscire a capirsi. E poi c'è Lucia, la figlia del suo vecchio professore, che nasconde femminilità e vita. Così Jacopo, per un'estate intera, frequenta quella casa e, all'ombra di un grande albero di mimosa, scrive una tesi che non riusciva neanche a cominciare. Da lì, troverà il suo destino. Giovanni Montanaro racconta l'età difficile delle ultime lezioni, in cui si diventa adulti grazie anche ai maestri imprevedibili che la vita ci fa incontrare.
Citazioni:
“Davamo per scontato che saremmo stati insieme tutta la vita, senza sforzo, per destino.”
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“Nessuno usciva dalla caricatura che ne avevamo fatto al liceo; le orecchie a sventola, la zeppola, l’assenza di carisma, l’incapacità con l’altro sesso, il secchione, il sudore, il talento nel giocare a calcio. Saremmo stati, per sempre, ciò che eravamo stati in quegli anni, senza possibilità di evoluzione. In fondo, ci rassicurava.”
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“La nuova solitudine era una libertà inaspettata, curiosa.”
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“Crescere, mi disse, è perdere opportunità, scegliere una sola esistenza tra le infinite possibili.”
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“Dalle finestre, Londra non aveva confini; era la pancia di una balena, le luci di mille eserciti, mille città insieme.”
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“Il mondo mi sembrava enorme. Molti miei giudizi mi parvero all’improvviso banali, se non sbagliati, ma mi piaceva; mi sentivo un’arancia a cui veniva tolta la scorza.”
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“Va sempre così, o almeno credo.
Si comincia che c’è sempre troppo da pensare, c’è sempre altro da fare, altre priorità. Poi si aspetta più del solito a mandare un messaggio, perché è da un po’ che non ci si sente, e non viene più spontaneo. E così va a finire che non lo si manda, in fondo non era niente di importante. Ogni tanto, però, viene ancora la nostalgia. Allora si fa una telefonata, ma nessuno risponde, dà un cenno. Si pensa che si sarebbe dovuto richiamare, riprovare, ma non lo si è fatto, e ormai è meglio non farlo più. Il tempo passa, e ci si accorge all’improvviso di quanto ne è passato.
Così diventa tutto troppo difficile. Telefonare, scrivere, provare a sentirsi. E finisce che non ci si sente più.”






